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Augusta| Legambiente sui pontili della Marina: “si faccia luce su eventuali progetti”

Augusta| Legambiente sui pontili della Marina: “si faccia luce su eventuali progetti”
Attualità
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Legambiente Augusta interviene sulla vicenda che riguarda la paventata realizzazione di 3 pontili della Marina militare dalle lunghezza di 300 metri ciascuno. L’associazione si dichiara contraria al progetto e chiede all’amministrazione comunale e alle autorità pubbliche di far conoscere eventuali opere in programma. Rammenta poi che l’attuale  piano regolatore portuale risale a 50 anni fa ed è stato modificato nel 1986.

I rappresentanti del comitato No Muos – No Sigonella hanno dato notizia che sarebbe in programma la realizzazione di 3 nuovi pontili militari nel porto di Augusta, ciascuno dei quali lungo 300 metri, per l’ormeggio di navi della classe Fremm (Fregate europee multi-missione). Due di questi pontili verrebbero costruiti perpendicolarmente alla banchina torpediniere ed uno in perpendicolare alla banchina dell’arsenale. Sula questione interviene Legambiente, premettendo di non voler qui entrare nel merito delle ragioni e sulla bontà o meno della scelta del ministero della Difesa di dislocare queste unità militari ad Augusta ma, se la notizia fosse confermata e davvero si vogliono costruire in quella posizione pontili di tale dimensione, l’associazione dichiara di avere più di un motivo per essere contraria alla realizzazione di simili strutture nella localizzazione che viene ipotizzata.

“Preliminarmente – dice Enzo Parisi rappresentante di Legambiente Augusta – occorre rammentare a tutti che l’attuale Piano regolatore portuale (Prp) risale al 1968, modificato nel 1986, e che a distanza di 25 anni dalla legge 84/94 che prescriveva all’Autorità portuale l’adozione di u questo fondamentale strumento di programmazione non ha ancora visto la luce. A nessuno può e deve sfuggire che le condizioni ambientali di Augusta sono gravemente compromesse e particolarmente  preoccupanti per quanto riguarda i fondali del porto, contaminati da oltre mezzo secolo di scarichi industriali e civili. A distanza di 21 anni dall’inserimento di Augusta e del suo porto nel Sito di Interesse Nazionale (Sin) nulla finora è stato bonificato mentre si continuano a progettare interventi ad alto impatto! Come ha avuto modo di constatare la Commissione parlamentare di inchiesta della Camera dei Deputati sull’uranio impoverito durante la sua missione ad Augusta del 1 luglio 2016, anche il fondale marino in cui sono alcune banchine militari, ed in particolare quella lavori dell’Arsenale, è fortemente  contaminato e da ciò derivano diverse problematiche di non semplice soluzione.

Senza una preventiva bonifica da effettuarsi con estrema cautela e con metodologie adeguate sottolinea Parisi –  qualunque operazione o lavoro (dragaggio o altro) che smuova il fondale riporterebbe in sospensione i sedimenti con i pericolosi veleni che hanno effetti perniciosi sull’ambiente e, attraverso la catena alimentare, sulle persone. Com’è noto le raccomandazione sanitarie che ci ripetono gli epidemiologi e i ricercatori (Iss, Cnr, Cisas, ecc.) sono di bonificare, di non consumare il pesce pescato nel porto megarese e di non smuovere inutilmente i fondali per evitare che i veleni si rimettano in circolo”. Un altro elemento critico che spinge Legambiente a essere contraria è che la costruzione di questi pontili (300 metri di lunghezza ognuno), specialmente di quello in perpendicolare alla banchina Arsenale “avrebbe con tutta probabilità conseguenze sull’idrodinamica del porto, con effetti negativi sul già debole flusso di ricambio delle acque che, nella zona nord, avviene attraverso lo stretto canale dei ponti spagnoli, indotto dal moto ondoso, dalle maree e dalle correnti”.

Infine, sul piano della operatività e della sicurezza delle manovre delle navi in porto per Legambiente: “è del tutto evidente che diminuirà lo spazio per l’ancoraggio nella zona settentrionale più riparata del porto, dove abitualmente sostano le navi di minore stazza , e si renderanno più difficoltose  le manovre sia per le navi militari che per quelle mercantili, specie da e per la banchina del Cantiere Noè, il pontile Maxcom e i bacini di carenaggio. A noi sembra fondamentale, per evitare che si commettano errori che costerebbero troppo ai cittadini in termini di salute e di sicurezza – conclude Enzo Parisi-  che l’amministrazione comunale e le autorità pubbliche  attivino subito canali di informazione e di comunicazione per far conoscere cosa si sta progettando e facendo. In tal modo si garantirà ai cittadini il diritto di sapere, di farsi un’opinione, di decidere e – se necessario – di mobilitarsi in difesa della salute e dell’ambiente.

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