breaking news

Carlentini | Catania-Ragusa, i sindaci si mobilitano e annunciano una “operazione verità”

12 Agosto 2019 | by Silvio Breci
Carlentini | Catania-Ragusa, i sindaci si mobilitano e annunciano una “operazione verità”
Attualità
0

Convocata una conferenza stampa per lunedì prossimo. Toninelli cancella l’incontro con i sindaci previsto per oggi pomeriggio e da lui stesso richiesto. Con la crisi di governo si punta a rimettere in moto l’iter originario.

La conferenza stampa di lunedì prossimo. Il ministro Toninelli cancella l’incontro da lui stesso annunciato e convocato per oggi per il tramite della Prefettura di Catania – incontro nel corso del quale avrebbe illustrato ai sindaci dei territori interessati le ragioni dell’improvviso cambio di rotta del governo nazionale sull’autostrada Catania-Ragusa e sulle modalità di realizzazione – e i sindaci rispondono convocando per il prossimo 19 agosto una conferenza stampa nel corso della quale illustreranno in cosa consiste l’intesa trovata nell’ultimo Cipe tra il concessionario del progetto di finanza dell’autostrada Catania-Ragusa e il Ministero delle infrastrutture «con una inusuale insistenza da parte del ministro Toninelli».

Cosa prevede la nuova intesa. «In pratica secondo questa intesa – scrive in una nota il sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio, a nome dei colleghi di Lentini, Francofonte, Chiaramonte Gulfi, Licodia Eubea e Vizzini, Saverio Bosco, Daniele Lentini, Sebastiano Gurrieri, Giovanni Verga e Vito Cortese, riunitisi sabato mattina – lo Stato deve comprare i progetti dal concessionario per far sì che l’autostrada sia senza pedaggio poiché costruita con fondi statali. L’intesa prevede che entro il 30 aprile 2020 si creino le seguenti condizioni: nascita di una società di scopo o affidamento all’Anas; creazione di una commissione ad hoc per valutare i progetti e sapere quanto lo Stato dovrà spendere per acquistarli; trovare le risorse economiche per costruire la Catania-Ragusa all’interno dell’accordo di programma tra Anas e Ministero delle infrastrutture. Risorse economiche che andranno trovate anno per anno nella legge finanziaria».

I sindaci: «Solo una forzatura». «Questa intesa – puntualizzano i sindaci – non è altro che una forzatura, poiché si è lasciato il certo per l’incerto. Con l’iter originario, infatti, si era ormai alle porte dell’apertura dei cantieri, poiché a seguito dell’approvazione da parte del Cipe, nei quattro mesi successivi sarebbero iniziati i lavori. Così ci vorranno invece otto mesi, da qui ad aprile 2020, perché si verifichino le condizioni appena elencate per il subentro dell’Anas. In conferenza stampa dimostreremo con documenti alla mano quanti anni occorreranno se verranno utilizzati dall’Anas uno dei due seguenti criteri: affidamento del progetto esecutivo e dei lavori mediante appalto integrato; affidamento del progetto esecutivo e dei lavori mediante separate gare pubbliche. Rispetto al crono programma della concessione, nel caso in cui si dovesse scegliere di utilizzare i sistemi accennati, occorreranno cinque anni in più nel caso in cui si sceglierà l’appalto integrato e otto anni in più se si sceglieranno le due separate gare pubbliche».

Le tante perplessità. «In più – proseguono i sindaci – non è detto che la Corte dei Conti dia il visto. Potrebbe obiettare, infatti, che lo Stato non può acquistare un progetto già in possesso di un definito iter procedurale e con diverse centinaia di milioni di euro provenienti dallo stesso progetto di finanza (650 milioni per lo Stato in 35 anni, 120 per l’Anas e senza costi di manutenzione e costi per eventuali rischi di costruzione poiché a carico del concessionario, mentre con l’acquisto del progetto da parte dello Stato i costi per i rischi della costruzione e della manutenzione sono tutti a carico del bilancio pubblico). Bisogna ricordare anche la dichiarazione di Toninelli dello scorso 5 agosto, quando ha messo in discussione l’intesa che si era creata con la Regione attraverso il coinvolgimento del Cas».

La promessa di un’autostrada senza pedaggio: «Peccato di ingenuità». «Chi ha esultato per avere ottenuto, al termine dell’ultimo Cipe del 24 luglio, la promessa della costruzione di un’autostrada senza pedaggio – chiariscono i sindaci nella nota – ha commesso un peccato di ingenuità perché non ha tenuto conto del quadro politico in cui si navigava. Era già sotto gli occhi di tutti che tra Lega e M5s non c’era unità d’intenti a partire dall’elezione del presidente della Commissione europea, quando tra i due partiti di governo si è consumata una clamorosa spaccatura. Un altro argomento utilizzato come pretesto è stato quello delle cifre fuorvianti inerenti il pedaggio e utilizzate ad arte per accaparrarsi il consenso dei cittadini. Ci si è dimenticati però che proprio sulle tariffe, lo scorso 20 dicembre, era stata raggiunta un’intesa fra governo nazionale, regione, sindaci e concessionaria per la riduzione del pedaggio. Riduzione resa possibile a seguito delle scelte dello stesso concessionario, su richiesta della Regione attraverso l’assessore Gaetano Armao, di trasferire la sua sede legale da Torino in Sicilia. Pedaggio che potrebbe arrivare a 5.80 euro se si destinassero ai cittadini utenti i 120 milioni che l’Anas acquisirebbe come canone. Inoltre, va considerato che ulteriori spazi di manovra potrebbero ulteriormente sussistere qualora lo Stato intendesse utilizzare, d’intesa con i Comuni e la Regione, quota parte dei suoi 650 milioni di tasse incassate nei 35 anni di servizio».

«Portare indietro le lancette dell’orologio e riprendere il progetto originario». «Con la crisi di governo in atto e gli scenari che s’intravedono – si legge ancora nella nota dei sindaci – non è difficile prevedere che la Catania-Ragusa andrà a farsi benedire. Vogliamo quindi approfittarne per portare le lancette dell’orologio indietro e riprendere il progetto originario che aveva ottenuto tutti i visti, compreso quello del luglio 2016 della Cote dei Conti, nonostante l’aggravamento procedurale messo in atto dalla burocrazia statale per allungare i tempi, la richiesta di pareri fuori dalle procedure, la questione inesistente circa la bancabilità. Per di più questo governo del “cambiamento e della trasparenza” non ha consentito ai sindaci del territorio, che sono portatori d’interessi collettivi, l’accesso agli atti, costringendoci a fare ricorso al Tar del Lazio per ottenere quello che qualsiasi pubblica amministrazione per legge è obbligata a dare». I sindaci preannunciano che riveleranno elementi inediti nel corso della conferenza stampa e parlano di operazione verità contro «l’ingenuità, il pressappochismo o peggio ancora l’indifferenza di chi ha voluto stravolgere la realtà, proclamando uno sblocco dei cantieri che risulta invece essere un vero e proprio blocco dei cantieri». «Una volta tanto, riguardo alla crisi di governo, si può dire che non tutti i mali vengono per nuocere perché è l’occasione per rimettere in pista il progetto originario e realizzare finalmente una strada fondamentale per lo sviluppo di questo territorio».

© Riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com