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Carlentini | La città abbraccia la sua patrona, nel vivo i festeggiamenti in onore di santa Lucia

21 Agosto 2019 | by Silvio Breci
Carlentini | La città abbraccia la sua patrona, nel vivo i festeggiamenti in onore di santa Lucia
Attualità
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Da oggi il triduo di preparazione celebrato dal carmelitano padre Paolo Pietra. Sabato giornata dell’omaggio alla reliquia. Domenica l’uscita trionfale del simulacro.

Festeggiamenti nel vivo. Cominciato oggi, si concluderà venerdì il solenne triduo di preparazione che precede i tradizionali festeggiamenti in onore della vergine e martire siracusana Lucia, acclamata come “Patrona, Protettrice ed Avvocata” della città dal 15 marzo 1621. Il triduo sarà celebrato quest’anno da padre Paolo Pietra, superiore della comunità di Carlentini dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi. Al termine del triduo, la città tornerà a riabbracciare la propria amata patrona da sabato 24 agosto, giorno dell’omaggio alla reliquia, a lunedì 26. Sabato, dopo la Messa nella chiesa di Sant’Anna, alle 20.30, la processione e il pellegrinaggio penitenziale fino alla chiesa di Roccadia con la sacra reliquia. Domenica la solenne celebrazione delle 9 che precederà l’uscita trionfale del simulacro sarà presieduta dal parroco don Salvatore Siena. Domenica e lunedì, poi, il seicentesco simulacro d’argento della patrona attraverserà in processione i quartieri della città. Lunedì mattina a presiedere alle 11 il solenne pontificale in Chiesa Madre sarà l’arcivescovo di Siracusa mons. Salvatore Pappalardo.

Edizione numero 398. Quella di quest’anno è l’edizione numero 398 dei festeggiamenti patronali. La devozione dei carlentinesi per la vergine e martire siracusana trae origine dal recupero di una notizia agiografica secondo la quale Lucia, nel febbraio del 301 dopo Cristo, si sarebbe fermata sul pianoro della Meta – il colle sul quale dodici secoli e mezzo dopo sarebbe stata fondata Carlentini – lungo il pellegrinaggio verso Catania compiuto per implorare sulla tomba della martire Agata la guarigione della madre Eutichia. Le stesse fonti luciane, quelle alle quali si richiamano gli studiosi per ricordare le gesta della vergine e martire siracusana, confermano il pellegrinaggio a Catania presso il sepolcro di Agata di Lucia, della madre Eutichia e di molti altri concittadini siracusani. Fino agli anni Quaranta del secolo scorso esisteva in via Porta Agnone, all’estremità settentrionale dell’abitato, un vecchio albero di ulivo selvatico comunemente conosciuto come “u peri aliva ri santa Lucia”. Secondo un’antica tradizione orale sotto quell’albero Lucia e la madre si sarebbero fermate per ritemprarsi dalle fatiche del viaggio. Oggi vi è una stele votiva.

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