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Augusta| Italia nostra: “ad Agnone bagni trasgressioni e ipotesi di reato”

3 Settembre 2019 | by Redazione Webmarte
Augusta| Italia nostra: “ad Agnone bagni trasgressioni e ipotesi di reato”
Attualità
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Troppe attività non consentite si svolgerebbero ad Agnone Bagni:  trasgressioni e violazioni. Italia nostra solleva il problema annunciando la stesura di un dossier da sottoporre agli enti competenti e alla magistratura e chiederà alla Regione un tavolo tecnico sulla biodiversità al fine di ottenere un’ordinanza che disciplini le attività esercitabili sul demanio marittimo.

“Gli abitanti di Agnone Bagni stanchi dell’inerzia delle istituzioni locali segnalano quotidianamente alla nostra associazione trasgressioni, violazioni e inosservanza della normativa che contempla anche l’ipotesi di reati ambientali in quella area protetta già oggetto di rilevanza comunitaria”. Lo dichiara Italia nostra Augusta ricordando che l’area in questione è caratterizzata dalla presenza di “fondali a elevato pregio naturalistico” ed è “aggredita da attività predatorie e distruttive che ne mettono a rischio la stessa esistenza”. “Eppure – dice l’associazione presieduta da Jessica Di Venuta – esiste un regolamento che contiene prescrizioni dirette a garantire, sull’intera area del Sito di Importanza Comunitaria (Sic) “Brucoli – Agnone”, il mantenimento e il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e seminaturali e delle specie di fauna e flora selvatica di interesse comunitario presenti nel territorio del Sic.

Italia nostra si fa portavoce delle lamentele dei cittadini i quali ritengono ammissibile: “assistere alla distruzione dell’ambiente dunale ove nidificano specie protette e cresce il profumatissimo Narciso marino meglio noto come Giglio marino in un ambiente delicatissimo in cui scorrazzano impunemente fuoristrada, quad e altri ciclomotori”. L’associazione sta preparando un dossier da sottoporre agli enti competenti ed alla magistratura. Alla raccolta dei documenti stanno collaborando gli abitanti della località, che si trova nel territorio augustano, le cui testimonianze sono preziose per approntare il fascicolo. “Al fine di garantire il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente, nei  Sic –aggiunge Italia nostra – sono vietati le attività, gli interventi e le opere che possono compromettere la salvaguardia degli habitat naturali e degli habitat di specie e le perturbazioni delle specie per cui le zone sono state designate ai sensi della direttiva 92/43/CEE.  Chiederemo alla Regione  un tavolo tecnico sulla biodiversità al fine di ottenere una ordinanza  regionale che  disciplini le attività esercitabili sul demanio marittimo.

La Regione infatti – spiega l’associazione – effettua il monitoraggio dello stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario. In particolare, svolge le attività di monitoraggio ai sensi dell’articolo 7 del regolamento emanato con decreto del presidente della Repubblica 357/1997 e, a tal fine, nelle more dell’adozione del decreto ministeriale di cui al comma 2 del medesimo articolo, ne definisce le linee guida e le comunica al ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e all’Istituto nazionale per la fauna selvatica. Al monitoraggio di cui al comma 1 provvede la struttura regionale competente in materia di tutela degli ambienti naturali e fauna, anche avvalendosi dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, dell’Ente tutela pesca, dei Distretti venatori e delle rappresentanze agricole maggiormente rappresentative, nell’ambito delle rispettive competenze”.

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