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Augusta| Debiti del Comune? “Falsità” per Carrubba che smonta i 100 milioni di euro -Video

17 Ottobre 2019 | by Redazione Webmarte
Augusta| Debiti del Comune? “Falsità” per Carrubba che smonta i 100 milioni di euro<span class='video_title_tag'> -Video</span>
Politica
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I debiti fuori bilancio contratti dall’amministrazione Carrubba nel corso dei suoi due mandanti ammontano a circa 5 milioni di euro. Conferenza stampa, ieri, a Palazzo Zuppello dell’ex sindaco, assolto il 10 settembre scorso dal tribunale di Siracusa dai reati di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio, perché il fatto non sussiste, e che è tornato a parlare pubblicamente per chiarire diversi aspetti della vicenda debiti contratti dal Comune di Augusta, gran parte dei quali  a egli impropriamente addossati. Annuncia il suo impegno in politica non da candidato sindaco, ma da promotore di una lista civica e sostenitore di un candidato che possa mandare a casa l’attuale amministrazione  comunale.

Ammontano a circa 5 milioni di euro i debiti contratti nel periodo (tra il 2003 e il 2012) in cui ad amministrare il Comune di Augusta era la giunta guidata da Massimo Carrubba. Cifra di gran lunga inferiore a quella attribuita, da voci insistenti, agli anni in cui a governare era il sindaco, prima accusato e oggi assolto pienamente dai reati penali a lui ascritti. L’ex primo cittadino indica debiti, creditori, date e importi non lasciando spazio a dubbi. Dubbi che potrebbero ancora, nonostante ciò, essere insinuati in chi non ha l’onestà intellettuale di riconoscere che su Massimo Carrubba, oltre alla vicenda giudiziaria che l’ha coinvolto ingiustamente per  7  anni, hanno pesato troppe responsabilità alle quali era estraneo.

Nel corso dell’annunciata conferenza stampa aperta che l’ex sindaco ha tenuto, ieri, nell’affollata sala “Monna Lisa” di Palazzo Zuppello, alla presenza di esponenti politici di varia estrazione, consiglieri ed ex consiglieri comunali e cittadini, ha ripercorso i tempi in cui ad amministrare Augusta era la triade commissariale, composta dal prefetto Maria Carmela Librizzi, dal vice prefetto Maria Rita Cocciufa e dal funzionario Francesco Puglisi, insediatesi dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose. Ha parlato del piano di rientro da essi presentato e bocciato dalla Corte dei conti e delle cause che hanno indotto quest’ultima a respingerlo.

Per citarne alcune fondamentali: due sono gli errori grossolani nella voce delle passività potenziali che vengono quantificati tra i 20 e i 25 milioni. “Vengono conteggiati improvvidamente i 12 milioni che la Saccecav (vicenda depuratore 1995) ritiene di avanzare dal Comune su astruse e pretestuose riserve tecniche, tutte rigettate nel corso di 15 anni, da collaudatori e da tecniche. Nel 2017 la Saccecav insiste nella sua pretesa e ha citato di nuovo in giudizio il comune che ha dato incarico a un legale per costituirsi in giudizio, si è così instaurato un altro contenzioso megagalattico. Tra 15 anni di causa, si saprà se il Comune è debitore e, nel caso, anche quanto dovrà eventualmente pagare il futuro sindaco.

GUARDA IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA

Sono stati inseriti anche i 4 milioni di riserve poste dalla Ccc di Ravenna per gli interventi di restauro del palazzo comunale. “Anche questa richiesta non sta né in cielo né in terra – ha sottolineato Carrubba-  è pretestuosa e gli scienziati dell’ex segretario generale, delle commissione straordinaria e del sovraordinato del Comune calano nel piano pari pari la somma di 4 milioni. Ma è pensabile che a fronte di un appalto di  milione e 600 mila euro di lavori, l’impresa abbia subito danni per 4 milioni di euro”?

Ha addebitato alla commissione straordinaria, responsabilità sul piano amministrativo e istituzionale nella redazione di quel piano e all’allora segretario generale e al sovraordinato del settore finanziario quelle nell’ambito tecnico contabile mentre la giunta di Pietro, secondo Carrubba: “porta invece la responsabilità, che è solo politica, della scelta frettolosa, scellerata e rendicontista di dichiarare il dissesto e, pur essendo perfettamente al corrente dei debiti veri e reali del Comune, è rimasta in tutti questi anni omertosa, li ha taciuti alla città”.

L’ex sindaco ritiene che l’amministrazione pentastellata avesse nell’estate del 2015, periodo in cui si è insediata, tutto il tempo per correggere il piano e presentarlo in alternativa al dissesto finanziario. Ha parlato del lavoro dell’organo straordinario di liquidazione nominato appunto per liquidare i creditori in seguito alla dichiarazione dello stato di dissesto finanziario, che ha già di fatto  sgonfiato la cifra inizialmente dichiarata per giustificare la scelta del dissesto.

“Io debiti al Comune di Augusta in 10 anni ne ho fatti – ha dichiarato l’ex sindaco  –  ne ho fatti e ne ho pagati, come succede a tutti i sindaci in tutti i Comuni d’Italia. Non ho mai detto di non aver contratto debiti. Certamente però, ed è documentale, non ne ho fatti per 120 milioni e nemmeno per 100, neanche per 80, per 40, per 20, per 10, la cifra dei debiti miei è di molto inferiore”. Nei circa 5 milioni di euro che equivalgono alla somma di tutti i debiti elencati da Carrubba e contratti nel periodo in cui egli era sindaco non sono inclusi i mutui e le passività potenziali che non vanno inseriti tra i debiti. Ciò è stato sempre affermato e chiarito dagli esperti del settore, ma qualcuno non ha voluto capire preferendo mettere tutto nel calderone così da gonfiare la pentola fino a farne traboccare il contenuto.

I debiti sono circa 25/30 milioni in tutto, miei e dei miei predecessori – sottolinea l’ex sindaco pagati in buona parte al 60% dall’Organo straordinario di liquidazione. A fine anno avremo i rendiconti ufficiali”. Ha elencato debiti che risalgono agli anni 60’, 70’, 80’, 90 etc, nomi e cifre che sono state corrisposte già ai creditori. Nell’ambito dei Lavori pubblici i debiti fuori bilancio della sua amministrazione sono stati 4.777.930,78 euro, di cui 3 milioni, per fatture Enel e Telecom.

L’ex  primo cittadino ha rammentato anche  i 2 milioni e 100 mila euro richiesti dal consorzio Coprola per la realizzazione campo container allestito  in seguito al sisma  del  1990 “ammesso dall’Osl per 1,9 milioni circa di euro, liquidato nel 2018 per 1.126.838 euro”, o i lodi Sogema per lavori effettuati nel 2000 sino al 2002 e mai pagati per circa 700.000 euro, impresa Cea per ampliamento cimitero risalenti al 1994, la commissione di liquidazione con delibera del 2017 su 700.000 euro vantati ne ha liquidato 420.000. E poi il lodo impresa Copea per la realizzazione condotta idrica centro storico Augusta del 1985. Nel settore Urbanistica i debiti fuori bilancio contratti durante i suoi mandati ammontano a poco meno di  65,000, cifre irrisorie se paragonate ai debiti fatti dai suoi predecessori  riguardanti  espropri per la realizzazione di  cooperative costruite tra 1990 e il 2000 in zona Monte Tauro.

Tutte le amministrazioni, insomma chi più chi meno sono debitrici nei confronti di fornitori di beni e servizi anche quella attuale” sottolinea Massimo Carrubba citando la determina del 19 settembre del 2019 relativa alla procedura per l’appalto del servizio di cattura, trasporto, custodia, cura e mantenimento dei cani randagi rinvenuti nel territorio che porta la firma di Angelo Carpanzano, comandante della Polizia municipale e che riguarda il randagismo. Carrubba ha ricordato che vi è un inchiesta in corso ed evidenziato che ,come si legge nella relazione tecnico illustrativa di Carpazano, allegata alla determina “dal primo aprile 2019 si realizza un debito fuori bilancio che aumenta con il passare del tempo”. La matematica non è un’opinione quindi l’ex sindaco fa una moltiplicazione: 7 mesi per 50 mila euro al mese equivale a 350 mila euro maturati finora.

Ha concluso il suo intervento sui debiti dichiarando che: “il dissesto è stata una scelta politica di cui i 5 stelle ne portano per intero la responsabilità e ne dovranno dare conto alla città nei prossimi mesi. Per l’amministrazione Di Pietro, il passato è stato ed è un comodo capro espiatorio, di fronte ai problemi non ha mai cercato soluzioni ma solo qualcuno a cui scaricare le colpe e additare alla rabbia popolare”. Ha poi detto che non è disposto più a confrontarsi pubblicamente col sindaco Cettina Di Pietro e che tornerà a fare politica con una propria lista a sostegno di un candidato che manderà a casa questa amministrazione. “Il tempo dei confronti è scaduto non ne vedo più l’utilità il confronto lo faremo nei prossimi mesi con i cittadini nelle piazze, nei comizi, nel corso della ormai imminente campagna elettorale. Le cose le diremo direttamente agli augustani, perché io questa volta, contrariamente a quanto avvenuto nel 2015, in questa campagna elettorale ci sarò”.

Ha affrontato, infine, altri argomenti che riguardano la tesoreria ricordando che, con determina numero 287 del 27 dicembre 2018 del settore economico finanziario l’attuale amministrazione ha prorogato per il 2019 ma sostanzialmente sine die il servizio di tesoreria. “L’amministrazione sta verificando – si legge nella motivazione – di attuare la possibilità di potersi dotare di una piattaforma o aderire ad altra centrale di committenza che sia dotata di piattaforma di e-procurament”…cioè la centrale unica di committenza Modica a cui ha aderito il Comune non è in grado di fare la gara…e quindi che si fa? Si proroga sine die…la proroga sta scadendo vorrei capire come intende muoversi l’amministrazione grillina della legalità.

Per quanto riguarda la Publiservizi che gestisce dal 2011 il servizio di supporto per la gestione, accertamento e riscossione di alcuni tributi rammenta che l’affidamento che fu fatto sotto la sua sindacatura e aspramente criticato. Il contratto era valido per sei anni.  A prescindere dal fatto che scadesse a maggio 2017 o a dicembre 2017 si era a conoscenza che il contratto fosse in scadenza. Buona amministrazione impone di pensare per tempo a cosa fare e invece l’amministrazione comunale in carica si sveglia il 7 dicembre 2017, a pochi giorni dalla scadenza,  e con delibera numero 189 indirizza di procedere all’indizione di  una nuova gara e nel contempo demanda al dirigente competente l’adozione di una proroga tecnica del contratto scaduto.

Il responsabile del servizio obbedisce e con determina a contrarre numero 160 del 28 dicembre 2017 approva lo schema del disciplinare di gara e del capitolato tecnico e lo stesso giorno adotta la determina numero 161 con cui concede la proroga tecnica alla Publiservizi fino al 31 dicembre 2018 e comunque fino alla data di stipula del nuovo contratto con chi si aggiudicherà la gara…incredibile! Sottolinea l’ex sindaco asserendo che sostanzialmente si è prorogato anche in questo caso un appalto sine die. “Ancora più risibili – aggiunge – sono le motivazioni addotte per questo atto di proroga: “la stesura degli atti di gara richiede il preventivo approfondimento della nuova normativa in materia di appalti pubblici…” ma stranamente ci pensano l’ultimo giorno a studiare”

Ha  parlato ancora della gestione del cimitero che l’amministrazione vorrebbe dare a privati a fine mandato e del terreno confiscato alla mafia sito nella baia Arcile per la cui sistemazione la giunta ha chiesto un finanziamento che non ha ottenuto. “Il decreto di scioglimento del Comune di Augusta ritiene il mancato utilizzo del bene di Arcile chiaro segnale della mia ritrosia a mettermi contro la mafia tendendo quindi io a favorirla, è uno dei motivi fondanti lo scioglimento. A distanza di 7 anni, e cioè dalle mie dimissioni, sono passati un commissario regionale, una commissione straordinaria composta da integerrimi prefetti, per 4 anni ha governato la amministrazione della legalità ma il bene resta lì ancora inutilizzato. Forse funzionari dello Stato che hanno tratto conclusioni affrettate per proporre prima e decretare dopo lo scioglimento del Comune nel 2013 dovrebbero oggi chiedere scusa non a me ma  alla città”.

Ha concluso la conferenza esternando sentimenti personali. Riferendosi al compianto giornalista Gianni D’Anna, prematuramente scomparso il 19 dicembre del 2018 ha detto: “dopo 25 anni di mio impegno politico e di vita pubblica è il primo incontro che tengo a cui non partecipa Gianni Danna, uomo per bene, professionista serio e stimato, amico mio caro, ma amico di tutti in città, innamorato pazzo di Augusta, anche lui colpito duramente da un sistema deviato. Sono certo che anche stasera sarebbe stato qui seduto in prima fila attento e pronto a prendere appunti con il suo inseparabile taccuino…a lui va il mio pensiero, il mio sentito e affettuoso grazie. Un pensiero particolare l’ha rivolto anche all’avvocato Fiorella Intrepido: “non solo mio penalista storico che mi ha sempre assistito in tutte le vicende giudiziarie che mi hanno coinvolto, ma soprattutto amica vera, dispensatrice discreta sempre di preziosi consigli, mio confessore silenzioso, la sorella in pratica che non ho mai avuto. Sono certo che anche per lei questi sono giorni di gioia per la mia assoluzione”

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