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Augusta| Ancora un’aggressione in carcere. Il Sappe chiede immediati provvedimenti

20 Novembre 2019 | by Redazione Webmarte
Augusta| Ancora un’aggressione in carcere. Il Sappe chiede immediati provvedimenti
Cronaca
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Ieri nella casa di reclusione di Augusta, un ispettore di Polizia penitenziaria, accompagnato poi in ospedale, e un assistente del corpo, dirigente sindacale del Sappe che ha riportato una lieve contusione, sono state aggrediti da un detenuto con problemi psichiatrici. A denunciare l’accaduto è Salvatore Gagliani, segretario provinciale del Sappe.

Ennesima aggressione che si verifica a distanza di 10 giorni dall’ultimo episodio in carcere da parte di un detenuto ai danni del personale di Polizia penitenziaria. Ad avere la peggio, ieri intorno alle 8,30, è stato un ispettore mentre per il quale si sono rese necessarie le cure ospedaliere mentre per un assistente di Polizia penitenziaria solo una contusione. L’aggressore è un detenuto con problemi psichiatrici. “Il tutto – riferisce Salvatore Gagliani segretario provinciale del Sippe – avviene durante una normale operazione di servizio di routine atta a garantire i necessari controlli all’interno della struttura, controlli intensificati nell’ultimo periodo che hanno portato ad assicurare maggiore sicurezza e legalità all’interno della struttura. La grande professionalità della Polizia penitenziaria malgrado soffra una gravissima carenza organica assicura lo stesso la necessaria alla sicurezza della struttura e del Paese, come nel caso di Augusta”.

Il Sappe invita la direzione della casa di reclusione a riflettere sull’opportunità di assicurare più forze al servizio d’Istituto “e non – sottolinea il sindacalista – potenziando uffici importanti sì, ma che non possono sottrarre risorse umane indispensabili all’interno del penitenziario augustano. Occorre che il comando del carcere di Augusta comprenda che questo è un grido di “allarme” che deve essere raccolto visto che gli operatori di Polizia penitenziaria meritano tutela sui rischi che corrono e rispetto, l’ultimo Decreto sicurezza che per il Sappe inefficace è e inefficiente. Sono state ignorate tutte le nostre richieste per tutelare il lavoro di chi in carcere continua a rischiare la vita, introducendo poche norme a tutela.  Il segno più evidente è la bocciatura di un emendamento presentato dal Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) allo stesso decreto, che raccogliendo le forti e ripetute sollecitazioni della nostra organizzazione sindacali, prevedeva la perdita di benefici per i detenuti autori di aggressioni al personale penitenziario e l’inasprimento di pene nel caso di rinvenimento in cella di telefono cellulare, con pene da infliggere anche ai familiari del detenuto, oltre un necessario inasprimento della pena per chi si macchia del reato di aggressione alla Polizia penitenziaria”.

Gagliani ricorda che un magistrato come Nicola Gratteri condivide il  grido di allarme, sul fatto che  “gli eventi critici’, vale a dire aggressioni al personale di Polizia penitenziaria, intimidazioni, atti di violenza tra detenuti, hanno avuto un incremento del 700% e ogni giorno 12 poliziotti in media sono costretti a ricorrere alle cure di sanitari.  “Siamo stanchi di contare il numero di aggressioni di uomini e donne della Polizia penitenziaria all’interno degli istituti di pena.  Non siamo più disponibili ad essere ostaggi di una politica incapace di affrontare il problema della sicurezza dentro e fuori le carceri. La situazione di emergenza del sistema penitenziario italiano evidenzia un’attenzione esclusiva per le condizioni dei detenuti e non certo per chi lavora in carcere.

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