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26 IMPRESE CONTROLLATE, IL 95%IRREGOLARE

7 Settembre 2010 | by Redazione Webmarte
26 IMPRESE CONTROLLATE, IL 95%IRREGOLARE
Attualità
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Pugno di ferro contro il lavoro nero in provincia di Siracusa. L’Ispettorato provinciale del lavoro ha intensificato l’attività di controllo sulle aziende nei mesi di luglio e agosto. I risultati di questo lavoro sono significativi. Il 95 per cento delle imprese ispezionate è risultato infatti irregolare. 55 i lavoratori in nero scoperti. Parlando in termini percentuali significa il 75 per cento degli occupati. Dati resi noti oggi dagli uffici di via Perasso. “Il contrasto al lavoro nero – spiega l’ispettorato in una nota diffusa in mattinata – continua ad essere uno dei nostri principali obiettivi , nel convincimento che battere il Lavoro Nero significa aumentare la Sicurezza sociale e la Legalita’. L’attuale crisi economica starebbe determinando un maggiore ricorso alle irregolarità da parte delle piccole e medie imprese in primo luogo che baserebbero proprio sul ricorso costante a personale non contrattualizzato la propria attività. Questo significa niente copertura previdenziale, né assicurativa, oltre alla privazione di numerosi ed essenziali diritti ai lavoratori di cui si dispone. L’ispettorato al Lavoro di Siracusa ha operato negli ultimi mesi in sinergia con il Nucleo tutela del Lavoro dei Carabinieri. 26 le verifiche portate a termine. Nel mirino, in particolare, bar, pizzerie, ristoranti, alberghi, stabilimenti balneari, parchi acquatici e gelaterie del capoluogo, ma anche di Augusta, Melilli, Canicattini, Solarino, Portopalo e Marzamemi. Nel caso di Siracusa, particolare attenzione sarebbe stata rivolta alla zona balneare di Fontane Bianche e alla frazione di Cassibile. Gli accertamenti condotti hanno portato alla sospensione per 20 aziende, nelle quali il numero di lavoratori in nero riscontrato superava il 20 per cento. Così, in casi come questo, prevede la legge. Sanzioni amministrative per oltre 250 mila euro sono state elevate, con 25 maxi sanzioni contro il lavoro nero. Non tutto, comunque, sarebbe negativo. Ci sarebbe, infatti, in questo contesto un elemento che il dirigente del servizio, Reina, definisce “di conforto”. Nelle aziende ispezionate, infatti, non sarebbero state rilevate situazioni “di preoccupante illegalità – conclude il dirigente – connesse all’impiego di cittadini extracomunitari”. (flo)

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