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53 AUTISTI IN NERO AL G8 AMBIENTE

53 AUTISTI IN NERO AL G8 AMBIENTE
Cronaca
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Durante il G8 Ambiente, che si è svolto a Siracusa nel giugno dello scorso anno, sarebbero stati impiegati lavoratori in nero. Si tratterebbe in particolare di 53 ragazzi che hanno lavorato come autisti. A scoprirlo l’Ispettorato del Lavoro di Siracusa. Non più dunque solo sfruttamento di extracomunitari, privi di permesso di soggiorno, in agricoltura e in edilizia. Lo sfruttamento si evolve e si adegua ai tempi. Il caporalato adesso è in “giacca e cravatta” e utilizza anche lavoratori italiani. Nell’ambito di una articolata indagine, finalizzata al contrasto delle esternalizzazioni aziendali in frode ai lavoratori e a certe tipologie di appalti che non garantiscono equo e paritario trattamento ai lavoratori dell’appalto e del subappalto, Personale dell’Ispettorato Provinciale del Lavoro di Siracusa ha accertato che durante lo svolgimento del G8 Ambiente , di Siracusa, e dunque il 22, 23 e 24 Aprile dello scorso anno, 53 lavoratori, la maggior parte giovanissimi e senza alcuna precedente esperienza lavorativa, sarebbero stati reclutati  da un’azienda catanese con il classico sistema del “passa parola”; unico requisito richiesto il possesso della Patente di Guida di tipo B, con la promessa  di un compenso di 60 euro al giorno, per otto ore di lavoro, più un compenso lordo di 10 euro l’ora nel caso di prestazioni lavorative eccedenti le otto ore. L’azienda catanese era stata incaricata da una Società di Servizi, che ha sede a Roma,  che aveva ricevuto a sua volta l’appalto da una società in house del Ministero dell’Ambiente per espletare il servizio di  autonoleggio con conducente per l’organizzazione del G-8 Ambiente. Le verifiche e i riscontri hanno accertato che non solo i 53 lavoratori erano  in nero, ma la fornitura della manodopera è stata effettuata in violazione della cosiddetta legge Biagi in quanto l’azienda fornitrice di manodopera non era legittimata non essendo iscritta nell’apposito albo delle agenzie per il lavoro istituito  presso  il  Ministero  competente. Scoperto inoltre che la ditta esecutrice del servizio si è limitata a fornire al committente mere prestazioni di lavoro. Pur essendo stata regolarmente pagata dalla committente non avrebbe erogato i compensi che spettavano ai lavoratori; a distanza di un anno, infatti, i 53 giovani autisti non avrebbero percepito alcun compenso. Questi i provvedimenti amministrativi adottati: maxi sanzione contro il lavoro nero per oltre 200 mila euro. 31 mila euro per omessa comunicazione dell’instaurazione del rapporto di lavoro e omessa consegna del contratto di lavoro; diffida accertativa per crediti patrimoniali vantati dai lavoratori e infine omesso versamento dei contributi INPS e dei premi assicurativi INAIL. I responsabili di entrambe le aziende sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per violazione della Legge “Biagi”.

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