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8 MILA FIRMA PER L’ACQUA PUBBLICA

8 MILA FIRMA PER L’ACQUA PUBBLICA
Cronaca
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Sono oltre 8.000 le firme raccolte in provincia di Siracusa per il sostegno ai 3 referendum contro la privatizzazione delservizio idrico. Risultato che avrebbero superato di gran lunga le aspettative dei promotori. Sono i dati forniti questa mattina nel corso di un incontro convocato nella sede della Cgil. I rappresentanti del sindacato e del  Forum per l’acqua pubblica esprimono soddisfazioen e annunciano il prosieguo della battaglia “per una corretta gestione del Servizio Idrico Integrato, ma soprattutto per sconfiggere i nemici della pubblicizzazione dell’acqua”.

Secondo la Cgil,  la gestione dell’acqua in provincia “convince sempre meno: dopo 2 anni di gestione da parte di SAI 8,- spiega l’organizzazione sindacale – non c’è traccia degli investimenti previsti, sia sulla rete di distribuzione dell’acqua potabile, sia sul ciclo delle acque reflue e sulla depurazione delle stesse; di contro si assiste ad un aumento vertiginoso delle bollette a carico degli utenti”. La Cgil fa presente che “malgrado gli impegni assunti dal consorzio ATO, che è bene ricordare costa agli ai cittadini circa 650.000 euro l’anno, ad oggi non si è costituito alcun organismo di controllo, di cui facciano parte tutti i soggetti interessati, in grado di vigilare sulle tariffe, sulla qualità del servizio e sull’iter di tutti i progetti e gli investimenti programmati”.A questo si aggiungerebbeo diversi disservizi, a partire dall’insufficienza delle attività di  “sportello” per gli utenti. L’ufficio di viale Tunisi è tato chiuso e i cittadini sono ancora costretti a recarsi in contrada Canalicchio, presso la sede della società, nella zona del cimitero e quindi fuori città, con i disagi che, per chi non è automunito, ne conseguono. Un’altra mancanza riguarderebbe la mancata approvazione della “carta dei servizi”.

“Nel frattempo – osserva la Cgil – SAI 8 continua a prendere in carico i comuni della provincia, anche se già alcune amministrazioni comunali quali Avola, Palazzolo A.  e Melilli si sono dissociate dal Consorzio”.

Considerazioni che fanno dire al sindacato che “anche nella nostra provincia, ci sono le condizioni per avviare una forte e incisiva iniziativa che abbia sostanzialmente due obiettivi prioritari”. Il primo sarebbe “ avviare il confronto con il consorzio ATO e con le singole amministrazioni comunali per garantire il servizio idrico integrato a costi contenuti, assicurando l’acqua potabile in tutte le case, migliorando e costruendo le reti e i depuratori necessari in tutti i comuni; allargando la fascia delle tariffe sociali e ricercando con le amministrazioni comunali soluzioni che salvaguardino i pensionati e le fasce più deboli della società”. Il secondo obiettivo sarebbe invece quello di sviluppare tutte le iniziative utili a contribuire alla modifica dell’articolo 15 della legge 135 che, di fatto,  privatizza la gestione dell’acqua”.

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