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AGGIORNAMENTO OPERAZIONE ANTIPROSTITUZIONE

AGGIORNAMENTO OPERAZIONE ANTIPROSTITUZIONE
Cronaca
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Costringevano decine di ragazze di nazionalità rumena a prostituirsi. Una di loro, stanca dei soprusi subiti dalla banda, è riuscita a scappare, si è recata al “Pane Condito”, ad Agnone Bagni, da dove ha chiamato la Polizia per denunciare tutto. Così, nel giugno dello scorso anno, è partita l’indagine della Squadra Mobile aretusea, coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, che ha smantellato un gruppo criminale che sfruttava ragazze reclutate in Romania e costrette a prostituirsi in un tratto di strada tra Lentini e Carlentini, denominato bivio San Demetrio. 8 le persone arrestate alle prime luci dell’alba dalla Polizia. Si tratta di Gheorge Florin Antoche, 30 anni, Camelia Vasilac, 28 anni, marito e moglie, attualmente detenuti, Stefania Virgilia Papafir, 21 anni, Maria Aurelia Dragoi, 20 anni, Gianina Papafir, 27 anni, tutti di nazionalità rumena, ma residenti a Lentini. E ancora Ciprian Raducanu, 34 anni, rumeno domiciliato a Pozzallo e Razvan Gradinariu, 24 anni, nato e residente in Romania. Manette ai polsi anche di un lentinese: Vittorio Sgalambro, 74 anni, che a causa dell’età avanzata è stato posto agli arresti domiciliari. Sgalambro sarebbe stato l’autista del gruppo criminale, quello che in pratica, con la propria auto, una Fiat Uno, avrebbe accompagnato le ragazze sulla strada. Ogni volta percepiva 15-20 euro. Due persone, un uomo e una donna risultano ancora irreperibili. Si tratta in particolare del presunto capo dell”organizzazione, che vive in Romania. Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione. L’organizzazione criminale aveva la propria base logistica a Lentini ed operava tra la provincia di Siracusa e la Romania. Le donne, dopo essere state reclutate in Romania, venivano portate a Lentini, prese in consegna da alcuni gruppi ROM, affidate ad alcune donne e costrette a lavorare per strada. La ragazza che con la sua denuncia ha consentito l’avvio delle indagini ha raccontato della promessa di un decente posto di lavoro in Italia, e della sua decisione di trasferirsi a causa delle condizioni economiche precarie in cui viveva la famiglia. Una volta arrivata a Lentini sarebbe stata costretta con minacce e violenze ad adescare clienti. Metà degli introiti sarebbero andati all’organizzazione e metà alle ragazze. L’associazione forniva alle giovani donne anche un supporto logistico: appartamenti in affitto, sempre a Lentini e mezzi di trasporto. Venivano prelevate da casa alle 8 del mattino e restavano per strada fino alle 17.00, dove venivano controllate da alcune delle donne arrestate, che a loro volta si prostituivano. C’era anche un ricambio, per cui ogni 15-20 giorni le ragazze tornavano in Romania e a Lentini ne arrivavano altre. Le indagini sono supportate, oltre che da intercettazioni telefoniche, anche da riprese video, che hanno permesso di delineare, sembra ombra di dubbio, le varie responsabilità. Una organizzazione che agiva in regime di monopolio, facendo allontanare con la violenza i protettori e le prostitute di altre nazionalità che sceglievano il bivio San Demetrio per la loro attività.B

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