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ANCHE IL WWF DI SIRACUSA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DELL’ACQUA

17 Novembre 2011 | by Redazione Webmarte
ANCHE IL WWF DI SIRACUSA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DELL’ACQUA
Attualità
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Il WWF di Siracusa e’ stato parte attiva della promozione della consultazione referendaria. A tal proposito continua la sua azione al fianco del Comitato Referendario Regionale e aderisce alla manifestazione regionale per la ripubblicizzazione dell’acqua, organizzata per sabato 19. Invita i soci ed i simpatizzanti a ritrovarsi alle ore 10 in largo XXV Luglio per rinnovare il “No” alla privatizzazione dei servizi pubblici locali d’interesse generale, a partire dalla gestione dell’acqua, il “No” ai profitti del mercato sui beni comuni essenziali. Con il grande successo referendario i cittadini hanno chiaramente indicato alla rappresentanza politica una nuova stagione che metta al centro l’essere umano e i beni comuni e non le agenzie di rating e la speculazione finanziaria. Purtroppo il governo non solo non ha ancora attuato le indicazioni referendarie retrocedendo sulle privatizzazioni già attuate e abolendo i profitti sull’acqua ma, con la manovra economica in fase di discussione parlamentare e già approvata con Decreto Legge n. 138 del 13 agosto scorso, ha riproposto (negli articoli raggruppati sotto il Titolo II) in altra forma la sostanza delle norme abrogate con volontà popolare. Infatti, l’articolo 4 ripresenta il vecchio Decreto Ronchi (il cui articolo 15 è stato abrogato con il voto referendario, ndr) e persino nuove date di scadenza per le prossime privatizzazioni dei servizi pubblici locali. Addirittura l’articolo 5 arriva a dare un premio in denaro agli enti locali pur di convincerli a lasciare al mercato delle privatizzazioni i propri servizi essenziali per le comunità. Un premio che dovrebbe servire per fantomatici investimenti infrastrutturali quando invece ai Comuni vengono sottratti trasferimenti essenziali per le loro funzioni. Tutto ciò – oltre a non rispettare la volontà di partecipazione e le decisioni che i cittadini impongono ai rappresentanti politici – è una chiara violazione della Costituzione poiché il popolo italiano si è pronunciato con referendum contro l’affidamento al mercato di tutti i servizi pubblici locali previsti dal Decreto Ronchi, e tale decisione è vincolante per almeno cinque anni (come affermato dalla giurisprudenza costante della Corte Costituzionale).

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