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Augusta| “A494”, folle idea nascere ad Augusta?

30 Giugno 2017 | by Rosa Tomarchio
Augusta| “A494”, folle idea nascere ad Augusta?
Augusta
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Dopo un anno si torna a parlare della proposta di legge sul luogo elettivo di nascita. Il consigliere Canigiula investe del sogno italiano la parlamentare Prestigiacomo che attiva subito la macchina burocratica facendo pressing sul DPR del 2000 n.396. E c’è chi pensa seriamente di partorire in casa pur di mantenere le tradizioni di famiglia.

1 marzo 2012. Una data che molti augustani non dimenticheranno. Da quel giorno è in continuo aumento il triste fenomeno della “sparizione” delle nascite nei piccoli comuni dove è scomparsa l’assistenza alla puerpera in seguito alla chiusura dei punti nascita.

E il Muscatello di Augusta in questo senso detiene un forte e triste primato: dal 2012 molte mamme sono costrette a partorire fuori dalla propria città di origine, a Lentini, piuttosto che a Catania o Siracusa. Da quel giorno, 1 marzo 2012, molti inseguono il sogno di vedere sul codice fiscale del proprio figlio “A494”, Augusta.

On.le Stefania Prestigiacomo

A sollecitare da circa un anno questo desiderio di molti genitori augustani è il consigliere comunale Vincenzo Canigiula che ritorna sull’argomento investendo in prima persona il deputato nazionale di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo, con una interrogazione parlamentare in cui si mette in evidenza un problema molto a cuore a tante mamma e papà, il ritorno dell’”Io nato ad Augusta”. In poche parole, si propone l’istituzione del luogo elettivo di nascita.

Certamente, non si tratta di un atto burocratico semplice, impensabile da un punto di vista legale, lo stesso Canigiula parla di “idea folle,in quanto l’indicazione precisa del punto nascita è importante, per certi versi insostituibile. Ma non impossibile.
Quando ostetricia venne chiusa al Muscatello,  tra le tante reazioni ci fu quella di un gruppetto di puerpere desiderose di partorire in casa pur di far nascere il proprio figlio ad Augusta rispettando le origini dela famiglia e il luogo di provenienza. La proposta raccolse anche l’entusiasmo di alcune ostetriche che si dissero disponibili ad offrire assistenza domiciliare naturalmente nei casi in cui non si sarebbe manifestata una gestosi gravitica. A 25 chilometri, a Catania, partorire a casa è realtà. A pagamento, si, ma è possibile, fuori da eventuali complicanze, il parto può essere gestito a domicilio dalla ostetrica. Al nord, specie nei piccoli comuni montani, il servizio domiciliare è completamente gratuito ed è fornito dall’azienda ospedaliera,cosi come accade nei casi in cui è richiesto il servizio di tococardiografia, i famosi tracciati che vengono eseguiti alla donna gravida.

Per Augusta sarebbe una bella vittoria, magari col coinvolgimento delle associazioni, del comitato mamme e  “genitori e figli”. Una battaglia da condurre insieme in nome dell’orgoglio cittadino e della difesa delle proprie origini familiari.

Canigiula ritorna all’attacco con la parlamentare nazionale Prestigiacomo e chiede lumi direttamente al governo: possibile cambiare procedura? Intanto si è messa già in moto la necessaria macchina burocratica per dare vita alla relativa proposta di legge: dare modo ai genitori di registrare i propri figli nella propria città di residenza. Un sogno di molti italiani, in realtà, non solo di Augusta.

Ma guardiamo il solo caso Sicilia: negli ultimi sei anni sono stati chiusi ben 17 punti nascita, altri sette corrono il rischio di scomparire per sempre. Per arginare il grave fenomeno della sparizione delle nascite e il continuo esodo delle mamme verso Lentini e altre città lontane da Augusta, la proposta di legge, intervenendo in materia di anagrafe ed ordinamento civile, regolata essenzialmente dal DPR 3 novembre del 2000, n.396, introduce nel sistema giuridico italiano l’istituto del luogo elettivo di nascita con lo scopo di salvaguardare le antiche tradizioni e la memoria storica delle collettività locali.

In sintesi, prevedere che i genitori possano avere la facoltà di indicare nella dichiarazione di nascita del bambino un luogo elettivo invece di quello effettivo in cui la nascita è avvenuta. Una idea folle? Non si sa ancora, attendiamo l’esame del governo, ma solo così si potrà tornare a dire: “Io nato ad Augusta!”.

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