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Augusta | Al Caro collega Gianni D’Anna: 4 anni senza di te

19 Dicembre 2022 | by Redazione Webmarte
Augusta | Al Caro collega Gianni D’Anna: 4 anni senza di te
Attualità
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Ricorre oggi il quarto anniversario della scomparsa del giornalista Gianni D’Anna, cronista attento alla verità dei fatti e fondatore, 30 anni fa, del quotidiano “Augusta on line”.

Quattro anni fa ci lasciava il nostro caro Gianni D’Anna, lasciando un immenso vuoto nella vita della sua famiglia e di noi colleghi e amici. Ci lasciava portando con sé la genuinità del suo mestiere di giornalista e del suo modo di raccontare i fatti cittadini, con professionalità e accuratezza, soffermandosi su dettagli che solo un cronista con macchina fotografica al collo e taccuino in mano, quale lui era, sapeva fare, anche se fu proprio Gianni nel 1992 il precursore del giornalismo online in città.

Della notizia immediata che si legge sul computer, ma che lui divulgava solo dopo averla nei dettagli verificata. Anche se i suoi articoli venivano pubblicati online, per lui prima dello scoop c’era la verità dei fatti accertata e approfondita, il contatto con la gente di cui parlava nei suoi pezzi e con i cittadini che si rivolgevano a lui per segnalargli i problemi che attanagliavano il territorio.

Ricorre, infatti, proprio quest’anno il trentennale della fondazione del quotidiano di informazione “Augusta on line” di cui era direttore. Il 17 dicembre del 2018 colto da un improvviso malore, Gianni veniva accompagnato al pronto soccorso di Augusta dalla moglie Liana e due giorni dopo (il 19 dicembre) a seguito di un delicato intervento chirurgico al cuore, che tutti speravano potesse salvargli la vita, se ne andava gettando nello sconforto i suoi cari.

Appena un mese dopo dalla sua morte la Corte di Cassazione, nella tarda serata del 17 gennaio 2019, lo assolveva definitivamente dal reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa, annullando le due sentenze di condanna in primo e secondo grado inflitte dal Tribunale e dalla Corte d’Appello di Messina.

Una vittoria piena per il giornalista, scomparso all’età di 61 anni. Una sentenza, con la quale  si estinguevano  anche gli effetti civili della condanna,  che metteva la parola fine ad una vicenda che si trascinava da oltre dieci anni, da quando nel dicembre 2007 D’Anna fu denunciato dal magistrato di Siracusa, Maurizio Musco, all’epoca ex sostituto procuratore  a Siracusa, per diffamazione a mezzo stampa aggravata per aver aggiunto l’aggettivo “vergognoso” alla notizia della richiesta di archiviazione  per  alcuni  filoni del processo “Mare rosso”, avanzata dalla procura di Siracusa e accolta poi dal Gip.

La vicenda era quella dell’inquinamento della rada di Augusta e dell’inchiesta che, nel 2001, portò anche all’arresto di diverse persone e scosse l’intera  provincia di Siracusa.

L’articolo di Gianni d’Anna non era altro che la cronaca  di una seduta di  Consiglio comunale  di Augusta relativo alla vicenda della piattaforma polifunzionale Oikhoten per rifiuti pericolosi e non, mai realizzata, nel territorio di Augusta  per la quale sempre la procura di Siracusa contestava  all’ex sindaco di Augusta, Massimo Carrubba e all’ex vicesindaco Nunzio Perrotta i reati di  tentata concussione nei confronti di un dirigente del Comune di Augusta e solo per Carrubba anche per abuso di ufficio per aver partecipato, esprimendo parere negativo, alla conferenza dei servizi di approvazione. Entrambi gli amministratori furono  poi stati assolti con formula piena dal tribunale di Siracusa. 

Alcuni mesi dopo il suo decesso, il ricordo di Gianni D’Anna fotografo è rivissuto in una mostra di suoi scatti, nei locali del Circolo Unione a cura di Augusta Photo Freelance, di cui Gianni D’Anna fu, insieme con Romolo Maddaleni, ideatore e, anche con altri soci, fondatore.

Un evento previsto ancor prima che Gianni venisse a mancare, quando non avremmo potuto immaginare di perderlo così presto.  Le 25 foto in esposizione, selezionate tra centinaia messe a disposizione dalla famiglia  D’Anna, erano alcuni scatti di strada, altre ritraevano il mare, che egli tanto amava, altre ancora foto di architettura, musica e teatro.

Non mancavano neanche gli scatti di Gianni D’Anna giornalista, che immortalano luoghi degradati, manifestazioni di protesta. I colleghi auspicano l’intitolazione di un angolo di Augusta a Gianni, magari un luogo a lui tanto caro, dove si sedeva col suo blocchetto degli appunti e la sua macchina fotografica.

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