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Augusta | Al Ruiz conferenza sul Milite Ignoto in collaborazione con l’Unuci

20 Dicembre 2021 | by Redazione Webmarte
Augusta | Al Ruiz conferenza sul Milite Ignoto in collaborazione con l’Unuci
Cultura
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“1921-2021 / 100° anniversario della traslazione del Milite ignoto al Vittoriale in Roma” è il tema della conferenza, che si è svolta nell’aula magna dell’Arangio Ruiz in collaborazione con l’associazione Unuci per gli studenti delle classi quinte dei quattro indirizzi di studio. Incontro che ha fatto riflettere gli studenti sul perché oggi è importante ricordare un simbolo legato ad una guerra che papa Benedetto XV definì una “inutile strage”.

L’ Istituto superiore “Gaetano Arangio Ruiz”, diretto da Maria Concetta Castorina, ha ospitato la conferenza dal titolo “1921-2021 / 100° anniversario della traslazione del Milite ignoto al Vittoriale in Roma” svolta in collaborazione con l’associazione Unuci per gli studenti delle classi quinte dei quattro indirizzi di studio. In aula magna, infatti, gli alunni si sono alternati per questo importante appuntamento di storia ed educazione civica. Il docente Paolo Trigilio ha introdotto gli ospiti dell’incontro: Rosario Partinico, presidente dell’Unuci sezione di Augusta, il segretario Santo Puleo e Antonello Forestiere, direttore del Museo della piazzaforte del Comune di Augusta, che, insieme al presidente dell’associazione ha relazionato sulla vicenda politica, sociale e umana che portò alla nascita del  milite ignoto. A un secolo dalla sepoltura al Vittoriano, si è voluto innanzitutto promuovere la promozione della memoria storica e i valori connessi al soldato senza nome, una delle troppe vittime della Prima guerra mondiale.

Antonello Forestiere ha così ripercorso le tappe che portarono alla nascita dell’Ignoto militi, dalla proposta del generale Giulio Dohuet, al 28 ottobre 1921 quando ad Aquileia venne scelta da una delle tanti madri di ragazzi caduti in battaglia, Maria Bergamas, una salma tre le undici dei soldati ignoti giunti da Gorizia, poi tumulata a Roma sull’Altare della Patria al Vittoriano il 4 novembre. L’omaggio al soldato senza nome italiano diventa nell’immaginario collettivo un simbolo di unità nazionale in un momento storico di grandi rivolgimenti politici e non fu il solo.   Francia e Gran Bretagna inaugurano i loro monumenti un anno prima, gli Stati Uniti una settimana dopo l’Italia. In un mondo sconvolto dalla Grande Guerra, c’era il bisogno di ricordare il sacrificio di quella che è passata alla storia come “lost generation”.  Ma ciò non bastò e nel giro di pochi anni nuove dittature e violenze esplosero e portarono inesorabilmente ad un nuovo conflitto mondiale. Alla termine della conferenza gli studenti hanno, infatti, riflettuto sul perché oggi è importante ricordare un simbolo legato ad una guerra che papa Benedetto XV definì una “inutile strage”. Fare memoria di giovani caduti in nome della collettività affinché gli uomini imparino che le guerre, anche se combattute in nome di grandissimi ideali, portano solo immani sofferenze.

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