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Augusta | Al via la restituzione del 30% dei gettoni agli ex consiglieri del M5S, pubblicate le determine

12 Novembre 2021 | by Redazione Webmarte
Augusta | Al via la restituzione del 30% dei gettoni agli ex consiglieri del M5S, pubblicate le determine
Politica
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Pubblicate all’albo pretorio le determinazioni, a firma del responsabile del I settore Affari Generali, relative all’impegno e liquidazione di spesa riguardante la restituzione del 30% dei gettoni di presenza relativi agli anni 2015,2016,2017 a nove ex consiglieri comunali del Movimento cinque Stelle. “Dopo aver costruito una campagna elettorale sulla restituzione del 30% del loro compenso ai cittadini, oggi, che non sono più consiglieri comunali, hanno rivoluto indietro le somme del 2015, 2016 e 2017” commenta il sindaco, Giuseppe Di Mare su Facebook.

Impegno e liquidazione di spesa per la restituzione dell’importo del 30% dei gettoni di presenza relativi agli anni 2015,2016,2017 ad alcuni ex consiglieri comunali del M5S che ne hanno fatto richiesta. Sono in totale 9 le determine finora pubblicate all’albo pretorio. Le somme da restituire sono, appunto, relative ai gettoni di presenza alla sedute del Consiglio e delle commissioni consiliari ammontano complessivamente a quasi 20 mila euro. Il sindaco Giuseppe Di Mare in un post su Facebook scrive: “Per qualche anno la parola trasparenza è stata usata come una clava nei confronti dei politici e della politica. Uno spartiacque tra chi poteva usarla e chi no. Un “distintivo” da appiccicare in qualche giacchetta e strapparlo in altre. La considerazione che faccio oggi, senza polemica, è quella che se una persona indica la trasparenza come stile nell’agire politico la deve usare sempre, in ogni atto, in ogni incontro, in ogni situazione della vita pubblica come soggetto politico. E la “trasparenza” diventa sinonimo di coerenza.

Oggi constato invece l’incoerenza di qualcuno che ad Augusta ha abusato di quel termine in passato. Parlo di ex amministratori che, dopo aver costruito una campagna elettorale sulla restituzione del 30% del loro compenso ai cittadini, oggi, che non sono più consiglieri comunali, hanno rivoluto indietro le somme del 2015, 2016 e 2017. Insomma: qualcuno si è pentito e vuole andare all’incasso. Non ho letto nei loro profili social nessun post di questa richiesta ma solo qualche giustificazione strampalata per non perderci la faccia. Qualcuno adesso – aggiunge il sindaco – si accorge di qualche necessità o di una ipotetica “impossibilità di spendere il denaro per le finalità stabilite inizialmente”. Non è stupendo? Sempre per lo stesso principio della trasparenza, oggi sono io a dare la notizia che stiamo procedendo al pagamento di quanto è stato legittimamente richiesto come restituzione. Non è polemica strumentale o altro, ma trasparenza. Qualcuno la chiama giravolta degli ex, io la chiamo semplicemente incoerenza.

Già lo scorso ottobre ad un articolo pubblicato sul nostro quotidiano l’ex presidente (per due anni) del Consiglio comunale, durante l’amministrazione Di Pietro e poi consigliere di maggioranza Lucia Fichera ha replicato sottolineando che i soldi sono stai chiesti indietro per spenderli in iniziative per la città. “Gli accantonamenti del 30% richiesti indietro per dedicarli a progettualità legate al sociale o al collettivo- ha puntualizzato – riguardano esclusivamente quelli accantonati dai consiglieri del movimento (alcuni non hanno avviato la procedura) e che ad oggi non sono stati restituiti grazie a rocambolesche scuse che in alcuni casi hanno sfiorato l’abuso d’ufficio. Per quanto riguarda invece l’accantonamento del 30% degli amministratori, quindi sindaco e assessori, questi sono a disposizione dell’ente e ci rimarranno.”. Somme, queste ultime, che si riferiscono agli anni 2015, 2016 e 2017.

Come ha reso noto, sempre lo scorso ottobre, Sarah Marturana, che nel settembre del 2017 è subentrata alla presidenza del Consiglio comunale: “Nel 2017 ex sindaco giunta e presidente del Consiglio comunale hanno chiesto indietro le somme del 2017 accantonate dal Comune  (con delibera di giunta 191/2017). Successivamente a distanza di mesi anche alcuni consiglieri hanno chiesto indietro le somme del 2017. Le somme del 2015 e 2016 erano legate alla democrazia diretta e sono state chieste da alcuni consiglieri indietro con il fine di spenderli per la medesima azione. Sindaco giunta e presidente avrebbero versato nel conto aperto appositamente dal sindaco (nel 2017 e 2018), parte degli emolumenti. Il sindaco dichiarava allora che aprendo quel conto con la sola finalità di spendere i soldi per la collettività, si sarebbero spesi più celermente”.

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