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Augusta| Ancora petcoke ad Augusta. Legambiente chiede alle amministrazioni di opporsi

27 Gennaio 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Ancora petcoke ad Augusta. Legambiente chiede alle amministrazioni di opporsi
Attualità
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Un altro carico di petcoke è arrivato ad Augusta dagli Stati Uniti. La notizia è stata divulgata da Legambiente che da tempo denuncia la pericolosità della sostanza che altro non sarebbe che un pessimo scarto “che- dice l’associazione –  nessuna legge può trasformare in un buon combustibile.Legambiente chiede ancora una volta alle amministrazioni  di opporsi.

Qualche giorno fa, proveniente da Lake Charles (Louisiana- Usa), è arrivata in porto la nave “Sider Dream” che è ora ormeggiata al pontile della cementeria Buzzi Unicem per scaricare altre 11.000 tonnellate di petcoke. “Come si sa il petcoke – ribadisce Enzo Parisi di Legambiente – è una sorta di carbone da petrolio ciò che resta sul fondo del barile dopo aver raffinato ed estratto tutto il possibile  nel quale si concentra un’alta percentuale di zolfo e di metalli pesanti”.

Legambiente ricorda che nel corso nel 2017 sono arrivate ad Augusta diverse navi che complessivamente hanno scaricato circa 41.000 tonnellate di petcoke destinato all’alimentazione dei forni della cementeria Buzzi Unicem di San Cusumano. “Più volte –aggiunge Parisi – abbiamo detto che il petcoke è un pessimo scarto che nessuna legge può trasformare in un buon combustibile. Esso, assieme al carbone, è uno dei combustibili fossili più inquinanti e tra i maggiori corresponsabili dei cambiamenti climatici. Non mancano però quelli pronti a difenderlo, specie tra i cosiddetti “tecnici imparziali” stipendiati dalle aziende interessate. Mentre ad Augusta si susseguono incessanti i fenomeni di disturbo olfattivo causati dalle emissioni maleodoranti della zona industriale, invece di ridurli si incrementano gli impatti ambientali con l’insediamento o l’ampliamento di impianti per il deposito ed il trattamento di rifiuti proprio in località San Cusumano”.

Come fa sapere l’associazione ambientalista senza che ne sia derivato alcun clamore, con decreto del 17 novembre 2017, l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, ha modificato un precedente provvedimento di Autorizzazione integrata ambientale (Aia) consentendo, tra l’altro, che la cementeria Buzzi Unicem possa impiegare nei suoi forni il carbone, il petcoke, l’olio combustibile Btz, il Gpl, il css-rifiuto (20 mila  tonnellate anno) o, qualora disponibile, il css-combustibile. Tranne che per il css-rifiuto non vengono fissate le quantità massime e non vi è obbligo di co-combustione; pertanto potrà bruciare singolarmente tutto carbone o petcoke o olio combustibile oppure solo css-rifiuto.

“Tutte le amministrazioni locali, regionali e nazionali dovrebbero prendere atto che al 31 dicembre 2017 la rete di monitoraggio del Libero Consorzio Comunale (ex Provincia) ha rilevato nell’anno superamenti della media oraria e giornaliera di SO2 soltanto nella centralina di San Cusumano. Più precisamente: numero 5 superamenti della massima media oraria di 350 µg/mc e numero 4 superamenti della massima media giornaliera di 125 µg/mc. Quest’ultimo dato merita particolare attenzione perché si è superato il numero massimo di superamenti (3) consentiti nell’anno dalla legge. Anche per l’inquinante Ozono si è superata la media – calcolata su tre anni consecutivi – del valore obiettivo di massimo 25 superamenti l’anno della concentrazione media su 8 ore di 120 µg/mg nelle centraline di San Cusumano (media triennale 28 superamenti), Melilli (media 63)  e Priolo (media 44)”.  Ma non basta prendere atto per tornare  a respirare.

Ancora una volta Legambiente ribadisce la richiesta di intervenire per fermare l’ampliamento o l’insediamento di ulteriori impianti ad alto impatto ambientale, per la messa al bando del petcoke a cui si deve pervenire anche attraverso l’adozione e la rigorosa applicazione di un piano regionale della qualità dell’aria che ripristini condizioni di vivibilità e salubrità per le popolazioni.

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