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Augusta| AP, “uno scippo senza ritorno se…”

28 Gennaio 2017 | by Redazione Webmarte
Augusta| AP, “uno scippo senza ritorno se…”
Politica
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Anche l’ex deputato nazionale Piscitello non vuole spostare la sede dell’autorità portuale da Augusta e urla “Mobilitazione generale! Hanno approfittato prima di tutto dell’incapacità della classe politica provinciale e poi della vergognosa complicità dei governi a guida PD della Regione e dello Stato.

costa teatro 300x250E poi ci sono gli ex. Quelli che conoscono meglio di tutti la vera storia del porto di Augusta. Di come ebbe inizio l’iter giungere all HuB e Core. Tra questi c’è sicuramente “il già” deputato nazionale Rino Piscitello. Anche lui, da augustano d’adozione, si sente di intervenire per dire la sua a proposito dello scellerato scippo dell’autorità portuale. E racconta, da protagonista che fu: ”Quando presentai l’emendamento alla finanziaria dell’anno 2000, che di fatto consentiva ad Augusta di diventare Autorità Portuale, ero consapevole che avrebbero fatto di tutto per tentare di scipparci quel risultato. Ottenere l’Autorità Portuale per Augusta fu infatti difficilissimo pur spettandole con assoluta evidenza. Prima di tutto bisognava trovare l’espediente tecnico in quanto la legge sembrava congegnata appositamente per escludere il nostro porto. Fu l’indimenticabile Giovanni Paci, al quale Augusta dovrebbe tributare onori permanenti, a proporre il modo. Scrisse lui l’emendamento, che io poi presentai. All’articolo della legge 84 sui porti che prevedeva che, per istituire l’Autorità Portuale, un porto dovesse avere un “volume di traffico merci non inferiore a 3 milioni di tonnellate al netto delle rinfuse liquide” (volume che Augusta non poteva raggiungere), Giovanni Paci propose di sostituire “al netto del 90% delle rinfuse liquide”, determinando così che al calcolo delle merci potesse aggiungersi una piccola parte del traffico dei derivati liquidi delle raffinerie che notoriamente erano (e sono) rilevantissimi nel porto augustano.

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Presentai l’emendamento al quale si opposero tutti i partiti, di governo e di opposizione, in Commissione Trasporti. Ottenni il risultato soltanto grazie all’utilizzo spregiudicato e un po’ ricattatorio del mio ruolo di capogruppo di un partito allora di governo che non aveva presentato nessun emendamento (eccetto questo che all’ultimo minuto avevo depositato io). La cosa fu così improvvisa da non far rendere conto a nessuno di quanto fosse successo e da impedire repliche dei nemici di Augusta (che da sempre risiedono in una parte della politica e dell’imprenditoria catanese, che ha in Enzo Bianco il suo principale rappresentante, che da sempre tenta di appropriarsi del Porto di Augusta per dare significato e respiro al piccolo porto di Catania).

Da allora i nostri nemici non hanno mai smesso di provarci. E oggi ci sono riusciti approfittando prima di tutto dell’incapacità della classe politica provinciale e poi della vergognosa complicità dei governi a guida PD della Regione e dello Stato. Il danno è di enorme portata per l’economia dell’intera provincia. Dicono che sarà soltanto per due anni, ma tutti sanno la verità. Dallo scippo non ci sarà ritorno senza una enorme mobilitazione di Augusta e di tutta la provincia che costringa Crocetta e Del Rio a ritornare sui propri passi. Ma non può trattarsi di una mobilitazione normale.

Se vogliamo che si ottenga il risultato occorre bloccare ogni attività (polo industriale, ferrovia, autostrada, commercio, ecc…). Augusta e Siracusa dimostrino di essere all’altezza o tacciano per sempre”.

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