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Augusta | Asacom non adeguata ai Pei, la 20 Novembre stigmatizza la prevista riduzione di 50 mila euro

22 Febbraio 2022 | by Redazione Webmarte
Augusta | Asacom non adeguata ai Pei, la 20 Novembre stigmatizza la prevista riduzione di 50 mila euro
Attualità
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“La già esigua somma destinata all’Asacom dal Comune, che non eroga il servizio agli alunni con disabilità grave in base al Pei nella nel bilancio degli anni 2022 e 2023, addirittura prevede una ulteriore riduzione di 50 mila euro (da 200 a 150 mila euro) e questo è sconcertante”. Lo dichiara l’associazione 20 Novembre 1989 in seguito ai chiarimenti forniti dall’assessore alle Politiche sociali, dopo la presentazione delle interrogazioni da parte di sei consiglieri dell’opposizione. “Aspettiamo risposte adeguate e siamo disponibili al confronto” dice il vice presidente Sebastiano Amenta.

Riflettori ancora accessi sull’Asacom, il servizio di assistenza specialistico all’autonomia e comunicazione in favore degli alunni con disabilità grave delle scuole di pertinenza del Comune. Il vice presidente nazionale della 20 Novembre 1989, Sebastiano Amenta a nome dell’associazione, replica a quanto dichiarato dall’assessore alle Politiche sociali e dell’Istruzione Ombretta Tringali, intervenuta fornendo chiarimenti in seguito alle interrogazioni presentate sull’argomento dai consiglieri di minoranza Giancarlo Triberio, Corrado Amato, Mariangela Birritteri, Milena Contento, Manuel Mangano e Pippo Gulino. “Questa associazione, notoriamente apartitica, che da sempre ha come oggetto statutario la tutela dei diritti delle persone con disabilità, senza volere entrare nelle diatribe politiche tra maggioranza e opposizione, tuttavia, in merito al contenuto delle citate dichiarazioni, osserva e ribadisce che: il servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione è un servizio obbligatorio essenziale, reso in favore degli alunni con disabilità grave, previsto dall’art. 13, comma 104/1992 e art. 3, comma 5, lett. a) dlgs 66/2017, nonché dalle normative regionali; la circostanza che è un servizio essenziale obbligatorio ex legge, lo rende insensibile a restrizioni di tipo finanziario, in quanto, come ha più volte ricordato la Corte Costituzionale, nel contrasto tra i diritti fondamentali degli alunni con disabilità e le esigenze delle risorse, i primi non possono mai essere sacrificati e prevalgono sempre, di conseguenza ogni atto contrario, anche di natura normativa o amministrativa, non assume alcun valor”.

E ancora Amenta ricorda che servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione è un servizio obbligatorio essenziale per gli alunni con disabilità grave. Obbligatorio al pari del docente specializzato sul sostegno, in quanto tale figura, preziosa e indispensabile, lavora a supporto della didattica, aiutando il contesto classe e scuola, supportando gli alunni nelle loro difficoltà comunicativa e relazionale nella sfera psico – fisica e sensoriale. “Chiunque comprende che un alunno sordo o cieco, senza l’assistente LIS o Braille in classe, non è in grado di comunicare, né di apprendere pienamente; così per gli alunni non verbali che utilizzano la CAA; oppure gli alunni con disabilità neuro – cognitive – relazionali (tra cui l’autismo). Pertanto egli è considerato un assistente ad personam. Si tratta – spiega il vice presidente nazionale della 20 Novembre 1989 – di competenze specialistiche non in possesso del docente di sostegno, né a maggior ragione dei docenti delle materie curriculari, l’ assenza o riduzione del necessario fabbisogno moltiplica a livello esponenziale i comportamenti – problema degli alunni, arrecando gravissimo pregiudizio nei loro confronti, nonché né limita in modo considerevole il diritto allo studio, all’istruzione e all’inclusione. Si rende necessario ribadire tali concetti, in quanto registriamo gravi lacune conoscitive sull’importanza della figura in capo agli organi politici competenti che si avventurano persino in affermazioni azzardate”.

Nel merito delle dichiarazioni dell’assessore, l’associazione osserva: ”che la somma postata nel bilancio di previsione anno 2020, in 80 mila euro, ( cifra irrisoria), è stata approvata dal Consiglio comunale con delibera del 17 dicembre 2020 ( quindi dall’attuale amministrazione). Anche se quest’ultima all’atto dell’approvazione di quello strumento finanziario, essendosi insediata appena un mese prima, precisava di averlo ereditato dalla precedente amministrazione. “Le somme postate nel bilancio di previsione anno 2021, risultano pari ad 200 mila euro (anch’esse irrisorie) – continua Amenta – si riferiscono anche al servizio di assistenza igienico personale; nella previsione degli anni 2022 e 2023, addirittura si prevede una ulteriore riduzione in 150 mila euro e questo è sconcertante. Di conseguenza, non comprendiamo come si possa affermare per un verso che è aumentato il fabbisogno relativo all’utenza e postare per gli anni successivi persino una riduzione di 50 mila euro?  Inoltre, si afferma che limitare a sole tre misere ore, l’assistenza settimanale di un servizio fondamentale, a fronte della già misere 6 ore settimanali, non costituisca discriminazione. Siamo costretti a ricordare, a chi evidentemente non sa, che la discriminazione non si realizza tra alunni con disabilità che usufruiscono delle stesse ore, ( semmai si arreca solo un gravissimo pregiudizio), ma tra gli alunni con disabilità e quelli che non vivono una condizione di disabilità, in quanto ai primi non viene concessa la possibilità di potere meglio apprendere in assenza delle figure di supporto, aumentando a dismisura divario con gli altri alunni. Infine, leggiamo che il maggiore fabbisogno sarebbe emerso nel corso dell’anno 2021/2022.

Risulta a questa associazione che alcune scuole hanno comunicato il loro fabbisogno nella prima settimana del mese di settembre 2021, persino prima dell’approvazione del bilancio di previsione. Ci chiediamo allora, in quale esatto periodo l’assessore ha appurato con certezza il maggiore fabbisogno di assistenza?;  Perché una volta appurato il maggiore fabbisogno l’amministrazione, non ha avvertito l’esigenza di predisporre una variazione di bilancio, ai sensi dell’art. 175 del Tuel, visto che su questo delicato tema avrebbe certamente trovato un consiglio comunale attento nel modificare il bilancio di previsione approvato in precedenza? Perché, invece, si è preferito lasciare i bambini più fragili alla mercé di una assistenza ridicola, affermando oggi, nel mese di febbraio 2022, di stare lavorando alla prossima previsione di bilancio?  Noi come sempre a tutela dei minori più fragili e delle loro famiglie – conclude Sebastiano Amenta– aspettiamo le risposte adeguate e chiediamo, sin da ora, di potere verificare congiuntamente in che modo viene effettuata effettivamente la programmazione di tali servizi, come sempre siamo disponibili al confronto e dare il nostro contributo.

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