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Augusta | Asacom ricorso: il giudice condanna il Comune

Augusta | Asacom ricorso: il giudice condanna il Comune
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Per la mancata fornitura dell’Asacom (servizio di assistenza specialistico all’autonomia e comunicazione in favore degli alunni con disabilità grave delle scuole di pertinenza del Comune) in base al Pei l’Ente locale, avverso cui è stato presentato ricorso, è stato condannato dal giudice della sezione civile del Tribunale di Siracusa ad assegnare le ore del servizio in base al Pei e al pagamento delle spese legali. Si attende l’esito di altri ricorsi presentati da altre famiglie. Ne dà notizia l’associazione 20 Novembre 1989 che ha supportato i propri associati nella battaglia giudiziaria.

Il giudice della sezione civile del Tribunale di Siracusa si è pronunciato su uno dei ricorsi presentati alcune famiglie augustane associate alla 20 Novembre 1989 avverso la mancata assegnazione dell’assistenza specialistica Asacom agli alunni diversamente abili nelle scuole in base ai piani educativi individuali è stato presentato dal diverse famiglie augustane. Ricorso accolto con la condanna dell’Ente locale e la disposizione “di cessare la condotta discriminatoria nei confronti dell’alunno fornendogli l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione secondo le previsioni del Pei. Il giudice ha inoltre condannato il Comune al pagamento delle spese processuali. Lo rende noto l’associazione 20 Novembre 1989 onlus che ha supportato le famiglie in questa battaglia giudiziaria e che attende fiduciosa le altre sentenze”.

“E’ esattamente del 28 febbraio scorso, l’ordinanza con la quale si sancisce il principio secondo cui i diritti dei bambini e dei ragazzi con disabilità non devono dipendere né da incontri né dalla eventuale disponibilità di risorse” riferisce il vice presidente nazionale della 20 Novembre, Sebastiano Amenta sottolineando la condanna del Comune di Augusta “per insufficiente assistenza allo studio, violazione dei diritti fondamentali dell’individuo”. Il giudice del Tribunale di Siracusa ha ritenuto che la condotta dell’amministrazione comunale si sia risolta “nella contrazione del diritto del disabile alla pari opportunità nella fruizione del servizio scolastico, il quale, ove non accompagnato dalla corrispondente riduzione dell’offerta formativa per gli alunni normodotati, si concretizza in una discriminazione indiretta, non garantendo il diritto allo studio e all’integrazione scolastica in condizione di parità con gli altri studenti. Ha inoltre osservato come il periculum in mora sia insito nella compromissione di diritti fondamentali dell’individuo”.

“L’assessore alle Politiche sociali e il vicepresidente del Consiglio comunale anziché impegnare il loro tempo a risolvere il problema, hanno preferito diramare note stampa che a poco servivano per risolvere la situazione   eppure –aggiunge Amenta – avrebbero dovuto essere a conoscenza del fatto che, proprio per la funzione che sono chiamati a svolgere, che i servizi di assistenza allo studio vanno garantiti in tempi brevi e certi, fornendo le ore di supporto necessarie come da Pei  (Piano educativo individualizzato). Sappia l’amministrazione comunale, considerate le sue dichiarazioni, che la legge obbliga l’Ente a garantire il sostegno, senza lasciare ad essa il potere discrezionale di ridurne l’entità in ragione delle risorse disponibili. Basta leggere l’ordinanza del giudice così da capire quando si è in presenza di discriminazione indiretta. Mi chiedo inoltre se anche questa sentenza rappresenti per la politica un “palcoscenico mediatico. Il Comune è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali; evidentemente per queste ultime  non valgono le difficoltà finanziarie.

Per la nostra associazione si tratta chiaramente di una sentenza importante che si aggiunge tristemente alle decine di ricorsi avviati per varie querelle non solo Asacom. Purtroppo, va detto, che stanno giungendo tantissime segnalazioni relative a situazioni simili e per questo vogliamo, ancora una volta, ricordare all’Ente locale che ha il dovere di fornire le ore di supporto necessarie, nel rispetto dell’articolo 3, comma 3 della Legge 104/92 e dei Pei. Non si escludono, laddove il Comune non si attivi immediatamente, ulteriori domande giudiziali, stavolta finalizzate al risarcimento dei danni esistenziali. Con la nostra associazione procederemo senza indugio e senza oneri per le famiglie” conclude il vice presidente della 20 Novembre 1989 ricordando che si avvicina e per la giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo che ricorre il 2 aprile: “dovremmo tutti fare un esame di coscienza prima di illuminare tutto di blu e partecipare a manifestazioni”.

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