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Augusta| Attacco al collega Massimo Ciccarello. Solidarietà incondizionata di WebMarte

8 Dicembre 2016 | by Redazione Webmarte
Augusta| Attacco al collega Massimo Ciccarello. Solidarietà incondizionata  di WebMarte
Cronaca
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Le scuse non arrivano. La sindaca rincara la “dose” e cita la “coprofagia” di Papa Francesco

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A “caldo” non è mai consigliabile scrivere. Troppo coinvolti emotivamente e quindi si corre il rischio di apparire faziosi tradendo compostezza e serietà che decenni di professione impongono. Abbiamo preferito attendere prima di intervenire. Se da una parte dovevamo “sbollire” lo sbigottimento per la gravità dell’accaduto, dall’altra, – lo confessiamo – ci auguravamo che giungessero se non delle scuse formali quanto meno dei chiarimenti tesi a rasserenare gli animi.

Sarebbe stato un bel segnale per la città. In effetti, dopo le innumerevoli attestazioni di stima giunte al collega Massimo Ciccarello, “bersaglio” di un  duro attacco da parte della Sindaca di Augusta Maria Concetta Di Pietro in pieno Consiglio Comunale mentre svolgeva il suo puntuale lavoro, si attendeva una assunzione di responsabilità, anche in virtù dei ruoli istituzionali ricoperti e della funzione sociale svolta dalla Stampa in genere. Poteva essere un occasione per abbassare i toni in un ambiente sempre più avvelenato da interminabili polemiche, non solo politiche. Lo facevano ben sperare i numerosi inviti formulati da più parti e la consapevolezza di avere, forse, esagerato. Lo faceva ben sperare soprattutto uno splendido articolo pubblicato ieri sera dalla testata “Augustaonline” a firma del suo Direttore Gianni D’Anna, testimone oculare dello spiacevole episodio. Ma niente. Non c’è stato verso. Gli appelli sono caduti nel vuoto. Parafrasando il detto, se è vero che “al cuor non si comanda”, è anche vero che il carattere non si può cambiare.

E quindi non solo le scuse, utili per pacificare e rasserenare gli animi, non sono arrivate, ma si è preferito rincarare la dose, attaccando. E lo si è fatto ieri sera intorno alla mezzanotte quando la Sindaca sulla sua pagina ufficiale facebook ha postato un intervento dove sostanzialmente non fa alcun passo indietro (leggi qui 1°post). Non paga, nel pomeriggio di oggi “mette il carico” arrivando persino a fare sue le parole di Papa Francesco circa la “coprofagia(leggi qui 2° post). Non ci resta che prenderne – basiti – atto non potendo fare altro che, purtroppo, raccontare la vicenda accaduta come uno dei peggiori, maldestri e scomposti attacchi alla libertà di stampa. Si, alla STAMPA, quella cosiddetta “locale”, che da oltre 40 anni, con professionalità, competenza, dignità, sacrificio e passione, “racconta” ciò che è successo e cosa succede nella nostra città.

300x250 Cacciaguerra OnoranzeE che continuerà a farlo, senza alcuna copertura di fantomatici “poteri forti” evocati chiaramente dalla Sindaca solo per esigenze retoriche al fine di suggestionare i lettori. Si, quella stessa STAMPA che ha fatto la storia di Augusta e che si onora di avere, tra gli altri, come suoi alfieri storici proprio i colleghi Massimo Ciccarello e Gianni Danna. Quella stessa STAMPA che nasce in un epoca in cui la politica si “faceva” anche sulle colonne dei giornali cartacei firmandosi con nome e cognome e non solo tramite tastiera o smartphone, celandosi a volte dietro il vile anonimato. Chi ha memoria storica di questa città, sa bene che gli articoli di critica ed approfondimento di Massimo Ciccarello e di Gianni Danna sempre hanno dato “fastidio” al Palazzo.

Si “temevano” ma non si vedeva l’ora di leggerli. Basta chiederlo ai vari sindaci Tringali, Gulino, Carrubba per citare i più recenti o ai vari presidenti dell’Autorità Portuale di Augusta che si sono succeduti nel tempo. Mai che si ricordi però lo scontro è stato cosi aspro, duro con agguati istituzionali persino in quel luogo “sacro” che si sperava rimanesse inviolato dall’imbarbarimento irreversibile della politica augustana, cioè il Consiglio Comunale. Ma ancora più sconcertante – immortalato dalla diretta streaming – è stato il permissivo e succube comportamento del Presidente del Consiglio Comunale Lucia Fichera che anche in questa occasione, come in altre, ha mostrato tutti i suoi limiti.

Anziché spogliarsi della maglietta “M5S” e stoppare sproloqui fuori luogo ed inopportuni nei confronti di persone presenti fra il pubblico, ha consentito alla Sindaca di dettare la sua requisitoria “inaudita altera parte” senza alcuna possibilità di contradditorio. Anche i precedenti Presidenti del Consiglio Comunale erano uomini di parte, appartenenti a precisi schieramenti politici, persone che vivevano sulla propria pelle la “lotta politica”, ma avevano senza alcun dubbio piena consapevolezza dell’alto ruolo istituzionale ricoperto e mai l’Ing. Gianfranco Passanisi, o Claudio Panarello, o Roberto Conti o tanto meno Salvatore Amato avrebbero consentito al Sindaco di turno una simile “sortita”.

Con autorevolezza lo avrebbero messo sicuramente a tacere. Ancora più grave poi che la “scenetta” si sia svolta nell’imbarazzato silenzio dei consiglieri comunali presenti, siano essi di maggioranza o di opposizione, senza che nessuno di essi (solo uno in verità ci ha tentato – Angelo Pasqua), avesse gli “attributi” per fermare la “barbarie” che si stava consumando sotto i loro occhi. E se poi la solidarietà di parte dell’opposizione è arrivata (leggi qui), spiace dire che è un po’ tardiva.

Già, la “Verità dei fatti”! Si, proprio quella che ha animato e ispira Massimo Ciccarello da anni nella sua professione. Verità dei fatti però accompagnata dal legittimo diritto di critica ed approfondimento. Quella stessa Verità che continua ad ispirare tutti i giornalisti della nostra piccola realtà. Stima e solidarietà piena ed incondizionata dunque, “senza se e senza ma,  a Massimo Ciccarello.

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