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Augusta| Attraverso i vetri di una granita di A. Mascia

21 Dicembre 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Attraverso i vetri di una granita di A. Mascia
Attualità
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In memoria di un caro amico

L’appuntamento era all’angolo di Morana quando il sole caldeggiava fortemente una granita. Attraverso il vetro del bicchiere lui sbirciava tra i tavoli. Commentava con curiosità “Ognuno ha il suo modo di mangiare la granita”. Il mondo lo osservava così, lui.

Attraverso quei vetri mi aveva insegnato il giornalismo. E la vita. Non potendoli scomporre l’uno dall’altra. Attraverso quei vetri avevamo parlato di tutto, trascurando l’imponderabile.

Che oggi mi lascia senza fiato. E senza parole. Perché la morte toglie vita anche alle parole.

Quelle parole che lui aveva accelerato alla velocità della rete intuendo che il futuro dell’informazione stava per svoltare. La creazione di Augusta online lo aveva liberato dai vecchi schemi della carta stampata. E la città di Augusta, dall’epoca, aveva iniziato a svettare su tutti i motori di ricerca online.

Aveva capito che la frequenza della democrazia stava cambiando. La notizia doveva essere comunicata il giorno; il giorno dopo era già scaduta. La possibilità di aggiungere commenti a margine dei suoi articoli, di linkarli sui social, un’altra accelerata verso l’intercettazione di quella partecipazione popolare che cercava un canale di confronto.

Attraverso i vetri della granita transitavano le sue gioie, la famiglia, il giornalismo, la fotografia. Ma anche le sue ombre: un mondo del lavoro che lo aveva sganciato. E quei nemici della libertà di stampa che avevano tentato di imbavagliarlo.

Ho perso un caro amico. Per certi versi un padre. Augusta ha perso un riferimento culturale importante. Un libero pensatore che, proprio in virtù della sua libertà, guardava la realtà raccontandola senza filtri. Contrarissimo al modello del copia e incolla, a cui a volte si ricorre per stare al passo con gli eventi, dedicava tempo a comporre i suoi pezzi, a metterci dentro il suo pensiero e il suo cuore. Un modello professionale per molti giornalisti, un modello di vita per tutti gli altri.

Non abito più in Sicilia. Non possiamo più darci appuntamento all’angolo di Morana per gli auguri di Natale. Con questo freddo non avremmo neppure ordinato una granita. Ma attraverso questi vetri di una casa lontana ti cerco lassù per l’ultimo saluto.

Ciao caro Gianni.

(Alessandro Mascia)

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