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Augusta| Autorità Portuale, decide il Tar: “E’ Augusta!”

Augusta| Autorità Portuale, decide il Tar: “E’ Augusta!”
Cronaca
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La sede non sarà più a Catania. Lo ha stabilito il TAR. Vinciullo: “Ora si proceda in maniera consequenziale. Lunedì depositerò un esposto in procura”.  Si può veramente cantar vittoria?

Sin qui la sede dell’Autorità Portuale sarà ad Augusta. Lo ha deciso il TAR. Ma è il caso di esultare? Per qualcuno non è ancora il caso di cantar vittoria. Intanto, non riconoscendo il TAR il provvedimento del presidente Crocetta, “illegittimo” e pieno d’errori, di conseguenza non viene dato valore al ricorso presentato da Assoporto, che preferisce rimanere  vigile, perche consequenziale ad un decreto che per il Ministero, dunque, non esiste. O non esiste più? Taglia corto il deputato regionale Enzo Vinciullo che, intanto, canta vittoria.  “Su istanza dell’ Assoporto di Augusta il Tar di Catania ha reso giustizia alla città di Augusta e all’intera Provincia di Siracusa  riconoscendo che non esiste, al momento, nessun provvedimento pubblicato nelle forme di Legge che trasferisce la sede dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale da Augusta a Catania. Giustizia è stata resa e di conseguenza ora il nuovo Presidente sia consequenziale insediandosi lunedì mattina ad Augusta anzichè a Catania”.

Cosi, dunque, il Presidente della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’Assemblea Regionale Siciliana che aggiunge: “Da sempre ho sostenuto che un atto, ancorchè per noi illegittimo, per produrre effetti giuridici deve essere reso noto a tutti pubblicandolo sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana o della Regione Siciliana, cosa che, nel nostro caso, non è mai avvenuto”.

“La pubblicazione ufficiale, ha proseguito Vinciullo, è un atto che non può essere assolutamente evitato perché deve dare a tutti i cittadini Italiani il diritto di conoscerlo e il dovere di osservarlo. A nessuno è consentito di applicare norme sconosciute ovvero, come in questo caso, conosciute solo attraverso le segreterie dei Ministeri o peggio ancora dagli uffici stampa dello stesso o dei partiti politici. Solo l’Ente che emana il provvedimento (il Ministero) e non la controparte (il Comune di Catania) possono rendere noti provvedimenti legislativi o amministrativi che stabiliscono nuovi orientamenti in violazione alle direttive Europee”.

“Giustizia è stata resa, ha continuato Vinciullo, ieri dai Giudici del Tribunale Amministrativo Regionale di Catania  che hanno riconosciuto ciò che era evidente a tutti tranne a pochi.  Ora si applichi la sentenza come hanno deciso i Giudici!. Lunedì, ha concluso Vinciullo, così come avevo preannunciato, mi recherò in Procura con il mio avvocato Paola Mastroviti,  per esporre ciò che è avvenuto affinchè la Procura possa verificare l’iter fino ad oggi seguito anche alla luce della mancata applicazione della legge 241 che impone alla controparte soccombente  in questo caso, l’Autorità Portuale di Augusta, di conoscere le procedure che l’Amministrazione Regionale ha intrapreso a suo danno e che avrebbe consentito all’Autorità Portuale di Augusta di intervenire nel procedimento per far valere le sue ragioni, in questo caso stabilite in maniera chiara e incontrovertibile dalla Comunità Europea”.

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