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Augusta | Avvistato elefante a Brucoli

24 Dicembre 2022 | by Redazione Webmarte
Augusta | Avvistato elefante a Brucoli
Cultura
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Il Canale di Brucoli, oltre ad essere un luogo di fascino e bellezza, nasconde anche i resti di un elefante vissuto migliaia di anni fa.

Il canale “Porcaria” tra Carlentini e Villasmundo (anticamente denominato “Pantakyas”) affianca Brucoli per gran parte della sua lunghezza e rappresenta un patrimonio di naturale bellezza. Le numerose grotte lungo il corso del canale, risalenti all’epoca preistorica e utilizzate durante la Seconda guerra mondiale come rifugio, vennero adibite sia come abitazioni sia come luogo di sepoltura dei defunti. Numerose le “bitte” scavate nel calcare e utilizzate ancora oggi per l’attracco di imbarcazioni, la cui fattura potrebbe risalire a età antica (greca o romana), così come confermano alcune fonti greche e latine quali Tucidide, Virgilio e Ovidio. Curiosa anche la presenza lungo il torrente dei resti di un elefante, emersi in seguito alla caduta di rocce dopo abbondanti piogge. L’elefante ha vissuto in Sicilia circa 500.000 anni fa.

Secondo quanto riportato in una nota su Facebook dall’Associazione Storico-Culturale “La Gisira di Brucoli “la splendida valle, ricca di vegetazione e importanti testimonianze preistoriche, custodisce i resti del piccolo elefantino nano che viveva e girovagava per le vallate di Brucoli in compagnia dei suoi simili e con al seguito un bel gruppetto di ippopotami. Nello specifico, il nostro “elefantino nano” risulta essere piu’ giovane dei suoi amici delle Grotte di Spinagallo a Siracusa (Elephas falconeri di circa 500,000 anni ed in bella mostra al Museo Paolo Orsi di Siracusa), in quanto appartenente ad una specie diversa che attesta la sua presenza nel territorio brucolano a circa 200,000 anni addietro e che apparterrebbe alla specie degli Elephas mnaidriensis, anch’essi “nani”, ma con molta probabilità leggermente piu grandi degli amici di Siracusa. La vallata del Porcaria – conclude la nota – custodisce ancora il cranio intero dell’elefante (privato delle sue zanne), qualche tibia, qualche omero e alcune costole di ippopotamo”.

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