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Augusta| Bonifiche, Parisi Legambiente: è grave che per la rada portuale tutto sia fermo al 2008.

22 Settembre 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Bonifiche, Parisi Legambiente: è grave che per la rada portuale tutto sia fermo al 2008.
Attualità
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In tema di bonifiche per l’augustano Enzo Parisi, rappresentante di Legambiente, è positivo il fatto che per quasi il 70% delle aree industriali private (268 ettari su 394) siano stati avviati gli iter di messa in sicurezza e di bonifica, (rimangono ancora alcune migliaia di ettari di aree pubbliche a terra da caratterizzare prima di passare alle successive fasi di messa in sicurezza e di bonifica) ma “è grave lo stallo per le aree a mare e in particolare per la rada di Augusta”.

“In una fase in cui le istituzioni da troppo tempo sono inattive e silenti davanti alle davvero critiche condizioni ambientali e occupazionali della provincia, è encomiabile l’iniziativa di chi ha voluto dar vita a un Patto per la responsabilità sociale. Rendere chiaro il quadro in cui versa il territorio, analizzarne i dati, le cause della crisi. la sua portata e da ciò trovare le indicazioni per proporre un nuovo e diverso modello di sviluppo, è certamente utile per uscire dalla morta gora. Un sasso nello stagno che si spera possa portare risultati  positivi”. Lo dichiara Enzo Parisi, di Legambiente a margine  della tavola rotonda sul tema delle bonifiche, che si è svolta stamattina a Siracusa. “Oggi- sottolinea l’ambientalista –  il Patto ha affrontato la questione delle bonifiche e illustrato lo stato dell’arte attraverso le relazioni degli esperti.  Non ci sono, purtroppo, ragioni per essere troppo ottimisti sulla possibilità di giungere in tempi ragionevolmente “umani” alla conclusione di questa partita” mentre è positivo il fatto che, per quasi il 70% delle aree industriali private (268 ettari su 394) siano stati avviati gli iter di messa in sicurezza e di bonifica, rimangono ancora alcune migliaia di ettari di aree pubbliche a terra da caratterizzare prima di passare alle successive fasi di messa in sicurezza e di bonifica.

Per il rappresentante di Legambiente “è grave che per le aree a mare e in particolare per la rada di Augusta, tutto sia fermo al 2008 benché la caratterizzazione dei fondali marini sia stata eseguita in gran parte e se ne conosca lo stato di contaminazione. In ciò non è esente da responsabilità il ministero dell’Ambiente. I suoi macroscopici errori hanno provocato contenziosi legali e di fatto paralizzato una situazione che invece necessita di interventi ad alto contenuto tecnologico ma a basso impatto ambientale  per evitare perniciosi effetti sulla salute dell’ambiente e delle persone. Non far nulla equivale a lasciare la polvere sotto il tappeto e lasciare in eredità veleni alle generazioni future. Si dice spesso che di soldi per le bonifiche non ce n’è; ci sono però per pagare le centinaia di milioni di euro che ogni anno l’Italia versa alla UE per le sanzioni comminate al nostro Paese in conseguenza delle mancate bonifiche.

Parisi ricorda inoltre che, di recente, si è aggiunta anche la sanzione di 60 milioni di euro l’anno per la mancata depurazione delle acque reflue, soprattutto di quelle dell’isola di Sicilia. “Si fa rilevare – prosegue – che le procedure burocratiche per le indagini, l’analisi e l’approvazione dei progetti di bonifica e i relativi controlli vanno a rilento a causa della carenza di personale della pubblica amministrazione che ha la responsabilità di seguire ben 40 Siti di Interesse Nazionale tra cui il Sin Priolo . Verissimo, ma solo un padre di famiglia sconsiderato e sprecone può continuare a pagare centinaia di milioni di euro di multe piuttosto che pensare ad assumere con una parte di quei soldi qualche migliaio di tecnici (da dislocare in ogni Sin per seguire quotidianamente lo sviluppo dei lavori) per accelerare e risolvere la questione delle bonifiche in tempi che non siano obbligatoriamente biblici. Il Governo – conclude Enzo Parisi – cosa vuole fare? Governare davvero questa partita da buon padre di famiglia o continuare ad interpretare il ruolo dissennato di padre sconsiderato”?

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