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Augusta| Calcio a 5, Maritime: la ricetta dell’italo-brasiliano Lipe Follador

Augusta| Calcio a 5, Maritime: la ricetta dell’italo-brasiliano Lipe Follador
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Brasiliano naturalizzato italiano, classe 1988, fra qualche giorno inizierà la preparazione precampionato agli ordini di coach Rino Chillemi: “Per vincere serve un gruppo unito, lavorare tanto e intensamente”.

Quattro scudetti cuciti sul petto, l’ultimo, conquistato con l’Asti, appena pochi mesi addietro. Ai quali aggiungere i tre tricolori under 21 e ancora ben tre edizioni della Coppa Italia under 21 (trofei vinti in forza al Cl Terni). Biglietto da visita extralusso per Lipe Follador “ultimo” di assoluta qualità e consolidata esperienza. Già nazionale italiano (è in possesso della doppia cittadinanza), nel corso della sua carriera Follador ha centrato quattro scudetti con Marca (2), Luparense e Asti, una Winter Cup (Asti) e anche un campionato di A2 (Acqua e Sapone). In nazionale ha totalizzato 9 presente (di cui 3 con l’under 21), centrando la medaglia d’argento negli Europei del 2008. Già rientrato in Italia, fra qualche giorno inizierà la preparazione precampionato agli ordini di coach Rino Chillemi. Nell’intervista che segue le sue prime dichiarazioni dall’approdo al Maritime Futsal Augusta.

Nella tua carriera hai vinto 4 scudetti italiani con Marca, Luparense e qualche mese addietro con l’Asti. Qual è il tricolore più “inaspettato”?

Lo scudetto più inaspettato è il secondo, vinto con la Marca Futsal (2012-2013). Avevamo una squadra fortissima ma, per vari motivi, non siamo riusciti ad avere un andamento regolare nel corso del campionato. Siamo riusciti ad entrare nei play off, ma a quel punto abbiamo affrontato e battuto, nei quarti, in semifinale e in finale, quelle squadre come Genzano, Asti e Luparense che nel corso del campionato non eravamo riusciti a superare centrando lo scudetto.

E quello più difficile da conquistare?

Quello più difficile da vincere è lo scudetto centrato con l’Asti appena qualche mese addietro. Abbiamo perso gara 1 dei quarti (Genzano), della semifinale (Acqua & Sapone Emmegross) e della finale (Rieti) e quindi per non uscire dalla competizione eravamo obbligati, e ci siamo riusciti, a vincere tutte le gare 2. È stata una situazione difficile, per tre volte abbiamo rischiato l’eliminazione.

Dall’alto della tua esperienza, quali sono gli ingredienti che non devono mancare per centrare gli obiettivi prefissati?

Bisogna riuscire a creare un gruppo unito e lavorare tanto e intensamente tutto l’anno.

Tu hai vinto anche da giovanissimo centrando ben tre Coppe Italia e tre campionati juniores con il Clt Terni. Quale consiglio ti senti di dare ai talenti emergenti?

Io ho vinto tanto e da subito e credo che alla base ci siano tre motivi. Il primo, credo scontato, è che per vincere qualcosa occorre un gruppo forte. Il secondo è che bisogna essere sempre un gruppo di amici: più che compagni di squadra eravamo amici sia dentro che fuori dal campo e questo cambia tanto, principalmente nei momenti difficili. Il terzo motivo è avere sempre un bravissimo allenatore. Il consiglio che do ai giovani è di lavorare tanto, ci saranno sicuramente dei momenti non piacevoli ma è in questi momenti che si deve lavorare ancora di più. Darei anche un altro suggerimento. È quello che mi ha fatto crescere di più: occorre ascoltare tantissimo i consigli che si ricevono dai giocatori più esperti.

Conosci qualcuno dei tuoi nuovi compagni?

L’unico con il quale ho già giocato insieme è Eric, ma conosco tanti dei nuovi compagni: ci siamo scontrati alcune volte nei campionati e credo non sarà difficile di fare amicizia con tutti.

Quanto sarà difficile ambientarti in un campionato assai diverso, come la Serie B?

Spero che non sarà difficile, sono sicuro che se riusciremo a costruire un gruppo di amici diventerà tutto facilissimo.

Fra i tanti trofei vinti (campionati, scudetti under 21, Coppa Italia) qual è quello al quale tieni di più? E perché?

Tutti i trofei che ho vinto hanno qualcosa di diverso uno dall’altro, mi ricordo dei dettagli di tutti e sono legato a tutti, dal primo all’ultimo. Forse quello che mi ricordo di più è il campionato che non ho vinto, l’Europeo under 21 che abbiamo perso contro la Russia nei supplementari.

Conosci la città Augusta?

Non conosco Augusta, sono andato a giocarci alcune volte ma ho conosciuto solo il palazzetto: ho già sentito alcuni amici come Junior che ha parlato benissimo della città.

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