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Augusta | Carcere di Brucoli. Allarme dei sindacati

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Augusta
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I segretari provinciali Salvatore Argento dell’Uspp, Fabio D’Amico Fns Cisl, Massimiliano Di Carlo Fsa Cnpp, Salvatore Boscarino Cgil Fp, Sebastiano Bongiovanni Sippe in una nota unitaria inviata al Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria per la Regione Sicilia lamentano la scelta di aver trasferito i detenuti dal piano terra blocco 1 alla settima sezione.

IL COMUNICATO: “Egregio Provveditore, le scriventi OO.SS., pur rilevando un barlume di luce in quel di Augusta carcere circa l’interesse che l’Amministrazione centrale ha mostrato sulle problematiche strutturali, disponendo la chiusura del Piano terra Blocco 1 per inagibilità, il mancato provvedimento di trasferire in altri istituto i detenuti sfollati dal predetto reparto, ha creato seri problemi gestionali e aggravio di lavoro per il personale di Polizia Penitenziaria. L’aver spostato dal Piano terra blocco 1 alla 7^ sezione i detenuti non sembra essere stata la scelta migliore.

Il concentramento di utenti, tra l’altro di diverse tipologie, molti particolarmente problematici, hanno determinato, infatti, una situazione pressoché “esplosiva” presso la sezione 7^. Oltre ai problemi di convivenza venutisi a creare tra i detenuti allocati presso la 7^ sezione, dovuti a svariati fattori, la gestione del reparto, anche sulle ordinarie dinamiche riguardanti la vita quotidiana del carcere, è diventata un problema serio e di cui l’Amministrazione se ne deve fare carico. Basti pensare che per consentire a tutti i detenuti presenti presso la 7^ sezione la fruizione dell’ora d’aria presso il cortile passeggi, il personale adibito a tale servizio, se non vi è possibilità di cambio per carenza di personale (cosa, purtroppo, all’ordine del giorno) non può effettuare la pausa pranzo. E non parliamo di cosa può determinare il ritardo nell’immissione ai cortili passeggio dei detenuti in questione, tenuto conto dello stress, tal volta anche oltremodo, che alcuni soggetti esagitati manifestano per rappresentare le proprie ragioni.

È professionalmente demotivante la “bolgia” in cui è costretto a lavorare il poliziotto penitenziario addetto al servizio di vigilanza ed osservazione della sezione 7^, il quale, spesso, deve anche occuparsi di vigilare su altri reparti detentivi adiacenti ( 8^ sezione, 7^ sezione, semilibertà 2, e rotonda 7^ e 8^ vedasi mod. 14/A ) . Vi è di più se si rammenta che proprio la 7^ sezione (che è sita al Piano terra del blocco 2) tempo addietro fu chiusa per inagibilità dovuta a problematiche strutturali provenienti dai sotterranei, salvo poi risultare magicamente agibile previo ennesimo intervento dell’ufficio tecnico. Una situazione questa che a tutt’oggi le scriventi OO.SS. ritengono piuttosto anomala.

Egregio Provveditore, non vogliamo andare oltre sebbene sulle condizioni strutturali della Casa di Reclusione di Augusta, di problemi, come Le sarà noto, se ne potrebbero elencare a iosa. Riteniamo che la precedente Direzione, che aveva impostato il lavoro a squadra, era riuscita a far comprendere all’Amministrazione la reale condizione strutturale in cui cerava la Casa Reclusione di Augusta, altrimenti non si potrebbe spiegare il perché era riuscita ad ottenere – giustamente – la chiusura di metà blocco detentivo (3 sezioni) in attesa di effettuare i necessari lavori di ripristino della sicurezza strutturale e adeguamento alle vigenti normative.

Eppure, ancora oggi, qualcuno – irragionevolmente – osa criticare la “vecchia gestione”. Il lavoro in squadra, del resto, ha a suo vantaggio il poter approfittare di conoscenze, abilità, predisposizioni diverse. Concetto fondamentale che, evidentemente, non tutti possono (…..o vogliono) comprendere. È di tutta evidenza egregio Provveditore che da due anni a questa parte, ed in particolar modo dallo scorso marzo 2020, la Casa di Reclusione di Augusta è diventato un “porto di mare” e ciò che sconvolge particolarmente è il non aver rilevato l’interesse da parte dei vertici che attualmente dirigono l’istituto nel rappresentare all’Amministrazione centrale che le condizioni reali della struttura che, in gran parte, ancora non è stata state adeguata alle vigenti normative (rif. reg. esec. del 2000). Nondimeno, dalle lagnanze del personale, più volte partecipate a codesto provveditorato tramite le OO.SS., e dalle dinamiche quotidiane che si manifestano presso la Casa di reclusione di Augusta, è lapalissiano che non sia stato fatto nulla di concreto per stemperare la tensione da parte dell’utenza verso il personale, spesso dovuta a questioni rimediabili ma che, evidentemente, a qualcuno, non interessa risolvere (migliorare tempi di consegna pacchi, avviare attività trattamentali come fatto in precedenza, fornire regolarmente gli ordinari servizi evitando ritardi a causa di carenza di personale e/o sovrapposizioni di orari (es. vedasi tabella orari passeggi 7^ sezione, ecc). A tal proposito si rimanda alla nota n. Circolare n. 3689-6139 del 23 luglio 2020 “Aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria”, la quale, soprattutto nella parte riguardante il personale vittima di aggressione, non sembra essere stata rispettata da parte delle figure verticistiche della struttura megarese, nonostante i contenuti descrivano in maniera inequivoca il modus operandi che i Dirigenti del carcere devono attuare per sostenere moralmente il personale vittima dell’aggressione. Se poi si pensa anche al fatto che i dipendenti, a seguito dell’aggressione si sono dovuti rivolgere al proprio legale di fiducia per vedersi riconoscere l’applicazione del c.d. Modello C, questo la dice lunga su quale supporto hanno avuto le vittime di aggressione dalla Direzione della C.R. di Augusta. Eppure, la circolare dipartimentale in esame, è stata emanata nel luglio 2020. In definitiva, – considerata la carenza organica endemica che vive il penitenziario di Augusta, – le difficoltà oggettive per il personale presente di operare nel benessere e, comunque, in sicurezza, – le problematiche rilevanti, determinate da una gestione singolare dell’istituto da parte degli attuali i vertici (di cui Ella Provveditore ha avuto importanti e numerose segnalazioni, anche recenti), – visto, altresì, il crescente numero di detenuti assegnati alla Casa Reclusione di Augusta, molti con seri problemi psichiatrici, e l’anomala promiscuità di soggetti concentrati presso la sezione 7^, LE SCRIVENTI OO.SS. chiedono da parte Sua un autorevole intervento finalizzato a sfollare l’istituto, soprattutto di parte dei soggetti problematici e disporre la chiusura di ulteriori sezioni detentive, del medesimo blocco, così come era stato fatto in passato, il tutto in attesa di effettuare i necessari lavori di risanamento e adeguamento secondo le vigenti normative. Si resta in attesa di sollecito riscontro e, nell’occasione, si ricorda a codesto Provveditore che ad oggi, dalla chiusura dell’ultima riunione, (del 24/03/2021) dei provvedimenti che la Direzione della Casa Reclusione di Augusta avrebbe dovuto revocare e/o modificare non ha fatto nulla. Eppure sono trascorsi abbondantemente i tempi a cui si era fatto riferimento ed entro i quali la Direzione avrebbe dovuto ottemperare a quanto da Lei, egregio Provveditore, indicato su richiesta delle OO.SS.

Invero una cosa è stata fatta: mentre il giorno della riunione la Direttrice aveva dichiarato apertamente di aver sistemato, seppur in parte, le telecamere rispetto alle violazioni che erano state fatte rilevare dalle sigle sindacali, all’indomani delle medesima riunione, la stessa Direttrice, ha ordinato di riposizionare le telecamere nella posizione oggetto di contestazione, ovvero, puntandole nuovamente direttamente sulla postazione del lavoratore (box agenti e sala Giudici Avvocati).

Trattasi di controllo a distanza del dipendente, modalità non prevista per legge e che per tanto sarà oggetto di prossima denuncia da parte delle scriventi sigle sindacali presso le sedi opportune. Ai Magistrati di Sorveglianza per doverosa conoscenza e per quanto di propria competenza; Ai rappresentati Legge sicurezza ( n. 81/2008) per i necessari interventi di competenza; Agli Organi di stampa per la massima diffusione ritenendo fondamentale che l’opinione pubblica e la politica vengano a conoscenza delle difficoltà oggettive in cui lavora la Polizia Penitenziaria e le conseguenze che tali condizioni determinano sul sistema penitenziario; Alle segreterie sindacali Nazionali e Regionali affinché le stesse non facciano mancare il necessario supporto a tutela dei lavoratori e per dar corso alle procedure di cui all’art. 28 della Legge 300 del 1970 (Statuto dei lavoratori). Siamo certi che Ella Provveditore darà il giusto peso ai contenuti della presente. Si resta in attesa di sollecito riscontro e si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti”.

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