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Augusta | Carrubba non ha diffamato Di Franco: il Gip ha archiviato querela

Augusta | Carrubba non ha diffamato Di Franco: il Gip ha archiviato querela
Cronaca
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Il Gip di Siracusa ha accolto la richiesta della Procura e ha prosciolto l’ex sindaco Massimo Carrubba, emettendo ordinanza di archiviazione dall’accusa di diffamazione aggravata nei confronti di Mimmo Di Franco, all’epoca dei fatti presidente del consorzio “Auruca” che tre anni fa lo querelò perché da egli definito, con linguaggio colorito “persona servile del sindaco Di Pietro che aveva libero accesso a palazzo di Città“.

L’ex sindaco, Massimo Carrubba, non ha diffamato Mimmo Di Franco. Il Gip ha accolta la richiesta di archiviazione della Procura. Di Franco, all’epoca dei fatti presidente del consorzio “Auruca”, che gestisce il palazzetto dello sport di Brucoli, nel dicembre del 2017 lo querelò perché nel corso di una conferenza pubblica, tenuta a palazzo Zuppello il 5 dicembre del 2017  l’ex primo cittadino di Augusta con linguaggio colorito,  definì Di Franco persona servile nei riguardi del sindaco Di Pietro, e che avrebbe avuto allora libero accesso al palazzo municipale, nonostante fosse imparentato con un augustano in quel periodo imputato in un processo per reati associativi di tipo mafioso.

A divulgare l’archiviazione della querela è Massimo Carrubba tramite post su Facebook dove l’ex sindaco non scriveva dal periodo delle elezioni.  Post che di seguito riportiamo interamente. “Nell’ ottobre 2020 ho perso le elezioni e le ho perse pure malamente. La mia è stata una sconfitta secca e a nulla vale avanzare ragioni per giustificarla. Il Popolo sovrano si è espresso, ha scelto e dunque i cittadini hanno ragione, sempre. Però, consegnate alla storia le ultime elezioni comunali, alcune “vicende/fatti” di questa città risalenti agli anni scorsi sono rimasti in sospeso e vanno se non chiariti, quanto meno raccontati. E quindi cominciamo con la prima vicenda: Mimmo Di Franco, subito dopo la conferenza stampa che tenni il 5 dicembre del 2017, sentendosi diffamato, annunciò urbi et orbi che mi avrebbe denunciato. Io replicai dicendo che, qualora indagato, mi sarei difeso nelle sedi competenti. E così è stato.  In effetti Mimmo Di Franco si recò in Procura e mi querelò.

La Procura di Siracusa aprì un fascicolo, ipotizzando a mio carico il reato di diffamazione aggravata. Per oltre 3 anni sono stato sottoposto ad indagini. Interrogato, a mia difesa, ho riferito all’autorità giudiziaria fatti inconfutabili ed ho prodotto anche una corposa documentazione, tra cui una significativa “antologia” dei numerosi post pubblicati dal Di Franco su facebook a sostegno dell’ex sindaco di Augusta Di Pietro. Ora, non sarebbe spettato a me dare notizia dell’epilogo della vicenda ma a Mimmo Di Franco. Visto che non lo ha fatto, lo faccio io. Mimmo Di Franco avrebbe dovuto dirvi che subito dopo il mio interrogatorio (gennaio 2018), la Procura di Siracusa aveva chiesto (febbraio 2018) l’archiviazione della sua querela. Mimmo Di Franco avrebbe dovuto anche raccontare della sua opposizione alla richiesta di archiviazione (gennaio 2019).

Lo stesso Di Franco avrebbe dovuto poi informarvi che il 9 febbraio 2021 il Giudice per le indagini preliminari di Siracusa ha respinto la sua opposizione, ha accolto la richiesta della Procura e, quindi, mi ha prosciolto emettendo ordinanza di archiviazione. Dunque, io non ho diffamato Mimmo Di Franco. Converrete con me: se la sua denuncia fosse sfociata nel mio rinvio a giudizio, penso che Mimmo Di Franco non avrebbe esitato un attimo a “sbandierarlo” su facebook; forse avrebbe persino fatto volantinaggio in piazza Duomo. Quando ci si atteggia a personaggi pubblici, penso che bisogna poi essere consequenziali in ogni caso, sia quando le notizie da comunicare sono piacevoli sia quando non lo sono”.

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