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Augusta | Castello Svevo: avviati i lavori con la demolizione delle mura novecentesche

Augusta | Castello Svevo: avviati i lavori con la demolizione delle mura novecentesche
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Sono iniziati da alcuni giorni gli interventi di restauro del Castello Svevo, consegnati all’impresa nel maggio dello scorso anno e preceduti da una serie di indagini. Altri studi sono ancora in corso per preservare le sopraelevazioni realizzate alla fine del 1.800. Intanto gli interventi sono stati avviati con la demolizione di parti del corpo di fabbrica insistenti nella piazza della Torre Bugnata.

A distanza di quasi un anno dalla consegna dei lavori all’impresa, sono stati avviati gli interventi di restauro e consolidamento strutturale del Castello svevo. Nelle scorse settimane il cantiere ha preso corpo con l’installazione dei ponteggi mentre da alcuni giorni si vedono i camion con gli operai.  In corso la demolizione delle murature novecentesche. Si tratta di parti del corpo di fabbrica insistenti nella piazza della Torre bugnata. Altre porzioni dello stesso corpo furono già abbattute diversi lustri fa per liberare la piazza della Torre bugnata da questi corpi edificati nei primi decenni del 1900 e restituirla alla pubblica fruizione.Per cercare di coniugare le esigenze progettuali con le istanze della comunità e dell’associazionismo locale, questi ultimi contrati all’abbattimento delle sopraelevazioni realizzate alla fine del 1.800 quando nell’antico maniero venne creata una struttura penitenziaria, oltre alle indagini già eseguite e non ancora rese ufficialmente note, sarebbero in corso ulteriori studi e verifiche nel tentativo di preservare alcune parti delle sopraelevazioni che garantirebbero anche la stabilità del monumento. Sembrerebbe, infatti, che sia stato dato incarico ad un professionista per maggiori ragguagli circa la delicata situazione delle strutture.

L’assessore alla Cultura e all’Identità siciliana, Alberto Samonà, intende infatti tenere fede all’impegno assunto in più occasioni e anche alla consegna dei lavori. Consegna avvenuta nel maggio del 2021 in presenza dell’esponente del governo Musumeci che rassicurava la cittadinanza e alcune associazioni, che avevano manifestato sin dall’inizio preoccupazioni, asserendo che la Regione fosse intenzionato a salvare le parti storiche (ottocentesche) di cui si paventava il rischio di demolizione e a consentire che quello del castello fosse un restauro filologico, ma che, allo stesso tempo non stravolgesse la fisionomia che conosciamo. Il restauro del Castello svevo sarà eseguito dalla   Lares che tra 130 imprese partecipanti alla gara d’appalto si è aggiudicata gli interventi e che tra i lavori già eseguiti vanta il restauro del Ponte di Rialto a Venezia e quello dell’Arena di Verona (con interventi operati anche a Segesta e ai giardini Bellini di Catania).

Si tratta del primo stralcio funzionale del progetto di consolidamento, restauro e fruizione dell’antico maniero, finanziato col fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020. “Patto per il Sud”.  Il risultato atteso nell’immediato è quello: “di fermare il degrado e mettere in sicurezza il monumento. Il totale recupero dell’ala federiciana, a ovest, del castello, adeguatamente restaurata e resa funzionale, offrirà un luogo culturale a uso della pubblica fruizione. Saranno restituiti a questo scopo   anche la corte interna e la piazza d’armi. L’intervento prevede lo scavo archeologico che permetterà di verificare la presenza di un insediamento più antico rappresentante l’acropoli di una città greca, quella Xiphonia, citata dalle fonti antiche.

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