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Augusta | Castello Svevo per Archeoclub necessarie le ispezioni

Augusta | Castello Svevo per Archeoclub necessarie le ispezioni
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Non cala l’attenzione sul Castello svevo. Archeoclub d’Italia Aps sede di Augusta ha ribadito ancora una volta la sua posizione che è quella si sosteniamo il mantenimento delle stratificazioni storiche, come testimonianze tecnologiche e linguistiche, al netto di quelle che si debbono eliminare in quanto superfetazioni che compromettono la struttura e determinano degradi. Necessarie le ispezioni.

“Sosteniamo il mantenimento delle stratificazioni storiche, come testimonianze tecnologiche e linguistiche, al netto di quelle che si debbono eliminare in quanto superfetazioni che compromettono la struttura e determinano degradi. Sosteniamo l’innesto di elementi contemporanei che debbono risolvere criticità strutturali e funzionali mantenendo evidente lo scarto tra modernità e memoria coerentemente alle carte del restauro da quella di Atene a quella di Cracovia secondo la prassi del restauro che afferisce alle teorie di Giovannoni e Brandi”. E’ quanto afferma Mariada Pansera, presidente della locale sede di Archeoclub d’Italia. Posizione ribadita nella seduta di Consiglio comunale monotematico sui lavori di restauro e ristrutturazione del maniero federiciano. Posizione già dichiarata nella nota di giugno 2020 indirizzata alla Soprintendenza di Siracusa e nell’incontro on line con amministrazione comunale, soprintendenza e assessorato regionale tenutosi il 2 dicembre 2020, la propria posizione circa i lavori di restauro e ristrutturazione previsti per il Castello Svevo di Augusta.

Rifererisce ancora una volta che nel piano di demolizione del progetto e, specificatamente, ai capitoli 3 “Tipo di struttura dell’edificio” e 4 “Stato di Conservazione dell’edificio” è riportato come non siano state effettuate ispezioni in alcune zone del complesso affidandosi “ ad indagini propedeutiche svolte in passato” , Pansera ricorda che, nel frattempo, la tecnologia ha progredito, mettendo a disposizione tecnologie diagnostiche che, se utilizzate per tempo, avrebbero sicuramente dato tutte quelle risposte che ad oggi mancano e avrebbero aiutato a non arrivare all’ultimo momento, a lavori appaltati, per la ricerca di una soluzione meno drastica rispetto alle demolizioni; ha ricordato il suggerimento dato a dicembre circa la possibilità, al fine di contenere il numero delle demolizioni, di intervenire non solo con un’azione di alleggerimento dall’alto ma anche con un’azione di consolidamento e potenziamento dal basso e per questo propose l’installazione di barriere soffolte; in questa seduta consiliare propone le cosiddette Deep injection, un sistema che consiste in una iniezione di materiale espansivo all’interno del terreno con lo scopo di consolidarlo, incrementando la capacità portante sotto le fondazioni. Ne elenca alcuni vantaggi quali, ad esempio, il fatto che questa tecnica non altera la struttura sovrastante, non genera vibrazioni ma soprattutto è molto economico rispetto ad altre soluzioni, lo smaltimento di rifiuti dopo le demolizioni ad esempio, determinando, quindi, un risparmio sui fondi destinati.

Mariada Pansera sottolinea come nel computo del progetto siano previsti scavi archeologici esclusivamente nel cortile interno e in parte della Piazza d’armi e chiede. “Per ciò che concerne lo scavo manuale all’interno degli ambienti del pianterreno, per il consolidamento delle fondazioni e successivo riempimento a vespaio, sono previste indagine archeologiche preventive o, quantomeno, la sorveglianza archeologica di personale qualificato ( archeologo specialista) durante il cantiere, come da normativa D.lgs. 50/2016?”. Esprime soddisfazione nell’apprendere che la proposta di Archeoclub circa la necessità di nuove indagini diagnostiche sia condivisa dall’assessorato regionale ribadendo, ancora una volta, di riporre fiducia su quanto dichiarato dall’assessore Alberto Samonà durante l’intervista rilasciata il 22 febbraio scorso. Esprime, infine, gratitudine nei confronti dei soci, nonché tecnici competenti, di Archeoclub d’Italia Aps sede di Augusta, per il lavoro e gli studi svolti in merito a questo argomento ma, soprattutto, per lo spirito di squadra e associazionismo dimostrato, Carlo Veca, archeologo, Stefania Serra, geologo, Giancarlo Zurzolo, architetto, Simona Sirugo, archeologo.

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