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Augusta| Celebrato il 4 Novembre nei comuni aretuseo e megarese

4 Novembre 2019 | by Redazione Webmarte
Augusta| Celebrato il 4 Novembre nei comuni aretuseo e megarese
Attualità
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Davanti al Milite Ignoto si è svolta nella tarda mattinata di oggi ad Augusta la cerimonia del 4 Novembre, giorno dell’unità nazionale e la giornata delle forze armate. Giornata celebrata anche a Siracusa al Pantheon e nel piazzale antistante la Capitaneria di porto.

Una corona d’alloro, benedetta da don Corrado Pantò, primo cappellano militare è stata deposta davanti al monumento dei Caduti di piazza Castello dal vice prefetto vicario in sede vacante di Siracusa, Filippo Romano, dal contrammiraglio Andrea Cottini, comandante marittimo Sicilia e dal sindaco Cettina Di Pietro, stamattina al culmine della cerimonia per celebrare il 4 Novembre, giorno dell’unità nazionale e la giornata delle forze armate, che si è svolta davanti a cittadini e scolaresche dei 4 istituti comprensivi di Augusta: “Principe di Napoli”, “Orso Mario Corbino”, “Salvatore Todaro” e  “Domenico Costa”. “Oggi ricordiamo quali sacrifici siano stati compiuti, quanti soldati e civili hanno perso la vita nel tentativo di realizzare quell’unità nazionale che mancava all’Italia da secoli. Il senso di appartenenza a una Nazione, a un popolo ad uno Stato a una Regione  – ha sottolineato il sindaco Di Pietro – non dovrebbe mai mancare ad alcuno. Abbiamo una storia comune un passato glorioso, una lingua e una tradizione letteraria e artistica che non possono non farci sentire orgogliosi della nostra unità così faticosamente conquistata difficile da mantenere. La mia riflessione, dunque, per tutti i presenti è quella che nessuno dimentichi chi siamo, da dove siamo arrivati fino a oggi e dove vogliamo condurre il nostro Paese. Questa giornata ci serve per ricordare e per meditare sul senso profondo che anima il nostro essere italiani prima ancora che cittadini”.

“A nome della Marina militare che mi onoro di rappresentare in Sicilia e in particolare nella città di Augusta – ha detto il contrammiraglio Cottini – con la cerimonia di oggi celebriamo la fine della prima guerra mondiale e soprattutto la giornata dell’unità nazionale e delle forze armate. Rendiamo omaggio al valore e alla dedizione di tanti uomini che hanno pagato con il sacrificio della vita per la consacrazione di uno Stato libero e indipendente. Il compito delle forze armate ieri come oggi è quello di tutelare la libertà, la sicurezza e gli interessi del popolo italiano. Ogni giorno gli uomini e le donne delle forze armate concittadini in uniforme sono impegnati nell’assolvimento del proprio servizio verso la collettività sia in Italia dove garantiscono controllo del territorio, sicurezza e concorso alle istituzioni sia nelle aree di crisi all’estero dove contribuiscono a fornire protezione, stabilità, assistenza e speranza per gente in difficoltà. Un caloroso saluto e un sincero ringraziamento alle scolaresche e ai dirigenti scolastici che oggi hanno voluto partecipare a questa cerimonia per condividerne l’importanza storica e civica”.

“La nuova linea del Piave è contro la follia, contro il terrorismo e contro il fanatismo che lo alimenta e che serpeggia anche in ambiti apparentemente meno violenti con quella comunicazione sui media tradizionali e i social media, troppe volte ispirata a banalizzazioni e strumentalizzazioni. Ma è anche una linea del Piave contro la prepotenza quella dei forti e dei violenti che opprimono i deboli e i pacifici, contro la violenza della mafia, quindi della sopraffazione, delle estorsioni e pure contro la violenza serpeggiante dei comportamenti iattanti e minacciosi che troppo spesso si diffonde come un veleno inoculato nella vita sociale e nelle relazioni economiche e persino in quelle politiche. Il 4 novembre celebra dunque la capacità di resistenza e di vittoria di fronte alle sfide più spaventose apparentemente invincibili. All’epoca la sfida era quella contro l’impero asburgico, l’impero che per secoli aveva dominato la storia italiana incutendo soggezione e timore ai piccoli Stati che componevano un’ Italia divisa e discorde, ma oggi la sfida sono le minacce che attentano ai nostri successi sociali e culturali e al nostro modello di vita democratica e che stavolta devono trovare il Paese non più diviso e discorde ma unito come in quel 1918 magari lungo una linea del Piave molto più frastagliata e complicata, una linea che passa anche all’interno del nostro Paese e delle nostre coscienze”. Questa la parte finale del discorso del vice prefetto il quale prima della cerimonia di Augusta ha presenziato alle celebrazioni del 4 Novembre a Siracusa insieme con il comandante di Marisicilia e il sindaco del capoluogo aretuseo Francesco Italia.

A Siracusa la cerimonia si è tenuta al Pantheon, alle 9,30, dove è stata deposta una corona d’alloro per ricordare i caduti. Alle 10, nel piazzale antistante la Capitaneria di Porto si è svolta la cerimonia interforze di commemorazione del “Giorno dell’Unità Nazionale” e della “Giornata delle Forze Armate”. Oggi per l’occasione ad Augusta è possibile visitare il pattugliatore Comandante Bettica del Comando forze da pattugliamento per la sorveglianza e la difesa costiera (Comforpat) ormeggiato alla banchina Tullio Marcon fino alle 17.

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