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Augusta| Celebrazioni centenarie di San Francesco di Paola: da Roma il messaggio alla città

29 Ottobre 2019 | by Redazione Webmarte
Augusta| Celebrazioni centenarie di San Francesco di Paola: da Roma il messaggio alla città
Attualità
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Celebrazioni centenarie di San Francesco di Paola, avviate da un evento promosso dalla Società augustana di storia patria:  da Roma il messaggio alla città di Augusta.

Un evento promosso dalla Società augustana di storia patria ha dato, di fatto, inizio anche in Augusta alle celebrazioni del V centenario della canonizzazione di San Francesco di Paola (1519 – 2019) e del III centenario della ricostruzione della chiesa del Santo in Augusta dopo il sisma del 1693 (1719 – 2019). L’iniziativa, inserita nell’ambito del “Festival della Storia Patria, storie e Storia di Augusta” si è  svolta nei giorni scorsi e ha avuto come tema “La Chiesa di San Francesco di Paola in Augusta” con una relazione del Giuseppe Cassisi , il quale ha conseguito la laurea proprio con una tesi in architettura su questo edificio di culto dell’Ordine dei Minimi e che a seguito delle leggi eversive del 1866 è divenuto proprietà del Fec La serata si è aperta con il saluto del presidente della Società di storia patria Giuseppe Carrabino che, nell’esprimere gratitudine nei confronti del parroco don Francesco Scatà per la disponibilità e la collaborazione ha rammentato come la Società augustana di storia patria abbia avuto la concessione del logo per le celebrazioni centenarie di San Francesco di Paola con un approfondito articolo di padre Carlo Raponi, rettore della chiesa di San Francesco di Paola a Roma e responsabile dell’archivio dell’ordine. Padre Raponi ha proposto una lettura delle tre formelle dell’altare maggiore della chiesa di Augusta attingendo ad inedite informazioni archivistiche. Il lavoro è stato pubblicato sull’ultimo numero del Bollettino della Società Augustana di Storia Patria.

Nel suo intervento Carrabino ha dato lettura del messaggio inviato alla Società di Storia Patria dal Correttore Generale dei Minimi padre Gregorio Colatorti, un messaggio per la Città di Augusta che è un invito “a continuare la memoria del Santo Paolano incarnandone il suo messaggio di conversione, di liberazione e di carità”. Il complesso conventuale dei Minimi, ha detto Cassisi nel suo intervento, fu edificato a partire dal 1639 e distrutto nel sisma del 1693. La ricostruzione fu completata nel 1719 come si evince dall’epigrafe posta sul portale maggiore. Cassisi ha descritto le fasi costruttive, la possibile configurazione del convento prima e dopo il sisma, ed ha concluso narrando gli aspetti peculiari della devozione che Augusta nutre per il Santo ma soprattutto per la Vergine Addolorata. Una devozione quella mariana che si esprime nel corso dell’anno con i “sabati dell’Addolorata” e che raggiunge il culmine nella Settimana di Passione con la vestizione del seicentesco simulacro della Soledad, i vespri e il panegirico che di fatto danno inizio alla Settimana Santa quando il Venerdì il simulacro è portato in processione al seguito del Cristo morto. A conclusione padre Scatà ha sottolineato l’impegno della Società augustana di Storia Patria per il prezioso contributo nel rinnovare la passione per la storia e per la tradizione religiosa di Augusta auspicando maggiori occasioni di confronto su questi temi che non possono che avere la finalità di imparare ad amare la città in cui viviamo.

Riportiamo di seguito il messaggio alla Città di Augusta di padre Gregorio Colatorti, correttore generale dei Minimi:  “A voi tutti “la grazia e la pace di Gesù Benedetto”. Da più di cinquecento anni queste parole del nostro Santo Padre Francesco risuonano nel cuore dei suoi Figli, devoti, amici. Il l maggio 1519 Papa Leone X presentava Francesco di Paola modello di santità, cioè di vita convertita e orientata tutta in Dio, di vita umana pienamente realizzata in Cristo Gesù (cfr. Rm 13,14; Col 3, 12-17). Ancora oggi si rimane conquistati e trascinati da Francesco che mai ha disgiunto l’amore per Dio da quello verso il suo prossimo, ponendosi a servire il primo come l’ultimo di suoi frati, il povero come il ricco, nell’intento di favorire il loro bene. Lasciamoci perciò illuminare o meglio provocare da questo astro luminoso, così è definito nella Bolla di Canonizzazione Excelsus Dominus.

Ricordiamoci che i santi non sono modelli da ammirare o protettori cui rivolgersi per le necessità, ma sono amici, compagni che testimoniano il Cristo risorto che cammina  con  noi: uomini, cristiani che hanno pienamente realizzato la vocazione battesimale. Essi ci dicono che anche noi possiamo percorrere la strada del Vangelo scommettendo l’esistenza non a partire da noi stessi, ma puntando tutto su Dio, abbandonati totalmente all’azione dello Spirito. Quale correttore generale, in questa particolare circostanza in cui voi augustani ricordate il III centenario della ricostruzione della chiesa di San Francesco di Paola dopo il terremoto del 1693 invito voi tutti a continuare la memoria del Santo Paolano incarnandone il suo messaggio di conversione, di liberazione e di carità. Il profeta di Dio, sempre accogliente verso tutti, lancia ancora la sua parola. libera, forte, sincera, ma carica di amore e speranza per la vostra chiesa di cui è protettore ed emblema e per ogni fedele che a lui si avvicina e si rivolge. Attorno  alla sua persona  si possano ritrovare le proprie  radici umane e cristiane per dare senso  alla  storia e per  proseguire con  slancio  rinnovato  nel  cammino  di  un vero e autentico sviluppo. Rivolgo, ai convenuti. alle autorità religiose e civili, a voi tutti l’augurio di riscoprire attraverso il V Centenario della Canonizzazione i valori che ci fanno crescere in umanità e dignità vivendo questo grande avvenimento  con la convinzione del nostro  Santo: “a chi ama Dio tutto è possibile”.

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