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Augusta| Centraline rilevamento inquinanti inattive: lo riferisce l’Arpa a Legambiente

7 Dicembre 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Centraline rilevamento inquinanti inattive: lo riferisce l’Arpa a Legambiente
Attualità
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Centraline fuori servizio. Lo comunica l’Arpa in risposta a una richiesta di Legambiente. L’Agenzia regionale protezione ambiente ha proposto al Comune  lo spostamento della stazione di rilevamento inquinanti che si trova all’interno dei giardini pubblici e attende risposta.

Le centraline di rilevamento sostanze inquinanti sono spente. Lo fa sapere l’Arpa in risposta a una richiesta di Legambiente su miasmi mefitici, reti di monitoraggio e piano qualità dell’aria. L’associazione invita  l’amministrazione regionale e quelle comunali interessate a opporsi all’impugnativa delle aziende petrolifere al Piano della qualità dell’aria e si dichiariamo, disponibili e pronti a intervenire nei giudizi amministrativi per contrastare la cancellazione di uno strumento così importante per la salute dei cittadini. Il problema rappresentato nei giorni scorsi dai consiglieri comunali di Attiva Mente, Biagio Tribulato e Angelo Pasqua esiste, così come i dubbi espressi sull’attività delle centraline.

In risposta a una precisa richiesta di Legambiente, l’Agenzia regionale protezione ambiente ha confermato che le tre centraline Arpa di rilevamento dell’inquinamento atmosferico ubicate sul territorio di Augusta sono fuori servizio. In merito alla centralina dell’area urbana Arpa  comunica che: “Per quanto concerne la stazione che si trova nella villa di Augusta a maggio 2018 e successivamente a luglio Arpa Sicilia ha proposto al Comune di Augusta lo spostamento della stazione. In attesa di risposta da parte del Comune megarese Arpa Sicilia ha procrastinato, finora, l’intervento di manutenzione necessario all’analizzatore Thc di tale centralina, non rientrante nel programma di valutazione (Pdv). Per tale motivo tale stazione risulta non funzionante dal mese di settembre”.

Per quanto riguarda le centraline poste in zona industriale comunica che: “le stazioni Augusta – Marcellino (ex Sasol) e Augusta Megara, anch’esse non rientranti nel programma di valutazione (Pdv) sono fuori servizio rispettivamente da giugno e da agosto e per tali centraline è stata attivata richiesta di manutenzione straordinaria”. “Per quanto a noi appaia poco chiaro il perché le centraline non siano comprese nel Programma per la valutazione della qualità dell’aria (PdV) non bisogna in ogni caso sottovalutare che i dati da esse rilevati sono particolarmente significativi ed indicativi della compromissione della qualità dell’aria della zona. Basti pensare che nel 2017 le centraline hanno rilevato picchi di benzene di 76 μg/m3 a Megara e 266μg/m3 in C.da Marcellino, stazione questa dove si registra il superamento della media oraria di 20μg/m3  per ben 275 volte in un anno con il conseguente risultato della media annua più elevata (3,99μg/m3) dell’intera rete regionale. Megara si piazza “seconda” in classifica con 45 superamenti della media oraria di 20μg/m3”. Queste le dichiarazioni di Enzo Parisi, Pippo Giaquinta e Paolo Tuttoilmondo, appartenenti rispettivamente ai circoli di Legambiente, “L’Anatroccolo” di Priolo Gargallo, Chico Mendes di Siracusa, nonché componenti del consiglio direttivo di Legambiente Sicilia

I tre  ambientalisti ritengono indispensabile e urgente, oltre che logico e ragionevole, che le centraline in questione siano mantenute efficienti e in costante servizio anche perché, al di là del PdV, esse possono e devono svolgere una funzione “sentinella” di cui a nessuno può sfuggire l’importanza. “In questo perdurante periodo di incessanti odori che molestano le popolazioni del quadrilatero industriale – aggiungono – se non si vogliono alimentare isterismi, speculazioni politiche e strumentalizzazioni delle sacrosante proteste dei cittadini esasperati  occorre che, con la dovuta responsabilità alla quale le richiamiamo, le istituzioni locali e nazionali facciano la loro parte: attuando con la massima celerità quel Piano di Tutela della qualità dell’aria atteso da fin troppo tempo; implementando la legislazione laddove carente sulle sostanze non normate come da oltre un decennio richiesto da Legambiente e, più di recente, anche da Arpa Sicilia; favorendo e/o imponendo quegli aggiornamenti del processo di produzione industriale che elimini l’emissione in ambiente di pericolosi inquinanti come il benzene (C6H6 è una sostanza altamente cancerogena per la quale l’OMS non ha stabilito alcuna soglia minima al di sotto della quale non esiste pericolo per la salute umana); curando la funzionalità e l’adeguatezza delle reti di rilevamento dell’inquinamento atmosferico; mantenendo sempre aperto il canale di informazione e di comunicazione con i cittadini.

“Non reputiamo invece un atto di responsabilità da parte della Esso (oggi Sonatrach) e di Sasol – concludono Parisi, Giaquinta e Tuttoilmondo, l’aver impugnato il Piano di tutela della qualità dell’aria con motivazioni che appaiono infondate e pretestuose. Non è questo il modo migliore per porre fine ai miasmi mefitici, così piuttosto si alimentano gli incendi e non il dialogo. Come Legambiente invitiamo l’amministrazione regionale e quelle comunali interessate a opporsi all’impugnativa delle aziende petrolifere e ci dichiariamo, in nome del popolo inquinato, disponibili e pronti a intervenire nei giudizi amministrativi per contrastare la cancellazione di uno strumento così importante per la salute dei cittadini”.

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