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Augusta | Cinquanta migranti sbarcano al porto dall’Aita Mari. Le associazioni dicono: “basta al boicottaggio dei soccorsi in mare”

Augusta | Cinquanta migranti sbarcano al porto dall’Aita Mari. Le associazioni dicono: “basta al boicottaggio dei soccorsi in mare”
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Sbarco oggi di 50 migranti, giunti ieri sera al porto di Augusta a bordo della nave Aita Mari della Ong basca Salvamento Maritimo Humanitario. Approdo assegnato dopo tre giorni. Le associazioni LasciateCIEntrare, Rete Antirazzista Catanese, CarovaneMigranti, Accoglienza ControVento dicono: “Fermiamo il boicottaggio dei soccorsi in mare”.

E’ arrivata ieri sera ad Augusta la nave Aita Mari della Ong basca Salvamento Maritimo Humanitario alla quale è stato concesso lo scalo megarese come porto sicuro per l’approdo. Le 50 persone salvate, tra cui quattro minori non accompagnati, sono in buono stato di salute e hanno ricevuto con sollievo le informazioni dopo quattro giorni di attesa. L’equipaggio della Ong, a nome delle persone salvate, esprime gratitudine a tutte le entità coinvolte e in particolare il Centro Nazionale di Coordinamento per gli sforzi fatti al fine di ottenere un luogo di sbarco sicuro nel minor tempo possibile. “Chiediamo dall’Unione europea un meccanismo di approdo che garantisca i diritti delle persone migranti e dei richiedenti asilo dal momento in cui sono assistiti in mare, nonché una riforma dei sistemi di visti che eviti che le persone siano costrette a scegliere per vie mortali come quella del Mediterraneo centrale”.

E in merito ai soccorsi in mare intervengono le associazioni LasciateCIEntrare, Rete Antirazzista Catanese, CarovaneMigranti, Accoglienza ControVento dicendo: Fermiamo il boicottaggio dei soccorsi in mare “La nave Aita Mari della Ong  basca Salvamento Maritimo Humanitario ha finalmente ricevuto l’assegnazione di un porto. Dopo avere messo in salvo cinquanta persone da una imbarcazione che era alla deriva nel Mediterraneo centrale, dal 29 maggio era in attesa dell’ assegnazione di un porto di sbarco. A bordo ci sono anche 4 minori. “Continuiamo a chiederci il motivo di questo continuo stillicidio. Perché far aspettare 3 giorni? Perché non assegnare immediatamente un porto di sbarco, come previsto dalle norme nazionali ed internazionali? Perché continuare a prolungare l’attesa di chi ha già subito sofferenze e torture e cerca solo giustizia e pace? Perché continuiamo ad essere luogo “inarrivabile”, che non rispetta i diritti ed agisce con la leggerezza e l’arroganza di una dama di corte del 700? Nessun nuovo “codice di condotta” potrà fermare i soccorsi in mare da parte della “flotta civile” dell’altra Europa accogliente e solidale! Chiediamo il rispetto dei diritti delle persone in cammino. Chiediamo che questo Governo decida una volta per tutte di abbandonare questa politica dell’odio. Basta attacchi alle navi di salvataggio. Stop accordo con la Libia. La solidarietà non è reato”.

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