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Augusta| Comune condannato dal Tar per aver negato l’accesso a informazioni ambientali

Augusta| Comune condannato dal Tar per aver negato l’accesso a informazioni ambientali
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Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia nella camera di consiglio del 12 gennaio 2018 ha condannato il Comune di Augusta per non aver ottemperato alla richiesta di una terza Società che richiedeva atti con informazioni ambientali. Il Comune di Augusta è stato al pagamento  di una somma pari a 500 euro corrispondente delle spese di giudizio. Lo fa sapere il consigliere comunale di #perAugusta Giuseppe Di Mare che rende nota la sentenza pubblicata il 2 febbraio scorso.

“Da un lato si parla di trasparenza – afferma Di Mare – dall’altro si attuano metodi che sono diametralmente all’opposto, disattendendo non solo i criteri di buona e trasparente amministrazione, ancor di più, il dettato della legge che prevede con il D. Lgs 195/2005 agli articoli 1 e 3 l’obbligo per le amministrazioni comunali di consegnare “l’informativa ambientale” a chiunque ne faccia richiesta, addirittura senza che il richiedente debba dichiarare il proprio interesse. Perché il Comune nasconde le carte e non risponde? E ancora dà adito a dubbi, sospetti, la mancata costituzione in giudizio da parte del Comune, per quale motivo”?

Le richieste della società di promozione sociale che ha tra i propri scopi la tutela dell’ambiente erano legate alle iniziative intraprese dal Comune al fine di impedire il conferimento nella discarica dell’ex campo Fontana di ulteriori rifiuti, la verifica di quelli presenti e le iniziative intraprese per accertare le condizioni ambientali e la messa in sicurezza del sito. “Come mai il Comune – aggiunge Di Mare . non ha fornito ad un’Associazione che si occupa di tutela ambientale (che potrebbe essere d’aiuto al Comune) i documenti richiesti circa la discarica di tutta l’area del campo sportivo Fontana? In che modo l’Amministrazione comunale pro tempore sta tutelando la popolazione nell’ interdizione e nella bonifica di un’area interdetta perché inquinata? Un dato è certo, l’intera area ricade sotto la responsabilità del Comune, ma è evidente che la fatiscente recinzione perimetrale fa sì che l’area sia in sostanza libera di accesso a chiunque provi a farne ingresso con gravi responsabilità civili e penali dell’ente custode dell’area, cioè il Comune”.

 

Il consigliere di opposizione annuncia che nei prossimi giorni invierà una dettagliata nota, con relativo dossier fotografico sullo stato attuale alla Procura di Siracusa, ente che nel 2005 suggerì la chiusura per grave pericolo ambientale e che nel 2016 ha restituito il bene alla responsabilità del Comune. “Contemporaneamente ho presentato un’interrogazione per fare chiarezza sulla vicenda, che coinvolge diversi settori dell’Amministrazione, con troppe lacune e dubbi sulla gestione della situazione. La condanna alle spese di giudizio – conclude il consigliere comunale di #perAugusta – a prescindere dall’importo, è un segnale negativo per il principio che porta a tale sentenza, l’assenza di trasparenza e di informazione in materia ambientale ai cittadini, con danno erariale per le casse comunali, e non è la prima volta”.

 

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