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Augusta| Comune vìola norme anticorruzione secondo la Cisl che si rivolge all’Anac

Augusta| Comune vìola norme anticorruzione secondo la Cisl che si rivolge all’Anac
Sindacale
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“L’amministrazione comunale di Augusta continua a dimostrare la propria incompetenza in materia di gestione del personale e palesando la violazione delle norme sull’anticorruzione, per cui abbiamo dovuto segnalare il caso anche alla Regione e all’Anac”. A ribadirlo è stato il segretario generale della Funzione pubblica della Cisl per Siracusa e Ragusa, Daniele Passanisi dopo l’approvazione della delibera relativa alla riorganizzazione amministrativa da parte della giunta comunale, presieduta dal sindaco Cettina Di Pietro.

“Il provvedimento non solo non è un atto di programmazione della giunta municipale, che si vuole sostituire d’imperio a compiti prettamente dirigenziali relativamente ad assegnazioni e trasferimenti di personale, – ha spiegato Passanisi – ma travalica palesemente il riparto delle competenze previsto dal decreto legislativo 165 del 2001 tra politica e gestione”. Ma il segretario generale della Fp Cisl di Siracusa e Ragusa, Daniele Passanisi punta il dito anche sulla violazione delle norme sull’anticorruzione, chiedendo di rivedere la delibera. “Appare inaudito che l’atto in questione lungi dall’attuare la rotazione dei dirigenti in settori particolarmente esposti alla corruzione – ha aggiunto il segretario – così come perentoriamente previsto dall’Anac, abbia invece provveduto ad effettuare una rotazione dal basso, limitata ai soli dipendenti sub-apicali, lasciando invece tranquillamente al loro medesimo posto tutti i dirigenti dell’ente, alcuni peraltro in palese situazione di incompatibilità, così sostanzialmente vanificando qualsiasi forma di effettiva prevenzione della corruzione”.

“Non possiamo più tollerare queste ingerenze da parte della giunta comunale – conclude Passanisi – Gli assessori devono limitarsi a fornire indirizzi politici per il bene della comunità megarese e lasciare ai dirigenti il compito di gestire uffici e personale. Piuttosto potrebbero pensare ad erogare ai dipendenti il salario accessorio che attendono dal 2011 e per il quale il comune è stato condannato a pagare 7.000 euro per condotta antisindacale. Questo sì che è un loro preciso dovere e che non hanno ancora assolto”.

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