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Augusta | Confiscati 20 milioni di euro al clan “Mazzei”. Coinvolte due società di Augusta

6 Dicembre 2022 | by Redazione Webmarte
Augusta | Confiscati 20 milioni di euro al clan “Mazzei”. Coinvolte due società di Augusta
Cronaca
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L’uomo era stato arrestato nel 2020 per associazione mafiosa, estorsione in concorso, intestazione fittizia di beni, impiego di denaro e beni di provenienza illecita, falsità commessa dal privato in atto pubblico, emissione di fatture e altri documenti per operazioni inesistenti, occultamento o distruzione di scritture contabili, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare il clan mafioso etneo dei “Mazzei”.

Beni per circa 20 milioni di euro sono stati confiscati dalla Guardia di finanza di Catania all’imprenditore Sergio Leonardi, 44 anni, ritenuto legato alla ‘famiglia’ Mazzei di Cosa nostra. Erano stati sequestrati il 13 marzo del 2020 nell’ambito dell’operazione ‘Vento di scirocco’ condotta dai finanzieri del nucleo di Polizia economico finanziaria e da carabinieri del nucleo investigativo etneo nei confronti di 22 persone. In quell’occasione Leonardi era stato arrestato per associazione mafiosa, estorsione in concorso, intestazione fittizia di beni, impiego di denaro e beni di provenienza illecita, falsità commessa dal privato in atto pubblico, emissione di fatture e altri documenti per operazioni inesistenti, occultamento o distruzione di scritture contabili, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare il clan mafioso etneo dei “Mazzei”.

Gli approfondimenti svolti da unità specializzate del Gico del nucleo di polizia economico e finanziario della Guardia di finanza hanno permesso di inquadrare Sergio Leonardi quale personaggio caratterizzato da “pericolosità qualificata” che avrebbe vissuto abitualmente con i proventi di attività criminali, consistenti nella perpetrazione continuata di articolate frodi fiscali e di contrabbando aggravato. La carriera criminale di Leonardi ha inizio nel 2007 sotto l’egida mafiosa dello zio della moglie, Biagio Sciuto, all’epoca, capo dell’omonimo clan. Dopo la carcerazione di Sciuto,  Leonardi, tra il 2009 e il 2011, sarebbe finito sotto l’ala protettrice dei Mazzei, i quali si sarebbero avvalsi del suo operato per il contrabbando di prodotti petroliferi. Leonardi, al di là delle stabili frequentazioni con personaggi con precedenti penali, è coinvolto in svariate vicende giudiziarie per reati edilizi, furto continuato, associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione di pagamento dell’accisa sul gasolio da autotrazione e al contrabbando di prodotti petroliferi immessi nel mercato nazionale in evasione d’imposta (Accise e Iva), utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, falso ideologico, frode in commercio e turbata libertà del commercio, riciclaggio e autoriciclaggio. Emersa anche una rilevante e costante “sproporzione” nel periodo considerato (2007-2017) tra le attività economiche possedute e i redditi  dichiarati. Sulla base di questa indagine il tribunale etneo oltre a ritenerlo “socialmente pericoloso” ha accertato che i beni e le attività economiche acquisite dal 2007 al 2017 abbiano rappresentato il frutto e/o il reinvestimento dei proventi dell’attività illecite.

Sono 4 società e 2 ditte individuali, operanti nel settore del commercio di prodotti petroliferi:  L.B.S. TRADING S.R.L., con sede in Augusta (SR),  LUBRICARBO S.R.L., con sede a Catania e deposito commerciale ad Augusta (SR), PETROL SEL S.R.L. ed ESSE ELLE PETROLI S.R.L., con sede a Catania;  ditta individuale LEONARDI Sergio e F.G. OIL DI FALSAPERLA Gioacchino, aventi sede a Sant’Agata Li Battiati (CT);–  3 immobili, di cui 2 siti a Catania e 1 in Giardini Naxos (ME);  diversi beni mobili (un motociclo marca Honda, denaro contante e diversi preziosi), per un valore di circa 20 milioni di euro. L’attività dei Finanzieri di Catania si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte da questa Procura e dalla Guardia di Finanza di Catania, volte al contrasto, sotto il profilo patrimoniale, della criminalità economica, al fine di evitare i tentativi, sempre più insidiosi, di inquinare il tessuto imprenditoriale della provincia, anche profittando delle difficoltà legate al periodo di contrazione economica. L’attività dei Finanzieri di Catania si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte da questa Procura e dalla Guardia di Finanza di Catania, volte al contrasto, sotto il profilo patrimoniale, della criminalità economica, al fine di evitare i tentativi, sempre più insidiosi, di inquinare il tessuto imprenditoriale della provincia, anche profittando delle difficoltà legate al periodo di contrazione economica.

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