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Augusta| Continua il tour teatrale del Teatro Stabile

25 Novembre 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Continua il tour teatrale del Teatro Stabile
Spettacolo
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In scena, al Vasquez di Siracusa, “40 ma non li Dimostra”. L’opera dopo il debutto a Città della Notte, la partecipazione al “Premio Carlo Mangiù di Zafferanea Etnea dove a conquistato la “Mensione Speciale” del premio ed il successo alla rassegna di Solarino sbarca al Teatro VASQUEZ di Siracusa in una rassegna diretta da Enzo Firullo e dal figlio Francesco della storica compagna Co.Mi.Ca.

La commedia, scritta da Peppino e Titina De Filippo totalmente tradotta ed adattata da Mauro Italia che ne cura anche la regia si svolge interamente all’interno di un appartamento della Sicilia storica. È fra le quattro mura di un salotto, semplice ed allegro disegnato dalla scenografa Corradina Firrincieli, che si muovono tutti i personaggi, ciascuno connotato da caratteristiche ben definite: il capofamiglia don Pasquale, interpretato da Pippo Zanti stimato e rispettato, padre di cinque ragazze; la dolce e mite Sesella, ruolo assegnato a Ninetta Lavio è la maggiore delle sorelle che, arrivata alla soglia dei quarant’anni, è diventata per la morale dell’epoca, una zitella senza più alcuna possibilità di accasarsi; la svampita ed esuberante Carmela in scena Marika Imprescia, interessata al mare, al fidanzato e all’imminente matrimonio; la bella Giulia magistralmente resa viva da Silvia Apollo, attratta quasi esclusivamente dagli argomenti inerenti alle vicende amorose proprie ed altrui;La simpatica maria in scena Marica Mignosa, la giovane Antonietta interpretata dalla figlia d’arte Ileana Italia, alle prese con i piccoli problemi che l’adolescenza porta con sé.

Poi, gli uomini che gravitano attorno a questa sinfonia di donne: ad interpretare il ricco e nullafacente Bebè, lo stesso Mauro Italia, simpaticamente scombinato, balbuziente e cavia delle ire di Padre Pasquale; il promesso sposo Alberto, figura abbastanza lineare assegnata a Simone Trupia, che attende di convolare a nozze con Carmela; il colto e sensibile attore Luciano Giacomelli, Peppe Trupia, innamorato della fanciulla sbagliata. E ancora, le comari, donna Giacinta, e Donna Mattiuzza comicamente interpretate da Carla Baffo e Giorgia Messina.

La storia ci parla di una realtà particolare che, a soli cinque anni dalla conclusione del secondo conflitto mondiale, è già molto cambiata. E mentre alcuni personaggi in scena accolgono a braccia aperte i mutamenti che essa porta con sé, per altri è tutt’altro che semplice adattarsi alle nuove regole. E come si ha modo di constatare durante la pièce, Don Pasquale e la sua primogenita rientrano in questa seconda categoria.

Lo spunto per lo sviluppo della vicenda viene offerto dal meno vivace dei personaggi femminili in scena, Sesella. Benché sia abbigliata male, ingrigita dall’età, appesantita dalle incombenze domestiche di cui si è sempre fatta carico, la donna sembra appagata dalla vita che conduce. Lei si muove fra la cura dell’adorato papà, il ricordo della mamma scomparsa e le attenzioni da dedicare alle sorelle. In realtà, Sesella nasconde un segreto, l’ amore per l’attore Luciano, più giovane di lei di oltre dieci anni. Don Pasquale, animato dall’intenzione di dare un po’ di felicità alla figlia prediletta, cerca di combinare il fidanzamento fra i due, senza rendersi conto di produrre un effetto catastrofico e facendo aggrovigliare la situazione in un vortice di equivoci, il cui epilogo non è stato caratterizzato dal successo. Ad enfatizzare il tutto, la traduzione nel dialetto siciliano, che dona incisività alle componenti comiche di questa commedia sempre attuale, sempre gradita.

Mauro Italia nella sua regia, calibra battute, entrate ed uscite, con il risultato di creare un lavoro corale che stimola riflessioni, pur sempre nel rispetto della cifra comica dell’opera. Lo spettacolo, piacevole ed amaro allo stesso tempo, diverte ed intenerisce, rallegra e commuove.

A rendere più colorata la storia i personaggi della Signora Amalia, Marinella Colizzi che in un momento della commedia esegue una coreografia sul brano “l’attore” scritto con Antonio Zeta Zappalà autore tra le altre della canzone “ Catania figghiozza do Patri eternu” e arrangiato dal musicista Diego Finocchiaro e Gabriele Vinci che in un bellissimo cameo apre la commedia.

Applausi a scena aperta, riso e le lacrime del finale hanno ancora una volta decretato il successo del Teatro Stabile di Augusta che riproporrà lo stesso lavoro al Teatro IRIS di Floridia per sbarcare ancora a Dicembre al Circolo Unione di Augusta e chiudere il tour con la tappa al Teatro della BADIA di Ragusa.

 

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