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Augusta| Continua la decadenza del porto e tutti guardano altrove

21 Ottobre 2016 | by Redazione Webmarte
Augusta| Continua la decadenza del porto e tutti guardano altrove
Sindacale
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Il gruppo Augustea (per ciò che riguarda le società Augustea Holding SpA e Augustea Tecnoservice Srl.) ha attivato le procedure di mobilità  per i 28 dipendenti che si occupavano dei servizi di supporto di natura amministrativa e tecnica, nella divisione del gruppo attiva nel rimorchio portuale negli scali di Augusta, Siracusa, Catania e Pozzallo dotati di una flotta di 16 tug e 4 mezzi d’altura .

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foto repertorio

foto repertorio

Come si ricorderà, qualche mese fa il gruppo è stato ceduto alla Rimorchiatori Riuniti  di Genova e già allora si espresse la preoccupazione per eventuali ricadute sull’occupazione in quanto, contestualmente al contratto d’acquisto della divisione di Augustea a Rimorchiatori Riuniti  era stato anche firmato un contratto di outsourcing per i servizi di assistenza amministrativa e tecnica a favore di Augustea Holding SpA e Augustea Tecnoservice Srl, la cui durata massima prevista era di 18 mesi che però non una durata minima il che faceva presagire un prossimo smantellamento della struttura di servizio .Rimorchiatori Augusta (la nuova società costituita da Rimorchiatori Riuniti  per gestire le attività acquisite da Augustea) ha deciso  di risolverlo per presunte ragioni sinergiche all’organizzazione interna del gruppo.

Terminato questo contratto, i 28 dipendenti tutti allocati nella  sede di Augusta di fatto non hanno più incarichi da svolgere in quanto la loro attività è stata assorbita dagli uffici di Napoli, di Malta e Buenos Aires tramite  società controllate

Attualmente Augustea presta servizi ad una flotta di più di 20 navi bulkcarrier, 7 barges oceaniche e 4 AHT oltre a mantenere un presenza in joint-venture con il gruppo Rimorchiatori Riuniti nelle attività di rimorchio in Colombia.

La Filt CGIL di Siracusa, esprimendo preoccupazione per la sorte dei lavoratori  si è già attivata chiedendo un incontro con l’azienda, al fine di individuare possibili soluzioni condivise di reimpiego dei 28 addetti.

Siamo in presenza di un depotenziamento delle attività nel porto che accanto al degrado in cui versa e alla scarsa attenzione sull’efficienza dei servizi prelude ad una sua dequalificazione? I segnali non sono confortanti, sarebbe il caso che  la politica e l’Amministrazione civica si diano una smossa. prima che si compia l’irreparabile e poi, come al solito si giochi a nascondino rimpallandosi le responsabilità o si ci strappi le vesti per l’oltraggio subito dalla città o altre amenità del genere.

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