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Augusta | Crollo muro Torre Avalos : per Legambiente con Apollo è colpevole anche l’indifferenza

13 Novembre 2021 | by Redazione Webmarte
Augusta | Crollo muro Torre Avalos : per Legambiente con Apollo è colpevole anche l’indifferenza
Attualità
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Si susseguono le reazioni al parziale crollo del muro di cinta di Torre Avalos in seguito al ciclone delle scorse settimane. Legambiente sottolinea lo stato di abbandono di tani beni monumentali ricordando di aver posto l’accento sul problema più volte con dossier e prese di posizione. Del crollo di parte del muro di Torre Avalos non è colpevole solo Apollo ma anche Amelia= indifferenza. “Alla Magistratura siracusana – dichiarano Pugliares e Parisi – chiediamo di accertare di chi sono le responsabilità del deterioramento dei beni della città”

Per Valentina Pugliares ed Enzo Parisi, rappresentanti dell’associazione: “Apollo non è il solo colpevole del parziale crollo di Torre Avalos. Amelia (ἀμέλεια = indifferenza, trascuratezza, negligenza) è la prima responsabile della catastrofe, per di più ripetutamente annunciata”. Non è questa di certo, una considerazione per ironizzare sull’ultima ferita del patrimonio monumentale ma proprio un commento su un tema spesso, appunto, trascurato, quello della salvaguardia dei beni monumentali, tra cui Torre Avalos gioiello di architettura militare del XVI secolo che si trova su un isolotto attiguo al comprensorio militare di Terravecchia. La Marina militare, dopo aver dato nei giorni scorsi, la notizia del crollo ha fatto sapere di avere avviato già dal 2019, in collaborazione con la sezione di Siracusa della facoltà di architettura, un iter progettuale per il restauro del monumento.

“Oggi, davanti all’ennesimo disastro, a nessuno è consentito nascondersi dietro Apollo. Non ci sono alibi per l’incuria: chi ha in custodia i nostri beni si adoperi, com’è suo dovere, a riparare i danni, a provvedere al restauro e a restituire la Torre Avalos alla fruizione della collettività. Alla Magistratura siracusana – dichiarano Pugliares e Parisi – chiediamo di accertare di chi sono le responsabilità del deterioramento dei beni della città” I due rappresentanti di Legambiente ricordano r che; sin dalla metà degli anni ‘90 del secolo scorso Legambiente ha condotto varie iniziative per richiamare l’attenzione sullo stato di degrado dei beni storici, archeologici e monumentali di Augusta. “In alcuni momenti, grazie a fortunate circostanze e alla lungimiranza e disponibilità di amministratori locali e regionali, si è riusciti a effettuare interventi di consolidamento e di parziale o totale recupero delle strutture (Porta Spagnola, Hangar, Forte Vittoria, Castello di Brucoli). Anche la ricostruzione in tempi non troppo lunghi della parte del Rivellino Quintana crollata nel 2013 è stata il risultato delle diverse e vigorose spinte di Legambiente (vedi la campagna “Settimana della Bellezza”) e di altre associazioni della città.

Nulla o quasi nulla – aggiungono si è fatto invece per gli altri beni monumentali che rimangono in stato di dissesto e a rischio crollo a causa della sordità, del torpore e dell’immobilismo di coloro che dovrebbero tutelarli e conservarli. È questo il caso del forte di Torre Avalos per il quale Legambiente è più volte intervenuta con iniziative, dossier e prese di posizione pubbliche per segnalare le condizioni di degrado, di precarietà e di rischio crollo in cui versa la struttura. Nel 2005 la campagna “Salvalarte” si occupò del monumento ne denunciò lo stato di avanzato degrado, con l’aggrottamento sul lato ovest della Torre, e chiese interventi di restauro e di manutenzione. “Proponevamo di inserirlo in un’azione di fruibilità controllata, gestita in collaborazione con la Marina militare, destinandolo a centro di educazione ambientale e museo del mare. Nel corso degli anni siamo tornati a chiedere misure e interventi di consolidamento e restauro per salvarlo dal crollo. Purtroppo senza risultato perché – concludono – finora ha vinto l’ignavia”.

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