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Augusta| Cura delle patologie dall’amianto. L’Ona, soddisfatto per l’attivazione al Muscatello

1 Dicembre 2017 | by Redazione Webmarte
Augusta| Cura delle patologie dall’amianto. L’Ona, soddisfatto per l’attivazione al Muscatello
Sanità
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Per l’attivazione del centro di riferimento regionale per la diagnosi e cura delle patologie derivanti dall’esposizione all’amianto all’ospedale di Augusta esprime soddisfazione l’Osservatorio Nazionale Amianto, che dal 2008 solleva l’emergenza amianto in Sicilia, lamentando una discriminazione per i lavoratori esposti ad amianto che hanno visto negati i loro diritti.

La Sicilia, terra di storia, cultura e di bellezza, ormai ricordata da tutti come il triangolo della morte, Priolo – Gela – Milazzo, dove tutto era in fibra di amianto, e nessuno, neanche chi era preposto alla vigilanza ed alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori, si è premurato di allertare i poveri lavoratori.

A oggi sono, infatti, circa 25 mila i lavoratori di Priolo Gargallo e Siracusa contaminati da amianto, che, oltre a dover sopportare il peso di una malattia, che nella maggior parte dei casi non lascia scampo, si vedono anche costretti a dover affrontare lunghi e costosi viaggi per raggiungere i centri ospedalieri e ricevere così la giusta assistenza.

La Sicilia ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane. L’Ona ha censito 947 mesoteliomi, per il periodo che va dal 2000 al 2011, per una media che nell’ultimo periodo sfiora i 100 casi per ogni anno.

Poiché il mesotelioma è il “tumore sentinella” e poiché i decessi per tumore polmonare sono almeno il doppio (cui vanno aggiunti gli altri tumori e le patologie non neoplastiche), si calcolano ogni anno complessivamente non meno di 600 decessi nella sola Sicilia. Il ReNaM, per quanto riguarda i mesoteliomi, stabilisce che la Sicilia ha un’incidenza del 5,3% su base nazionale.

Ezio Bonanni

“Si tratta di dati sottostimati, in quanto in molti casi i cittadini siciliani debbono emigrare in Nord Italia per poter ottenere la diagnosi e per veri e proprio viaggi della speranza, per cui molti casi non vengono censiti –  dichiara Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto – già con la legge regionale n. 10 del 2014 redatta grazie all’ intervento dell’allora deputato dell’Assemblea regionale siciliana, Pippo Gianni e componente del comitato tecnico scientifico dell’Ona, la Regione Sicilia si era dotata di uno strumento legislativo che prevedeva anche la creazione dell’unità operativa per la cura delle patologie asbesto correlate all’ospedale di Augusta, oltre alla bonifica e ad ulteriori misure”.

Pippo Gianni e Calogero Vicario

Finalmente – dichiara Gianni – siamo riusciti a fornire alla Sicilia un elemento importantissimo che porterà alla prevenzione e ad una migliore assistenza di tutti coloro che sono affetti da malattie causate dall’amianto”

“L’Asp di Siracusa si è decisa, in qualche modo, a offrire il servizio di diagnosi e cura delle patologie legate all’amianto con l’attivazione del centro regionale all’ospedale Muscatello. Il nostro compito, come associazione, sarà adesso quello di vigilare che venga davvero realizzato un centro regionale a tutti gli effetti”, dice Calogero Vicario, coordinatore regionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto da circa 10 anni.

In questi anni l’Ona, insieme con il suo presidente Ezio Bonanni, ha più volte sollecitato le istituzioni affinché tutti i siciliani potessero tornare a riappropriarsi della loro amata terra. Gli appelli sono arrivati fino al Parlamento, si contano più di 20 interrogazioni parlamentari, oltre cinquanta convegni in vari comuni della Sicilia, fino all’incontro, il 18 luglio scorso, con Davide Faraone, sottosegretario di Stato, a Roma dei ministero della Salute, guidato da una vera e propria delegazione Ona

Anche in quell’occasione la delegazione, composta da Bonanni, Gianni Vicario e da Calogero Frisenda, dell’Ona Sicilia, aveva rappresentato le problematiche relative alla questione amianto, avanzando proposte di intervento sia nazionale che regionale.

Palmiro Prisutto

Si sono affiancati all’associazione anche alcuni preti coraggio, come don Palmiro Prisutto, arciprete della chiesa madre di Augusta, e don Rosario Lo Bello, che per proteggere i fedeli, la scorsa estate, ha deciso di chiudere la chiesa, situata vicino a una tettoia costruita con del materiale contenete amianto, in fase di sgretolamento.

Lo stesso Vicario racconta cosa significhi per chi, come lui, affetto da una patologia asbesto correlata, doversi spostare in altre città del Nord Italia  per ricevere assistenza. “Come Siena, dove – riferisce Vicario – anche io sono stato e posso dire che si tratta della migliore struttura d’Italia in grado di offrire una sorveglianza sanitaria. Invito l’Asp a prendere esempio da questa struttura di eccellenza e con umiltà accettare i consigli di chi è competente in materia. Adesso pretendiamo che le cose funzionino e andrò avanti con la passione che ci ho messo sempre, anche se i problemi non mancheranno. Abbiamo il dovere di tutelare il nostro diritto alla salute e la struttura deve essere in grado di offrire un servizio a tutta la Sicilia. Siamo a disposizione per divulgare tutte le informazioni a chi ha bisogno, ricordando che l’unico modo per combattere le patologie provocate dall’amianto è fare prevenzione”.

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