breaking news

Augusta| Da Berlino a Punta Izzo sulle tracce della sirena, ma la zona è off limits

Augusta| Da Berlino a Punta Izzo sulle tracce della sirena, ma la zona è off limits
Attualità
'
0

Non è stato concesso loro di visitare Punta Izzo; hanno presentato richiesta tramite l’ambasciata tedesca ma non hanno ottenuto risposta. La Marina militare di Augusta se autorizzata dai vertici non impedisce l’accesso al sito.

Loro sono Angelika e Bernd Fischer, rispettivamente fotografa ed editore, entrambi tedeschi. Stanno attraversando la Sicilia per scoprire i luoghi della vita e dei racconti di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il loro viaggio li ha portati ad Augusta,  per visitare Punta Izzo. 
«Un vero peccato non poter fare una passeggiata in un luogo così meraviglioso», è il loro commento appena giunti davanti al filo spinato. Eppure a farsi aprire i cancelli ci avevano provato per le vie ufficiali, tramite l’ambasciata tedesca. «Ci siamo rivolti alle autorità militari italiane chiedendo di poter entrare – dicono –  ma purtroppo l’ok per una visita non ci è stato accordato».

La Marina militare di Augusta fa sapere di non aver ricevuto alcuna richiesta e che per gli aspetti di competenza del Comando marittimo Sicilia  qualora autorizzata da autorità superiori, la richiesta di visita potrebbe essere accolta come è avvenuto in precedenti occasioni.  Lo scrittore Jochen Trebesch sta per pubblicare un libro su “La Sicilia di Tomasi di Lampedusa”, e il loro compito è quello di immortalare in foto luoghi e città percorsi dall’autore del Gattopardo. Le foto così scattate andranno a completare l’opera di Trebesch. I due coniugi hanno incontrato il coordinamento Punta Izzo Possibile. “Ci hanno ringraziati – dice Giammarco Catalano, portavoce del coordinamento perché tramite il nostro supporto siamo riusciti a vedere alcuni scorci di questo luogo,  Ma alla fine saremo noi a dover ringraziare loro. Immaginando di poter visitare questa bellissima costa, descritta da Tomasi di Lampedusa nel suo racconto La Sirena, sarebbe di grande interesse per i viaggiatori poter seguire le tracce dello scrittore percorrendo il litorale.Ci avviamo verso il faro Santa Croce. L’Etna è coperta dalla foschia, ma Bernd ci dice: «è come se la vedessi, è lì», ce la indica e così cominciamo a vederla anche noi. «Dietro la collina che sovrasta le Saline», le parole di Tomasi paiono risuonare. Ci voltiamo indietro; il mare accarezza il golfetto. «Più su di Punta Izzo». Quelle immagini sono tracce da ripercorrere. «Continuate a lottare, avete il nostro pieno sostegno», ci incoraggiano.

La Marina militare di Augusta fa sapere di non aver ricevuto alcuna richiesta e che per gli aspetti di competenza del Comando marittimo Sicilia  qualora autorizzata da autorità superiori, la richiesta di visita potrebbe essere accolta come è avvenuto in precedenti occasioni.

Intanto sul fronte della vicenda Punta Izzo, per metà maggio è attesa la pronuncia dell’assessorato regionale ai Beni Culturali sul  ricorso gerarchico, presentato dal coordinamento per l’annullamento dell’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Soprintendenza di Siracusa alla Marina militare per la realizzazione del poligono di tiro. Nel frattempo, di concerto con altre associazioni ambientaliste siracusane,  Punta Izzo possibile sta lavorando a un ricorso al Tar contro le recenti modifiche apportate al Piano paesaggistico della Provincia di Siracusa, che hanno riconosciuto alle opere militari una deroga arbitraria e illegittima ai vincoli di tutela paesaggistico-ambientale.

“L’arrivo di viaggiatori e studiosi stranieri dimostra, a chi nutre ancora dubbi – conclude Giammarco Catalano –  quanto forte sia l’interesse e la vocazione culturale espressa dal comprensorio costiero di Punta Izzo, non a caso riconosciuto dalla Regione come luogo dell’identità e della memoria siciliana. La sua archeologia preistorica, la sua bellezza naturale e i suoi motivi storici e letterari sono un prezioso patrimonio collettivo che attende di essere valorizzato. Quei cancelli chiusi e il filo spinato che circondano Punta Izzo sono l’emblema di una terra che imprigiona i propri tesori e volta le spalle alla sua vocazione naturale, negando a se stessa l’opportunità di risollevarsi dallo stato di miseria culturale nel quale langue”.

 

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com