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Augusta | Declassamento ai limiti del mobbing per Bongiovanni, poliziotto penitenziario e sindacalista

Augusta | Declassamento ai limiti del mobbing per Bongiovanni, poliziotto penitenziario e sindacalista
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Declassamento professionale perché sindacalista che porta avanti battaglie a tutela della Polizia penitenziaria. Sarebbe questo, secondo il diretto interessato che ha denunciato il suo caso all’autorità giudiziaria, il motivo del giudizio negativo espresso nei confronti di Sebastiano Bongiovanni, dirigente nazionale del Sippe, che presta servizio nel carcere di Augusta. “Ancora una volta… ma non mi arrendo” dice il sindacalista che, sollecita il provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria ad intervenire. E’ una battaglia legale che prima o poi vincerò”.

Presunto “mobbing” ai danni di un agente di polizia penitenziaria che ricopre la carica sindacale di dirigente nazionale del Sippe. Si tratta di Sebastiano Bongiovanni, in servizio nella casa di reclusione di Augusta che ha denunciato il suo caso all’autorità giudiziaria e si rivolge, ancora una volta al provveditore dell’Amministrazione penitenziaria sollecitandone l’intervento. Lo scorso 8 agosto è stato notificato a Bongiovanni il rapporto informativo per l’anno 2021 con un giudizio, dallo stesso considerato alquanto discutibile e non veritiero perché scaturirebbe dal suo ruolo sindacale nonché delle battaglie portate avanti dal Sippe a tutela del personale che presta servizio nel penitenziario di contrada Piano Ippolito. “Essendo dirigente nazionale del Sippe che mi onoro di rappresentare non ho ritenuto voltarmi, davanti a chi calpesta quotidianamente i diritti del poliziotto penitenziario. Il giudizio espresso nei miei confronti al limite del mobbing e della calunnia dell’anno scorso – dichiara Bongiovanni è già nelle mani dell’autorità giudiziaria e confido in quest’ultima per far luce sui fatti

Sebastiano Bongiovanni, 53 anni, svolge attività sindacale  da molti anni per passione. Negli ultimi due anni ha sostenuto molte battaglie nel carcere di Augusta a tutela dei diritti dei suoi colleghi poliziotti penitenziari. Bongiovanni, fino a 2 anni fa aveva una valutazione professionale ottima ma, come lo stesso sostiene “dopo la sua intensa azione sindacale, ogni anno viene giudicato dal direttore e dal comandante in modo negativo, con l’abbassamento della cosiddetta classifica di tre punti ogni anno e rischiando la dispensa dal servizio, quindi il licenziamento, per insufficienza nell’attività professionale”. Lo scorso lunedì è stato notificato a Bongiovanni il rapporto informativo per l’anno 2021 con un giudizio sempre più penalizzante. In due anni ha perso sei punti. “Sono stato costretto, dunque, a presentare non solo ricorso al Tar ma anche denuncia querela alla Procura della Repubblica in quanto dagli elementi a sostegno del giudizio complessivo negativo emergerebbero – afferma Bongiovanni – ipotesi di reato portate a conoscenza dell’autorità giudiziaria.

“A chi pensa che questa intimidazione possa farmi desistere, dico a costoro che non sarà così”, dichiara Bongiovanni che aggiunge: la mia è una battaglia per la legalità che prima o poi vincerò. È palese la condotta antisindacale, fino a due anni fa, evidentemente quando non calpestavo i piedi a qualcuno, ero un agente eccellente, oggi, stranamente, sono diventato scarso nonostante abbia vinto nel frattempo due concorsi interni proprio per i miei titoli riconosciuti dall’amministrazione centrale. Ovviamente – continua il dirigente nazionale del Sippe – questo ulteriore giudizio negativo, redatto senza elementi oggettivi, integrerà la mia denuncia presentata all’autorità giudiziaria. Abbiamo chiesto maggiori controlli da parte dell’amministrazione regionale e quella centrale ma molto spesso le nostre segnalazioni non trovano sbocco. Se il Provveditore prendesse una volta per tutte posizione, ad Augusta i poliziotti Penitenziari non sarebbero soli. Il Sippe ed il Sinappe – conclude Bongiovanni – saranno sempre dalla parte dei poliziotti e lotteranno per difendere non solo la libertà sindacale ma anche la dignità dei lavoratori”.

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