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Augusta| Depuratore. Archiviazione per ex sindaco Carrubba e per i vertici Sai 8. Il gip ordina ulteriori indagini per disastro ambientale

Augusta| Depuratore. Archiviazione per ex sindaco Carrubba e per i vertici Sai 8. Il gip ordina ulteriori indagini per disastro ambientale
Cronaca
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Disposti appositi rilievi tecnico scientifici sulla qualità delle acque del mare circostante Augusta e Brucoli.

Con ordinanza emessa il 13 Giugno u.s., il Gip del Tribunale di Siracusa Andrea Migneco, accogliendo parzialmente la richiesta formulata dal PM Margherita Brianese, ha ordinato nell’ambito del procedimento relativo alla depurazione delle acque reflue di Augusta, l’archiviazione delle posizioni dell’ex sindaco Massimo Carrubba  e dei  vertici della SAI 8 che si sono succeduti dal 2008 al 2013 nella gestione delle società concessionaria del servizio idrico integrato della Provincia di Siracusa. L’ex sindaco megarese, difeso dall’avv. Nunzio Perrotta, era finito nel registro degli indagati assieme a Casadei Monica, Ferraglio Marzio, Isoppo Angelo e Giorgi Mirko (difesi dagli avv.ti Ezechia Paolo Reale e CarmenToro) a seguito di una corposa denuncia/esposto presentata nel settembre del 2014 da circa 300 cittadini residenti di Augusta, assistiti dagli avv.ti Dario Fazio e Puccio Forestiere,  ove si rappresentava la grave situazione ambientale vissuta dalla collettività, correlata al problema annoso degli scarichi fognari  nel mare di Augusta e nella vicina frazione turistica di Brucoli, problema che continuava (e continua) a persistere, nonostante il CIPE avesse nell’aprile 2012 stanziato 40 milioni di euro per la sua realizzazione.

Le ipotesi di reato configurate riguardavano abuso d’ufficio, omissione in atti d’ufficio, lesioni personali ed altri ancora,  “ …commessi in Augusta dagli anni ’80 ed ancora in corso”. A seguito di una intensa attività di indagine effettuata tramite l’acquisizione di copiosa documentazione presso gli uffici interessati, l’espletamento  di accertamenti ispettivi e interrogatori di alcuni soggetti quali persone informate sui fatti, la Procura concluse nel Marzo del 2016 con una complessiva richiesta di archiviazione per tutti gli indagati.  A tale richiesta si opposero i cittadini autori della denuncia “…contestando le conclusioni a cui era pervenuto il Pubblico Ministero e ritenendo necessario un ampio approfondimento investigativo soprattutto in riferimento alla fase successiva al 2012, nella quale sono cambiati gli attori politici – amministrativi.”.

Quest’ultimo riferimento non può che riferirsi in primo luogo ai vertici istituzionali che hanno gestito il comune di Augusta dopo le dimissioni  di Carrubba avvenute nell’Agosto del 2012 (Commissario Regionale Antonino La Mattina  sostituito, dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, dalla Commissione Straordinaria  – in carica dal Marzo 2013 al Giugno 2015 – , a cui  esattamente 2 anni fa subentrò l’attuale Sindaco Maria Concetta Di Pietro) e, in secondo luogo, al commissario straordinario per la realizzazione degli interventi nel settore fognario e depurativo cioè l’assessore regionale Vania Contraffatto,  a sua volta di recente commissariata dal Governo nazionale.

Il Gip di Sr  “….esclude in particolare che siano ravvisabili specifiche condotte di abuso d’ufficio ovvero di omissioni in atti d’ufficio….”  considerati anche i condizionamenti dovuti  a “ fatti eterogenei” individuati in particolare nella questione dei finanziamenti o dei contenziosi amministrativi e  giurisdizionali esistenti.  “Se devono essere condivise le richieste di archiviazione formulate dal PM con riferimento a tutti i reati ipotizzati….in quanto appaiono effettivamente insussistenti concreti profili di responsabilità penale……deve  parimenti rilevarsi – scrive il Giudice  – come la situazione descritta dai denuncianti si presti oggi ad una rivalutazione complessiva anche alla luce della normativa sopravvenuta.” .

Quindi  “…poiché potenzialmente lo scarico generalizzato di acque nere nel mare correlato all’attuale carenza di sistema di depurazione potrebbe integrare quello stato di inquinamento ambientale …..appare opportuno integrare le indagini ….verificando la qualità delle acque del mare circostante la città di Augusta e la frazione di Brucoli, con appositi rilievi tecnico- scientifici…..”.

Così il Gip di Siracusa. Resta l’amarezza che nonostante milioni di euro andati in fumo per dei progetti approvati ed appaltati negli anni ’90,  Augusta e le sue frazioni continuano a scaricare in mare impedendone ai propri cittadini  la piena fruibilità.

A questo punto, l’approfondimento delle indagini ordinato dal Giudice potrebbe –  in maniera innaturale  – assolvere ad un’ altra funzione parallela a quella di individuare eventuali responsabilità penali: spronare cioè i nuovi attori politici amministrativi a sbloccare l’iter burocratico per dotare finalmente una città di 40 mila abitanti di un moderno ed efficiente impianto di depurazione. Senza però dare scadenza imminenti, come avvenuto in un recente passato, a cui possono credere solo gli “ingenui”, per usare un eufemismo.

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