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Augusta| Detenuto aggredisce due agenti di polizia penitenziaria.

22 Gennaio 2019 | by Redazione Webmarte
Augusta|  Detenuto aggredisce due agenti di polizia penitenziaria.
Cronaca
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Nella casa di reclusione di Augusta un detenuto magrebino, al termine del colloquio, aggredisce due agenti della Polizia penitenziaria. Bongiovanni del Sippe chiede misure a tutela del personale. La direzione è in attesa di relazione circostanziata e provvederà ad avviare con la massima sollecitudine le iniziative disciplinari del caso ed a inviare il rapporto alla Procura della Repubblica per le valutazioni di competenza.

Due agenti della polizia penitenziaria in servizio al carcere di Augusta sono stati aggrediti e un terzo sembrerebbe aver subito minacce di morte. “Questo il bilancio di una serata nella casa di reclusione in cui, la presenza dei familiari ammessi a colloqui visivi con i propri congiunti detenuti – dichiara il dirigente federale Sebastiano Bongiovanni del Sippe–  anziché rappresentare come solitamente accade la massima espressione del trattamento e reinserimento del reo, per ingiustificati quanto inauditi motivi, sfocia in minuti interminabili di  pretese e offese anche fisiche da parte di un detenuto magrebino e dei suoi familiari nei confronti del personale di polizia penitenziaria ivi di servizio, situazione conclusasi con due agenti affidati all’attenzione del medico di guardia e un poliziotto minacciato di morte.

Dalle notizie trapelate sembrerebbe che il motivo che avrebbe indotto il detenuto a porre in essere comportamenti destabilizzanti dell’ordine e della sicurezza, siano scaturiti perché il detenuto, a suo dire, non avrebbe effettuato tutto il tempo di colloquio come da richiesta, cosa a dir poco impossibile. E pensare che, nonostante da calendario non fosse oggi la giornata di colloqui prevista, al magrebino “aggressore” ( nei confronti del quale, tra l’altro, vi è in atto un procedimento disciplinare per essere stato partecipe qualche giorno fa  in una gravissima lite tra detenuti) la direzione, proprio nell’ottica di favorire il rapporto di affettività tra l’utenza e i propri familiari, ha inteso autorizzare il colloquio non programmato. E a farne le spese ancora una volta la Polizia penitenziaria. Alla luce di quanto accaduto  ieri sera  è inverosimile leggere ancora sui social network di sindacalisti convinti che insistono per portare avanti accordi sindacali, sottoscritti anche dalla direzione, che prevedono un importante depauperamento del personale. Colloqui: ci si chiede come avrebbero potuto affrontare una situazione di notevole destabilizzazione dell’ordine e della sicurezza come l’aggressione odierna senza un numero di personale adeguato alle esigenze del reparto? I sindacalisti e la parte pubblica dovranno riflettere bene prima di sottoscrivere e attuare modus operandi sfavorevoli per i dipendenti, al punto da esporre i lavoratori a seri rischi per la propria incolumità. Diminuire il personale di polizia penitenziaria nell’area colloqui determinerebbe un vero e proprio fallimento professionale e se ciò dovesse verificarsi non sarà difficile individuare i responsabili visti gli interessi comuni che hanno portato a certi inverosimili prese di posizione che rischiano di rompere definitivamente ogni equilibrio di un settore fortemente impoverito da una politica dirigente disastrosa . Non siamo in grado allo stato attuale di dare notizie circa lo stato di salute dei poliziotti coinvolti nell’ennesima – inaccettabile – aggressione psicofisica. A loro il più sincero augurio di pronta guarigione”.

Al provveditore dell’amministrazione penitenziaria e al direttore dell’istituto augustano, ognuno per la propria competenza,  l’invito a disporre immediatamente ogni utile misura a tutela del personale di polizia penitenziaria e in particolar modo degli agenti coinvolti nella vicenda. “Dinanzi l’inerzia dell’amministrazione – conclude Bongiovanni – anche dinanzi la gravità dei fatti  denunciati, il Sippe metterà in atto quanto nelle proprie possibilità per denunciare eventuali inadempienze nei confronti dei dipendenti, spesso messi a lavorare in condizioni di notevole disagio e in un clima tutt’altro che distensivo”. “La direzione è in attesa di relazione circostanziata e provvederà ad avviare con la massima sollecitudine le iniziative disciplinari del caso ed a inviare il rapporto alla Procura della Repubblica per le valutazioni di competenza” dichiara il direttore della casa di reclusione, Antonio Gelardi.

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