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Augusta | Discarica di rifiuti pericolosi in contrada Marcellino, Legambiente chiama i cittadini alla vigilanza e si appella alle istituzioni

15 Settembre 2022 | by Redazione Webmarte
Augusta | Discarica di rifiuti pericolosi in contrada Marcellino, Legambiente chiama i cittadini alla vigilanza e si appella alle istituzioni
Attualità
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Legambiente Augusta ha presentato all’Assessorato regionale Territorio e ambiente – dipartimento dell’Ambiente, le proprie osservazioni al progetto della Log Service Srl riguardante la realizzazione di una discarica da 150.000 metri cubi di rifiuti speciali pericolosi, destinata a sorgere contrada Marcellino, a servizio “esclusivo” della Gespi per depositarvi i rifiuti prodotti dall’impianto di termodistruzione della società. L’associazione chiama i cittadini alla vigilanza e si appella a tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali perché si operi nell’interesse esclusivo della tutela della salute dell’ambiente.

Osservazioni al progetto relativo alla realizzazione di una discarica di rifiuti speciali pericolosi in contrada Marcellino, a servizio esclusivo del termodistruttore che insiste a Punta Cugno, sono state presentate da Legambiente all’Assessorato regionale Territorio e ambiente. L’associazione che ne ritiene improponibile la realizzazione, chiama i cittadini alla vigilanza e si appella a tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali perché si operi nell’interesse esclusivo della tutela della salute dell’ambiente Legambiente, nel far presente che non sarebbe stata adeguatamente assicurata agli eventuali interessati la possibilità di presentare osservazioni a causa della mancata pubblicazione all’albo pretorio del Comune di Augusta dell’Avviso di avvio della fase di consultazione pubblica, ha elencato le numerose carenze dell’iniziativa ed ha evidenziato gli elementi che dovrebbero indurre le autorità competenti a respingere il progetto di un’ennesima discarica per rifiuti speciali pericolosi nel nostro territorio.

Infatti, la discarica proposta ricade all’interno del Sito di interesse nazionale (Sin Priolo) dove, a norma delle leggi 152/2006 e 120/2017, gli interventi devono essere preventivamente sottoposti all’esame del ministero Ambiente. Essa viene ubicata nell’Area ad elevato rischio di crisi ambientale (Aerca) dove il Piano di risanamento ambientale, approvato con Dpr 17/1/1995, prevede il depotenziamento dei rischi e la riduzione degli impatti anche attraverso la bonifica delle discariche esistenti e la limitazione all’insediamento di nuovi impianti, L’area (zona F) ove si propone di collocare la discarica fa parte del comprensorio ASI ed è destinata dal vigente Piano Regolatore all’insediamento della “grande industria” con requisito di copertura/occupazione della superficie di almeno 7 ettari. Il Prg dell’Asi assegna altre zone, distanti e diverse da quella proposta dalla Log Service Srl, per gli impianti di trattamento dei rifiuti. Lo studio di impatto ambientale non fa cenno ai rischi tipici della nostra zona industriale come quelli connessi ad incidenti rilevanti quali esplosioni, incendi, nubi tossiche, ecc., non esamina il possibile effetto domino e non indica le misure di prevenzione e mitigazione da attuare in fase di esercizio della discarica.

Nel piano di emergenza esterno redatto dalla Prefettura di Siracusa sono descritti ben 3 scenari incidentali connessi con la Raffineria Sonatrach – di cui 2 per dispersione idrogeno solforato e 1 per dispersione acido fluoridrico –  che interessano l’area della discarica in  progetto. Appaiono assenti la stima e la valutazione quali/quantitativa sia delle emissioni inquinanti sia di quelle odorigene prodotte nella fase di esercizio della discarica e il loro sommarsi ed interagire con quelle già esistenti causate dalle vicine attività del petrolchimico. Queste carenze non sono accettabili poiché entrambe le tipologie di emissioni sono elementi presenti nell’Aerca che già determinano il depauperamento della qualità dell’aria e i continui fastidi subiti e lamentati dalla popolazione locali. Neppure è esaminata e valutata la sommatoria degli impatti con impianti di trattamento rifiuti presenti nelle aree vicine (Cisma) e delle problematiche che ne derivano (vedi recente incendio Ecomac). La questione della compromissione della falda idrica sottostante l’area industriale non è sufficientemente esaminata così come il possibile impatto sulle aree naturali più vicine all’opera e all’inceneritore. La richiesta di deroga per il conferimento nella discarica di rifiuti speciali, pericolosi e non, in cui la presenza di contaminanti supera i limiti per l’ammissibilità in discarica viene motivata solo con ragioni economiche mentre, a nostro parere, le ragioni di sicurezza, di tutela dell’ambiente e della salute delle persone dovrebbero prevalere su quelle di mero carattere economico.

Il proponente afferma che la discarica è a servizio “esclusivo” dei rifiuti prodotti dall’impianto di termodistruzione della Gespi ma tale dichiarazione non costituisce un impegno inderogabile né la garanzia che in discarica non verranno abbancati i rifiuti provenienti da altre aziende, da altre aree del Paese, dell’Europa o del Mondo. La storia ci dice che ogni qualvolta l’Assessorato Ambiente, il comitato di coordinamento per il piano di risanamento e altri Enti hanno rilasciato autorizzazioni ad impianti di trattamento rifiuti con la clausola di ricevere e trattare rifiuti “esclusivamente” o “preferibilmente” provenienti dall’Area a Rischio o da aree limitrofe, le ditte interessate hanno appellato questa condizione limitativa e ne hanno ottenuto la cancellazione presso i tribunali amministrativi. Per le elencate ragioni ed altre ancora Legambiente ritiene improponibile la realizzazione della discarica per rifiuti speciali pericolosi in contrada Marcellino, chiama i cittadini alla vigilanza e si appella a tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali perché si operi nell’interesse esclusivo della tutela della salute dell’ambiente.

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