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Augusta | Donazione al Comune della “Ricetta di Malta”: un iter che parte da lontano

Augusta | Donazione al Comune della “Ricetta di Malta”: un iter che parte da lontano
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“Siamo particolarmente lieti della notizia riguardante la donazione della “Ricevitoria di Malta” da parte della docente Isabella Palumbo Fossati alla Città di Augusta”, ha commentato il presidente della Società Augustana di Storia Patria

“Sin dal momento della costituzione della Società Augustana di Storia Patria, l’attuale assessore Carrabino, ed ex presidente manifestò al direttivo l’intenzione d’impegnarsi affinché questo monumento restasse alla Città per restaurarlo e riutilizzarlo per fini culturali. Dice Romano – Ricordo che in occasione della presentazione del terzo numero del Bollettino, Carrabino informò i soci presenti del valore economico del bene ovvero della richiesta avanzata dalla proprietaria, tanto che in quell’occasione molti incoraggiarono il lancio di una raccolta dei fondi necessari per l’acquisto del bene per poi donarlo alla Città. Ma la generosità di Palumbo Fossati, evitando che si avviasse la raccolta, ha realizzato il sogno della nostra Società, dei tanti cittadini e soprattutto il sogno dell’allora presidente Carrabino e, perché no, anche quello dei tanti appassionati di Storia Patria che oggi non sono più tra noi ma che da “liberi studiosi” si occuparono del monumento: Tullio Marcòn, Elio Salerno, Giovanni Satta ed altri ancora”.

La storia: il rudere che oggi si vede è la parte nobile della seicentesca Ricevitoria. È la testimonianza silente dell’antica attività commerciale intrapresa dai “Cavalieri Ospitalieri” ad Augusta, dove l’Ordine acquistava parte del grano necessario a soddisfare il fabbisogno di Malta il cui arcipelago con la presenza degli Ospitalieri passò dai circa «20.000 abitanti nella prima metà del XVI secolo ai 50.000 nel 1632. Più tardi nel periodo in cui l’Ordine lasciò Malta [1798], tale cifra si moltiplicò per due». Le dimensioni geografiche dell’arcipelago, che non permettevano la produzione del grano necessario all’attività dell’Ordine, costrinsero i Cavalieri a dipendere esclusivamente dalla vicina Sicilia, prediligendo le produzioni cerealicole di Siracusa e Augusta. Secondo la letteratura storica augustana, la costruzione dell’edificio ubicato nell’odierna via Epicarmo fu iniziata nel 1697 e ultimata nel 1736, quindi durante i governi dei Gran Maestri della “Sacra Religione Militare di San Giovanni Gerosolimitano” detta “di Malta”, Fra Raymond Pelleros y Roccafull (spagnolo – 1697-1720) e di Fra Antonio Manoel de Vilhena (portoghese, 1722-1736).

Periodo individuato basandosi sui rispettivi governatorati e i relativi stemmi araldici dei due Gran Maestri, che sono ancora oggi esposti ai lati del timpano che sovrasta l’ingresso principale dell’antico complesso. Ma dai rilievi effettuati sulla letteratura più antica, l’arrivo dell’Ordine ad Augusta deve essere ricondotto almeno all’anno 1649 quando la Religione, già presente nella più importante Siracusa, si trasferì ad Augusta per decisione del suo Gran Maestro Fra Giovanni Lascaris-Castellar (francese – 1636-1657), poiché i Giurati e il Capitan d’Arme abusavano della loro posizione politica perpetrando delle angarie e vessazioni), nonostante gli utili e i vantaggi che Siracusa ricavava dalla vendita delle merci e delle derrate alimentari di cui la Religione necessitava costantemente. Per Giurati di Augusta e la Città, la sottoscrizione del contratto con la Religione, fu una grande occasione per l’impinguamento dell’economia locale che si tradusse in una sorta di sentimento, visto che gli augustani definirono simpaticamente le galere, non di Malta ma “augustane”.

Il trasferimento fu deciso e confermato a Messina il 4 maggio 1649 dal Viceré Don Giovanni d’Austria che per la presenza ad Augusta di questa nuova realtà impartì anche le disposizioni per la salvaguardia dell’ordine pubblico, vietando, per esempio, lo sbarco dalle galere a quei soldati e marinai banditi dal Regno di Sicilia. La decisione vide il trasferimento della residenza da Siracusa ad Inviato da te Oggi alle ore 11:43 Augusta anche del senese Fra Marcello Berengucci, Procuratore del Tesoro dell’Ordine ovvero dell’incaricato “per la compra delle robbe necessarie, e specialmente de’ frumenti per far biscotti”. Con lui approdarono nel Porto Megarese anche le prime Galere usate per il trasporto delle merci a Malta. L’edificio, che fu danneggiato dal terremoto del 1693, comprendeva alloggi, mulino, magazzini e forni, e secondo le stime di Tullio Marcòn raggiunse dopo il 1767 un’estensione di oltre 5.000 mq. Lì si svolgeva l’attività di macellazione e salatura delle carni suine, di approvvigionamento, molitura e trasformazione del grano in pane e pane biscottato o “gallette all’uso di Francia”.

L’attività di sussistenza iniziata ad Augusta nel 1649, terminò nel 1801, cioè tre anni dopo il 12 giugno 1798, giorno che segnò la resa di Malta a Napoleone Bonaparte. Da questa breve nota s’intuisce l’importanza storica del monumento che ci ricorda l’antico legame dell’Ordine con Augusta. Monumento che di recente è stato evidenziato nel contesto della mostra dedicata all’Archivio Fotografico di Pietro Ronsisvalle, dove tra le foto selezionate ed esposte, proprio quelle relative alla Ricetta di Malta ritratta alla fine del 1800 hanno destato nei visitatori curiosità, interesse e il desiderio di poterlo vedere un giorno recuperato e fruito dagli Augustani. La donataria Amministrazione Comunale dovrà ora impegnarsi nell’impresa, veramente ardua, consistente nella redazione di un progetto di restauro e riuso. Progetto che comprenda anche le necessarie indagini archeologiche che certamente ci riserveranno delle sorprese. Progetto che sin dalle sue battute dovrà coinvolgere la Città, mentre per le risorse necessarie all’esecuzione dovrà coinvolgere i soggetti pubblici ed eventualmente quelli privati che volessero dare il loro contributo. Certo di interpretare i sentimenti di gratitudine dei nostri 530 Soci, la nostra Società si complimenta con l’assessore alla Cultura Carrabino per il lavoro svolto per questo traguardo e ne apprezza la notevole sensibilità che da sempre egli rivolge per il riscatto culturale della Città. Con gli stessi sentimenti ringraziamo la nostra socia onoraria professoressa Isabella Palumbo Fossati e la sua famiglia per il nobile gesto di generosità e di amore toto corde da loro compiuto verso Augusta.

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