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Augusta| Emergenza Idrica. L’avv. Marcellino precisa e replica al sindaco

Augusta| Emergenza Idrica. L’avv. Marcellino precisa e replica al sindaco
Cronaca
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Riceviamo e pubblichiamo le due note pervenute in redazione da parte dell’avvocato Francesca Marcellino in merito alla nota vicenda dell’emergenza idrica al comune di Augusta e nello specifico al nostro articolo pubblicato poche ore fa.

PRIMA NOTA DELLE ORE 19:15

“Spett.le Redazione, con la presente, chiedo rettificarsi l’articolo apparso in data odierna nel quotidiano on line WebMarte, nella parte in cui recita quanto di seguito:

Il comitato è assistito legalmente a titolo gratuito dall’avvocato Francesca Marcellino”.

 

Preciso, infatti, che ero presente stamani presso il locale Comando dei Carabinieri a titolo personale ed in qualità di cittadina per esporre, in uno a mia madre con me residente, il disagio ormai notorio legato alla mancanza di acqua e non come legale.

Ad oggi non ho ricevuto alcun mandato formale né alcun conferimento di incarico né, pertanto, ho mai trattato con alcuno le questioni legate ad eventuali corrispettivi, dovuti, nel caso in cui sia percorribile una azione legale per i fatti di che trattasi.

Fermo restando l’innegabile diritto dei cittadini disagiati di attivarsi per la tutela delle proprie ragioni.”

 

SECONDA NOTA DELLE ORE 20:11

Chiedo di poter replicare alle dichiarazioni del Sindaco, Avv. Maria Concetta Di Pietro, apparse in data odierna sul quotidiano on line WebMarte: 

Amaramente riscontro nelle parole del Primo Cittadino la totale lontananza dalle esigenze dei suoi concittadini. Le persone che, in uno alla sottoscritta a titolo personale, erano presenti oggi in Piazza Carmine si erano recate sui luoghi al solo scopo di procedere con la segnalazione presso la locale Compagnia dei Carabinieri di un (ormai noto) disservizio prolungatosi per troppo tempo.

Nel pieno esercizio dei propri diritti e per la tutela delle proprie ragioni, attendevano di formalizzare l’esposto di che trattasi. È, pertanto, fuori luogo (oltre che tecnicamente contestabile) parlare di “assembramenti non autorizzati (…) vietati dalla legge”.

Sarebbe bastato parlare di “esercizio di un diritto”, appunto, senza dover scadere grossolanamente in ulteriori, quanto inopportune, definizioni e ricostruzioni del tutto decontestualizzate e non rispondenti al vero.

Nessuno è stato “stranamente dirottato dai carabinieri”, come si legge nelle dichiarazioni del Sindaco la quale aggiunge forse perchè in polizia è stata messa un’autobotte del carcere a disposizione dei cittadini. Mi auguro che non si cavalchino strumentalizzazioni politiche”.

Valutazioni assolutamente personali che la dichiarante ha rilasciato senza aver appurato il reale evolversi dei fatti con nessuno dei presenti, compresa la sottoscritta, non essendo il Sindaco intervenuta sui luoghi, neppure spontaneamente, per sincerarsi di cosa stesse accadendo. Non che fosse tenuta a farlo, ma mi aspetterei da chi sa quanto importanti siano le parole un ricorso meno frettoloso a valutazioni, ripeto, personali e/o a generici quanto inconcludenti processi alle intenzioni.

Preciso, altresì, che ero presente stamani presso il locale Comando dei Carabinieri a titolo personale ed in qualità di cittadina per esporre, in uno a mia madre con me residente, il disagio ormai notorio legato alla mancanza di acqua e non come legale.

Ad oggi non ho ricevuto alcun mandato formale né alcun conferimento di incarico né, pertanto, ho mai trattato con alcuno le questioni legate ad eventuali corrispettivi, che ritengo e sempre riterrò dovuti, nel caso in cui sia percorribile una azione legale per i fatti di che trattasi.

Fermo restando l’innegabile diritto dei cittadini disagiati di attivarsi per la tutela delle proprie ragioni. Tali precisazioni ritengo doverose a tutela della mia persona e della mia figura professionale.

Ritengo a dir poco surreale trovarmi costretta a dichiarare quanto sopra in un momento delicatissimo per la città. Un momento in cui ben altri dovrebbero essere i problemi da fronteggiare per un Primo Cittadino rispetto all’esigenza di attaccare dei cittadini che si limitavano a tutelare un proprio diritto.

Qualora ritenesse sia stata violata qualche legge dello Stato e/o commesso qualche reato (ivi compreso quello di “lesa maestà”), o ritenesse violato il Codice Deontologico Forense, la invito ad attivarsi innanzi le sedi competenti, magari supportandosi di elementi probatori concreti e non di semplici supposizioni e deduzioni personali.

Con la speranza che lo faccia dopo che sia tornata l’acqua. Non perdiamo di vista le priorità.”

Avvocato Francesca Marcellino

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