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Augusta | Filofollia. Byung – Chul Han “Le non cose”

16 Giugno 2022 | by Caterina Italia
Augusta | Filofollia. Byung – Chul Han “Le non cose”
Cultura
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Un libro che racconta con grande schiettezza e semplicità di come stiamo diventando disumani: non tanto perchè crudeli, ma perchè siamo sempre più tonti o meglio intontiti dalle non cose.

Luomo che fino a qualche decennio fa costruiva materialmente il suo mondo, lo edificava con la sua mente e le sue mani, adesso è senza mani. Non tocca più le cose, ma maneggia informazioni. Non sosta, non indugia tra gli oggetti del mondo, ma recepisce tutto attraverso uno schermo o un display. L’immagine che ne ricava è piatta, è fredda. La mano, quando afferra qualcosa, la percepisce sotto più dimensioni. Le informazioni non passano attraverso il tatto. La povertà percettiva rende la nostra visione del mondo limitata e imprecisa. Per questo, le informazioni spesso sono errate, fatte ad uso e consumo di chi le crea. “L’entropia informativa con la sua rapidissima crescita, vale a dire il caos informativo, ci scaraventa in una società post – fattuale che pialla la differenziazione tra vero e falso. Ora le informazioni circolano senza alcun appiglio con la realtà, all’interno di uno spazio irreale. Anche le fake news sono informazioni, probabilmente più efficaci dei fatti comprovati.”

Così il sentito dire inghiotte la verità testimoniata dalle cose. Il mondo delle informazioni è veloce, ridondante e rumoroso. Le informazioni e i dati sono fatti per essere rapidamente consumati e subito sostituiti. Il mondo delle cose è lento, profondo. Agli oggetti ci si affeziona, si conservano. Ci aiutano a tenere vivo il ricordo. Il collezionista diventa l’alter ego del consumatore, sarà lui che ci salverà dall’oblio. L’infosfera dei dati, delle non cose, ci libera di certo dagli affanni del lavoro quotidiano, perché semplifica molte delle nostre mansioni e delega il ricordare ad agende ed archivi digitali. Ma questo progredire ha un prezzo da pagare: il controllo, l’essere esposti ad una perpetua sorveglianza che ci monitora, ci traccia e ci influenza. Gli smartphone, nel renderci sempre reperibili, ci rendono schiavi, assottigliano i nostri spazi di libertà.

Byung – Chul Han, filosofo, già noto in Italia per il libro “La società senza dolore”, con grande veemenza sferra un attacco contro la società dei consumi in cui siamo immersi, ma indirettamente è all’uomo che addossa le maggiori responsabilità più che al contesto. È l’uomo che si è lasciato incantare dal canto delle sirene informatiche, che si è lasciato sedurre dalle informazioni, che ha tradito la solidità delle cose. All’uomo è rivolto l’invito a recuperare lo sguardo lungo sugli avvenimenti e ad indugiare tra le cose che hanno storie da raccontare, ricordi da evocare, colori e odori e sfumature da regalarci.

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