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Augusta | FILOFOLLIA di Caterina Italia – Il senso delle cose

31 Dicembre 2021 | by Caterina Italia
Augusta | FILOFOLLIA di Caterina Italia – Il senso delle cose
Cultura
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Se volessimo sintetizzare questo testo, potremmo farlo iniziando con il dire che si tratta di un libro che spiega come niente può essere certo, neppure la scienza. E tale convinzione espressa da un premio Nobel per la Fisica, aumenta ancor di più il disorientamento dei lettori.

“Il senso delle cose”, è stato pubblicato per la prima volta nel 1998 e raccoglie tre conferenze che Richard P. Feynman tenne nel 1963 presso l’Università di Washington. Il libro si divide in tre capitoli, il primo dal titolo “L’incertezza della Scienza” è di certo quello più appassionato, dove emerge con vigore la mente lucida e sofisticata dell’autore. Dopo una breve disamina sulle origini della scienza, Feynman dissacra subito l’idea che la scienza applicata si accompagni sempre a risultati eticamente e moralmente accettabili. Il potere di fare nuove cose che la scienza offre, non è corredato da un libretto di istruzioni che spieghi come usare le scoperte per diffondere il bene, piuttosto che il male: si pensi ai problemi etici relativi all’uso improprio dell’energia nucleare.

“Una volta, nelle Hawaii, mi portarono a visitare un tempio buddhista. Nel tempio un uomo mi disse: << Ora ti dirò una cosa che non dimenticherai mai. A ogni uomo viene data la chiave del paradiso. La stessa chiave apre le porte dell’inferno>>. Allo stesso modo funziona la scienza: può volgere sia al bene che al male. Fatta questa precisazione di carattere etico e morale, Feynman entra nel cuore della discussione, sviluppando un’ampia analisi sul metodo scientifico e su come si arrivi alla formulazioni di leggi, che non saranno mai certe ma solo probabili.

<<Le leggi sono tentativi umani di estrapolare regole generali dai risultati sperimentali, e non l’oggetto dell’esperimento. Si tira a indovinare, e la congettura per un po’ sembra valida, perché passa attraverso il setaccio sperimentale. Ma con un setaccio più fine, può darsi che non passi più.>>. Da queste considerazioni conseguono almeno due riflessioni: la prima è che di nulla si può essere certi, poiché ogni presunta verità può essere falsificata da ulteriori e più precisi esperimenti. Ciò non deve spingere al relativismo valoriale, all’impossibilità di fare scelte perché non si ha certezza sugli esiti. Se non si hanno certezze, si hanno però previsioni e stime probabilistiche e su quelle si può orientare la propria azione. La seconda considerazione da fare è il valore altissimo del dubbio come motore di ricerca. Se non si è sicuri di qualcosa, questa consapevolezza diventa la molla per fare meglio e cercare ancora. Occorre applicare una vera e propria filosofia dell’ignoranza per demolire dogmi, pregiudizi e verità pre-confezionate.

I due capitoli successivi sono proprio questo, l’applicazione del dubbio metodico in vari campi: dalla religione fino alla psicologia. Nella parte finale ci sono ampie digressioni sui temi più svariati che vengono sottoposti al vaglio delle ragione: interessanti sono soprattutto gli esempi in campo medico. L’argomentazione più bella di questo libro, che è sottesa a tutte le altre, è quella relativa alla libertà di pensiero come più grande conquista. Tutto quanto è stato scritto da Feynman, soprattutto in merito alla necessità dell’esercizio del pensiero critico e del dubbio elevato a metodo di ricerca, non sarebbe possibile in una società priva di diritti. E questa battaglia, per mantenere spazi di libertà, è perenne e riguarda tutta la collettività.

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