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Augusta | FILOFOLLIA di Caterina Italia. Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione

15 Febbraio 2022 | by Caterina Italia
Augusta | FILOFOLLIA di Caterina Italia. Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione
Cultura
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Un saggio che disorienta, quello di Morin. Ti aspetti uno scritto sull’educazione e ti ritrovi un testo introspettivo sulla cura di sé e sullo sviluppo del proprio potenziale esistenziale.

Il libro ha inizio con un riferimento all’Emilio di Rousseau e alla sua pretesa di insegnare a vivere. In realtà, Morin precisa subito che l’arte della vita non si insegna, ma si può apprendere da sé, è sufficiente individuare e perseguire gli obiettivi giusti. Per esempio rincorrendo non solo rigide conoscenze ma ponendo attenzione anche a flessibili metodi di conoscenza: << La scuola e l’università insegnano alcune conoscenze, ma non la natura della conoscenza, che porta in sé il rischio dell’errore e dell’illusione>>.

Morin sottolinea spesso questo concetto nel suo scritto: non esistono certezze da trasmettere, ma solo ipotesi più o meno probabili e sempre soggette all’errore. Ogni conoscenza infatti è una ricostruzione e la vita è una navigazione su acque perennemente mosse. << Non si elimina l’incertezza, si negozia con essa>> chiosa Morin. Bisogna dunque educare al pensiero complesso, l’unico in grado di scontrarsi frontalmente con l’incertezza, senza soccombere ad essa.

Un altro limite del “sapere” di oggi è quello di essere troppo parcellizzato o iper – specializzato; ciò  oscura il contesto, la visione di insieme. I dettagli possono poi arricchire il quadro. Non è possibile giustapporre conoscenze, esse vanno integrate. Non è utile vivere sotto l’impero del paradigma della disgiunzione. Si potrebbe continuare con i numerosi spunti di riflessione che Morin offre in questo saggio breve. Piuttosto che elencarli è meglio sottolinearne la profonda leggerezza con cui vengono trattati. In poche pagine si discute dell’insegnamento come fiamma che accende e che contagia. Si parla di comprensione, come madre della benevolenza e sanatrice di conflitti. Si tocca il tema spinoso della pericolosa separazione tra sapere scientifico e sapere umanistico. Tutti questi temi convergono con delicatezza verso un finale che incita non ad una riforma dei saperi ma ad una vera  e propria metamorfosi, ad un radicale superamento.

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